La tristezzina 

La tristezzina non è uno stato d’animo, è qualcosa di un po’ meno, per questo non ha un nome. È quel magone piccolo, ma tenace, che ti prende quando non è successo niente di davvero brutto, o triste, e per fortuna, ma parte della sua essenza è proprio nel suo non avere una causa reale, un motivo scatenante, e farti sentire in colpa per questo, perché su, sant’Iddio, non è successo nulla, perché devi stare così? 

La tristezzina nasce in certe giornate di pioggia stizzosa, ai primi freddi, nei nebbioni impastati di smog. Prospera e alligna dopo le riunioni inutili durate ore, quando non ti senti infelice ma svuotata. Si insinua nei periodi in cui ha troppo da fare, e ti pare di non avere il tempo di fare davvero quello che vorresti, o nei momenti in cui non hai da fare nulla, e ti senti come se stessi perdendo il tempo e la vita. 

La tristezzina è piccola, ma tignosa e dispettosa come sanno esserlo i bambini cattivi. Non è uno sgambetto ma un calcio nello stinco a tradimento, dato senza nessuna ragione e senza nessun guadagno, una cattiveria minuscola ma gratuita, per cui è assurdo incazzarsi ma ti incazzi.

Non si combatte, si accetta, come si accetta il fluire di questa cosa strana che chiamiamo vita. Prima o poi passa, prima o poi se ne va, senza una ragione, come era venuta.

Come la vita, appunto.

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4 pensieri su “La tristezzina 

  1. La tristezzina è uno stato d’animo che credo abbia una qualche correlazione con lo stato del meteo, e i mesi a cui stiamo andando incontro – lo so per esperienza – sicuramente favoriscono il suo insorgere.

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  2. Quando prende a me in genere scopro dopo che una ragione l’avevo senza saperlo. Sicura di non avere una sensibilità speciale per alcuni eventi?

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  3. La tristezzina per me inizia con le giornate che si accorciano, con il sole che non scalda più tanto,con il cielo che non è più di un bel azzurro deciso ma di un grigino pallido e stinto.
    È una certa fatica a tirare il fiato fino in fondo, quel girare a vuoto senza concludere niente che ci soddisfi davvero. Per fortuna poi passa … fino alla prossima volta. Baci Alda.

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