Media Strategy. Ovvero, prima di Zuckerberg è meglio studiare La Palisse

Il tizio che mi chiama in videochat è uno di quelli convinti convinti. Avrà forse un venticinque anni, ma già sfoggia voce suadente, sguardo maliardo, aria da Sono-un-giovane-rampante-di-successo-non-proprio-Zuckerberg-ma-poco-ci-manca. Insomma, tutto il repertorio del piazzista anni ’50, spolverato però di una patina 2.0. “Sai, conosciamo il tuo blog e lo seguiamo da tempo, ci piace tantissimo […]