Aboliamo tutto, compresa l’umanità.

Aboliamo la storia dell’arte, e pure l’arte in sè. Anzi aboliamo anche la storia e basta. È roba vecchia, e non serve. E poi la letteratura, tutte quelle storie inutili, che – diciamocelo – hanno annoiato. La poesia manco è necessario abolirla, tanto non la legge già nessuno più.

Aboliamo poi la grammatica, che è tutta una cosa complicata e chi la capisce è bravo.

Aboliamo il teatro e anche la musica, che producono solo maniche di scentrati, di folli, di depressi.

Aboliamo la cultura, che non ha mai dato da mangiare a nessuno. E l’architettura, e la pittura, la scultura.

Aboliamo tutto, signori miei. Che resti solo il deserto, ed il nulla.

Teniamoci solo il vuoto. E sarà pure un vuoto brutto.

Chissà come vi ci sentirete a casa.

Come chi si guarda in uno specchio e finalmente si riconosce.

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