Luce di Primavera

È la luce, non c’è niente da fare. Guardi fuori, fa ancora freddo. Persino più di alcuni giorni d’inverno. Quindi non può essere la temperatura. E nemmeno lo spirito. Però tu lo vedi che c’è qualcosa, che è proprio diverso, che è proprio primavera. È la luce.

C’è qualcosa nell’azzurro del cielo che è diventato proprio azzurro. Un che di leggero, di fresco, che nelle ultime giornate d’inverno non c’è mai. È come se l’aria fosse attraversata dal sole come un cristallo e brillasse di luce sua.

La luce. Non la guardiamo mai la luce. Eppure è lei la compagna dei nostri giorni e delle stagioni. La luce d’inverno è sempre un po’ pesa, spessa. Persino quando è mezzogiorno è più buia. La luce d’estate è corposa, morbida come una donna in carne sicura di sé.

La luce di primavera brilla. Persino quando è nuvolo ed è cupa, è come un bambino e non riesce mai a rimanere imbronciata a lungo. Se ci prova, poi d’improvviso scoppia a ridere quando meno te l’aspetti.

È una luce per giocare di nuovo nei cortili, acquattarsi dietro ai muretti per spiare i germogli degli alberi. È una luce che carezza l’erba quando spunta, e zompetta fra le pozzanghere delle piogge. È una luce infantile ed anche un po’ dispettosa, che ti può tradire e non presentarsi quando la attendi, o esplodere in un caldo abbraccio pieno di frastuono. È una luce birbona che si prende gioco del mondo.

È la primavera, baby,  e tu non puoi fare altro che giocare con lei.

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4 pensieri su “Luce di Primavera

  1. Certo che c’è “qualcosa”: la diversa inclinazione della luce solare, il differente tragitto che essa compie nell’atmosfera prima di raggiungerci. Ecco perchè cambiano luminosità e toni.
    Lo sanno anche i sassi.

    P:S: non è colpa mia. È quel baby alla fine che mi ha definitivamente indispettito, e che mi sta facendo passare per un individuo totalmente alieno all’afflato poetico.

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