I libri sono come i bambini, ovvero L’Italiano è bello a Bologna

l'Italiano è bello

L’italiano è bello

Allora, insomma, è uscito. E quando esce il tuo libro c’è quel momento in cui non capisci più un accidenti di quello che succede intorno. Un po’ perché quando ti arriva, lì, vero, tra le mani, è un po’ come quando si vede per la prima volta il proprio bambino. Che una è intontita e felice e intontita. E intontita. Intontita l’ho detto, vero? Ecco, intontita. Per cui lo guardi, lo studi, lo riguardi, e hai sulla faccia l’espressione ebete di chi si sta chiedendo: «M va’, l’ho fatto io?». E sì, certo che l’hai fatto tu. Ci mancherebbe che non te lo ricordi. Però quando vedi una cosa che era tutta nella tua testa e adesso è lì, fuori da te, credetemi, un attimo di assestamento ci vuole.

Poi prendi il treno e vai a Bologna, alla presentazione. Allora, diciamo una cosa: io mi diverto da matti alle presentazioni. Quegli autori che dicono: «Ohmioddio, le presentazioni no, guarda, uno stress, un’ansia, non vorrei mai, io piuttosto scriverei solo ma le presentazioni mi uccidono!», ecco io quegli autori lì non li capisco. Nelle presentazioni io ci sguazzo. Mi servono per andare in giro per città che conosco e amo o che non conosco e posso amare. E poi rivedere amici, conoscere quelli che amici sono già ma solo on line, e soprattutto parlare. Che si sa, a me piace da matti. Per cui alle presentazioni mi diverto come una bimba alle prese con il suo gioco preferito.

Poi vabbe’ presentare a Bologna vuol dire andare dalla Nico Maldini. Non la conoscete la Nico? Fate male. Ogni amante della lettura dovrebbe conoscere la Nico Maldini,  di Trame, che è una di quelle libraie che sanno cosa sono i libri, e sanno cosa sono i lettori. E quindi, niente, fidatevi, se siete a Bologna e vi scappa di voler comprare un libro andate da lei. E poi oltre alla Nico a Bologna ci sono Marco e Diego, che anche loro averceli come amici è una fortuna e come presentatori del tuo libro ancora di più. E siccome a me oltre agli amici vecchi, piacciono anche quelli nuovi, c’era pure Francesca Santoro, che aveva appena finito di occuparsi del Papa ed è venuta a presentare me.

Insomma insomma, ci siamo divertiti. Abbiamo parlato di valanghe di cose e altre ne abbiamo lasciate in sospeso, hai visto mai che si possa organizzare un’altra puntata in cui spieghiamo quello che stavolta abbiamo lasciato lì. E il libro ha avuto il suo battesimo, e ora via, deve sgambettare per il mondo, anche se la mamma lo accompagnerà in giro per un pezzettino, un po’ qui e un po’ là. Perché i libri sono come i bambini, che quando te li vedi davanti appena nati li guardi un po’ perplessa pensando: «Ma va’ l’ho fatto io?» e poi dopo due minuti che li hai in braccio cominci a ragionare come una mamma e li vuoi coccolare, e proteggere, e li vuoi portare sempre con te per far vedere loro il mondo.

Quindi ora sarò un po’ sul blog e un po’ in giro, da brava mamma apprensiva e un po’ chioccia, a presentare il pargolo.  Andrò a Trieste, Levico, Treviso, Mestre e in altri luoghi. Vi dirò dove di preciso, così se ci volete venire a conoscere sapete dove trovarci. Perché io alle presentazioni mi diverto, l’ho detto vero? No, perché sono ancora un po’ intontita, e non vorrei averlo dimenticato, eh.

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2 pensieri su “I libri sono come i bambini, ovvero L’Italiano è bello a Bologna

  1. Mariangela,
    ho scoperto per caso il tuo blog, cercando notizie di Marco Aurelio perché faccio l’ingegnere ma mi annoio, invece scorazzare per il web in cerca di storia e di storie mi diverte tantissimo, come a te divertono le presentazioni.
    Condivido quello che dici, anche a me piace parlare in pubblico, alle conferenze, quando ne ho la possibilità. Mi eccita e vedere quella distesa di teste in silenzio che ti guardano e non annuiscono, talvolta ridono, mi fa impazzire e inizio a sudare e a concentrarmi.
    Volevo aggiungere, fuori tema forse, che sono di Torino ma abito a Cerveteri e in questa terra antica di Etruschi anche un po’ bizzarri, si è perso il gusto della cultura. Pensa che non c’è una libreria…so di averti ferito profondamente ma è così purtroppo…
    Vorrei tentare di instillare il piacere della cultura, poi decidiamo la lingua perché qui l’italiano è un po’ così così…, con la presentazione di un tuo libro o dei tuoi libri, per esempio
    Possiamo fare una cosa anche modesta per il gusto di essere i precursori del virus culturale in questa landa desolata ma spero fertile
    In realtà sto mentendo perché, cerca cerca, qualche germe l’ho trovato, qualche artista che allieta le mie domeniche bucoliche
    Ti lascio i miei riferimenti se vorrai chiamarmi
    Marco Lombardo
    lombardo63@gmail.com

    Grazie e complimenti
    M

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Patti chiari, amicizia lunga: voi potete scrivere quello che volete, io posso bloccare chi mi pare

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