I periodi un po’ così

I periodi un po’ così cono quelli in cui non sai definire l’un po’ così. Sono quei momenti stupidi in cui non c’è nulla che vada davvero male, a guardali da fuori, e infatti quello che non va è probabilmente dentro, anche se dentro dove ti sfugge. Sono quelli in cui sei stanca, e sei scocciata, e sei nervosa.

Sono quelli in cui vorresti una nuova occasione, ma poi sei così insofferente che forse anche se ti capitasse davanti la lasceresti scappare via. Sono quelli in cui ti annoi di ciò che hai e al tempo stesso hai paura di perderlo, odi il presente ma temi il futuro, vorresti assieme la più quieta delle routine e l’imprevisto.

I periodi un po’ così sono ciclici, e si ripresentano ogni tanto, di solito dopo momenti che erano stati invece contrassegnati da un ottimismo ferreo e da un entusiasmo che muoveva le montagne. Non si sa perché vengono, ma sono come la nebbia: ti accorgi che c’è quando ormai ci sei in mezzo e non sai come venirne fuori.

Passano, i periodi un po’ così, lasciandoti l’amaro in bocca per non riuscire a controllarli, perché il periodo un po’ così è un po’ così per la sua abilità di farti sentire in colpa, visto che la prima ad ammettere che non c’è davvero nulla di serio da affrontare sei tu.

Di solito finiscono, prima o poi. Non si sa dopo quanto, purtroppo: alle volte mesi, alle volte qualche anno. Una mattina ti svegli e, come la nebbia, sono spariti e fuori splende il sole. Ma finché ci sei in mezzo come la nebbia sono appiccicosi, e molesti.

Per cui abbiate pazienza, ė un periodo un po’ così. Prima o dopo mi passa.

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5 pensieri su “I periodi un po’ così

  1. “Sono quelli in cui ti annoi di ciò che hai e al tempo stesso hai paura di perderlo, odi il presente ma temi il futuro, vorresti assieme la più quieta delle routine e l’imprevisto.” Hai descritto perfettamente quello in cui sono dentro e sono stata per due anni. Ho dato la colpa a una relazione “sbagliata” e ora che sto cercando – a fatica – di uscirne mi accorgo che il mio atteggiamento non riesce a cambiare, nei confronti della vita. Eh sì, prima di questa “nebbia” ero in uno stato ottuso di stupido ottimismo, proprio come hai detto tu.

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  2. Quando ho letto il titolo “I periodi un po’ così”, chissà perché ho pensato per una frazione di secondo che il post avrebbe affrontato la sintassi traballante di qualche scritto. E invece no.
    Indi per cui non posso che conciliare con la padrona di casa: seppur brevissimi e ottimistici, anche io ho periodi un po’ così.

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  3. Lo stupido ottimismo di prima o lo stupido scontento di mo’, è uguale, dal momento che, quando passa, quel periodo buono o cattivo risulta inspiegabile.
    Sarà la stagione, ché anch’io sto così. Nel tuo caso, azzarderei una diagnosi di “calo di tensione”: il libro è uscito, la cosa è avviata, e ora non richiede lo stesso impegno di prima. 🙂

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