Non siamo terzo mondo, siamo un po’ più giù.

Confesso che in questi giorni mi sto vergognando del mio paese. Profondamente, come non mi accadeva da tanto.

Un tizio a Macerata decide di uscire di casa e sparare a caso fra la folla, per colpire degli extracomunitari che stanno passeggiando.

In un paese civile, o anche solo mediamente di buon senso, nessuno avrebbe dubbi da che parte schierarsi. Da un lato c’è un assassino pericoloso che ha pure l’aggravante di essere razzista, e ha rischiato di fare una strage, dall’altro delle vittime casuali e totalmente innocenti, che non facevano nulla di male e hanno rischiato di morire.

Nel nostro invece i giornali, che dedicano paginate se un italiano quando c’è un attentato in giro per il mondo si scalfisce un’unghia a qualche chilometro di distanza dal luogo del massacro, hanno aspettato più di un giorno per interessarsi persino a scoprire i nomi delle vittime.

Nessun politico, tranne un onorevole di Potere al Popolo, si è degnato di andarle a trovare, almeno di chiedere come stavano. Non un Mattarella. Non un Gentiloni. Nessuno. Come se quei poveri disgraziati che sono finiti in ospedale non contassero niente, non avessero diritto nemmeno ad un “Caspita. scusaci, ci dispiace di non essere riusciti a garantirti quel minimo di sicurezza che sarebbe il livello base in un paese civile, e che consiste nel fatto che quando uno cammina per strada non gli sparano addosso.” No, niente, il più assordante silenzio mai sentito.

In compenso tutti si sono premurati di dirci che il problema è l’immigrazione. Cioè un pazzo gira armato per strada e colpisce sulla spinta del suo razzismo, e il problema sono gli immigrati. Non il pazzo fascista, gli immigrati. Perché siamo vittime di una invasione e della criminalità dilagante che però sono solo nella testa dei razzisti, perché i numeri dicono che non siamo affatto invasi e che la criminalità non è affatto aumentata in questi ultimi anni: è agli stessi livelli a cui la nostra onestissima e specchiata penisola ci ha sempre abituati, perché la mafia e la camorra le abbiamo inventate noi, eh.

Persino l’avvocato difensore dell’attentatore prove imbarazzo a difenderlo, e i politici no. Minimizzano, spostano il discorso. Renzi parla di un pistolero che si fa giustizia da sé, ma qui non c’è neanche l’ombra della giustizia, perché non si capisce di cosa dovrebbe farsi giustizia il “pistolero”, visto non è mai stato vittima lui di niente, e la ragazza morta che usa come scusante per giustificare il suo gesto non si sa manco se sia stata effettivamente assassinata e non sia stata uccisa da una fatale overdose, e comunque il presunto colpevole è già in galera, rintracciato e arrestato dalla giustizia ordinaria, e le persone ferite non avevano alcun legame con lui.

E da tutto questo a me sale uno schifo profondo, che neanche riesco a descriverlo. A leggere articolesse di grandi firme del giornalismo che taroccano dati, giocano sull’equivoco, spostano il discorso, per evitare di confessare il loro vero pensiero, e cioè che di quei poveracci feriti non gliene frega nulla, perché sono dei negri, e noi italiani, e quindi visto che siamo incazzati abbiamo tutto il diritto di sbroccare e sparar per strada agli stranieri se ci gira.

In un paese civile, o forse anche solo di medio buon senso, nessuno si azzarderebbe a fare un discorso simile, perché tutti gli toglierebbero il saluto schifati. Invece qui questi discorsi li senti in tv fatti dai politici, riproposti come articolo di fondo dagli opinionisti di grido, commentati nei bar e nei salotti come se fossero le affermazioni più normali e logiche del mondo.

E allora lasciatemelo dire: è vero, noi italiani non siamo un paese del Terzo Mondo, una repubblica delle Banane, o qualsiasi altra formula si usi per indicare i territori arretrati economicamente e intellettualmente.

Siamo peggio. Dio mio se siamo peggio.

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22 pensieri su “Non siamo terzo mondo, siamo un po’ più giù.

  1. Sono d’accordo… solo un appunto: a me risulta che l’avvocato difensore, come riportato da diversi giornalisti, abbia dichiarato che per strada, a Macerata, la gente lo ferma per dichiarare solidarietà al suo assistito… francamente questo mi sembra ancora più grave del gesto in se’!!

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  2. Ti copio e incollo quello che ho scritto sulla mia bacheca condividendo il tuo post: “Galatea di solito è ironica, distaccata – apparentemente – e molto, molto intelligente. La seguo da tempo, ma non l’ho mai letta così. Così disperata – signorilmente disperata, ma disperata – e annichilita dal senso di inanità. La capisco. Anche per me l’attacco terroristico di Macerata, accolto da quasi tutti con enorme desiderio di minimizzare prima, e altrettanta voglia di colpevolizzare le vittime poi, è stato lo spartiacque fra la speranza di un domani migliore per la penisola, e la certezza che ai suoi abitanti piacerà sempre chi picchia più forte. Mi viene in mente il delitto Matteotti, e soprattutto la rivendicazione che ne fece Mussolini: un giorno in cui, come in un caleidoscopio, si vide in prospettiva l’orrore di sopraffazione e prepotenza che era in arrivo, e che la storia ha poi confermato. Oggi mi sembra che ci sia la stessa aria immorale, la stessa indifferenza dei più, la stessa coglionaggine nel pensare che la faccenda in fondo riguardi solo quattro sfigati appesi al bordo di un barcone. Senza pensare invece che quando il degrado politico e civile arriva, è faccenda di tutti. “

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  3. E pensare che tanti poveri disgraziati sono venuti a cercare una vita migliore in questo posto schifoso pieno di gente schifosa.
    Quanto ci hanno sopravvalutato…

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  4. Si puo’ sapere con quali soldi uno stato puo’ garantire quel minimo di sicurezza che sarebbe il livello base in un paese civile se bisogna dare 35 euro a ogni extracomunitario che sbarca? La sicurezza costa, non scende dal cielo gratis.

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  5. In effetti è vero: i soldi vanno alle cooperative.La sicurezza viene comunque sacrificata a scapito di altri interessi.Pertanto come pensi di riuscire a garantirla?

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  6. di nuovo: chi li toglie dalla circolazione, visto che i poliziotti vanno pagati e lo stato preferisce usare i soldi pubblici per darli alle cooperative? Ma ci sei o ci fai?

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  7. galatea, hai appena scritto che i pazzi fascisti vanno tolti dalla circolazione; la mia domanda è chiara: chi li toglie dalla circolazione, visto che i poliziotti vanno pagati e lo stato preferisce usare i soldi pubblici per darli alle cooperative? Cosa c’entra l’emergenza crminalità causata dagli stranieri?

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  8. Io ho provato lo stesso senso di impotenza ieri mattina, leggendo sui siti online dei quotidiani che Salvini era in tv a lanciare proclami razzisti come se nulla fosse accaduto. È finita, hanno vinto loro. Statemi bene, voi che vivete in Italia. Io sono andato via da 19 anni e non ci tornerò neanche chiuso dentro una cassa da morto.

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  9. @Lino
    Spesa pubblica italiana (dato 2016) – 830.000.000.000 euro
    Immigrati da mantenere nei centri (dato fine 2016) – 133.727
    Ammessi (e non concessi) 35 euro/giorno * 365 giorni = 1.708.362.425 euro.

    Ossia poco più dello 0,2% della spesa. Credo che si possa ben pagare la sicurezza col rimanente 98,8%. Fine del discorso.

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  10. @Hacksaw: nell’ultima legge di bilancio si parla di 5 miliardi e sono escluse le spese sanitarie, militari e di PS correlate ai fenomeni migratori. Poi, lo Stato deve mantenere Sanità, Istruzione, Infrastrutture, Giustizia, Difesa, stato sociale (pensioni varie) e sicuramente dimentico qualcosa; non rimane il 98.8% per la sicurezza.

    La popolazione carceraria è composta per il 27% da stranieri (che rappresentano l’ 8% della popolazione residente in Italia). I dati del Viminale dicono che gli stranieri delinquono 4 volte di più degli Italiani: cosa significa che “i dati non confermano una emergenza criminalità degli immigrati”, mi è sfuggita qualche fake news?

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  11. Condivido in pieno e sono sconvolta dal fatto che in tanti dicono che è una giusta reazione alla quantità infinita di extra-comunitari che sono arrivati in Italia.
    Sono sempre più basita

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  12. Meno male che almeno nei commenti compare la qualificazione appropriata: stiamo parlando di fascisti, sia quello che spara sia quelli che lo spalleggiano a vario titolo.

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