Come sono cambiati i requisiti per la carriera politica attraverso i secoli

Ai tempi del Medioevo per intraprendere la carriera politica con successo ci volevano antenati cavalieri che avessero seguito l’imperatore in qualche impresa o per lo meno avessero ammazzato un drago.

Nel Cinquecento bisognava essere aristocratici colti e mecenati delle arti, o spregiudicati condottieri di ventura.

Nel Seicento abili cortigiani capaci di indovinare velocemente se Franza o Spagna e di conseguenza volteggiare sul carro del vincitore con sopraffina abilità,  evitando i processi dell’Inquisizione.

Nell’Ottocento ardenti spiriti patriottici pronti ad immolarsi in qualche bislacco tentativo di romantica rivoluzione.

Nel Novecento paladini del capitale o organici difensori del proletariato, e in entrambi i casi lettori approfonditi di gran tomi.

Oggi basta avere un padre maneggione e possibilmente una nonna che ti difende.

La nostra epoca, ammettiamolo, è quella che offre proprio a tutti una possibilità.

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5 pensieri su “Come sono cambiati i requisiti per la carriera politica attraverso i secoli

  1. Del senno del poi son piene le fosse e i fallimenti del 1848 potrebbero apparire bislacchi…

    Però è compito dello storico capire quali furono i motivi delle insurrezioni europei dell’Europa uscita dopo il Congresso di Vienna, bisognosa di un equilibro politico sconquassato dalla rivoluzione francese e dall’avventura napoleonica.

    Per il resto, ottimo articolo Galatea.

    JT

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  2. Sembra che il motivo delle insurrezioni del ’48 sia stato una malattia della patata, nel senso del tubero. Anche perché da Vienna erano passati più di trent’anni di pace e prosperità crescente.

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  3. C’è un fondo di verità. Nella mia modesta esperienza personale ho constatato la difficoltà sempre maggiore della politica di attrarre personalità d’alto profilo.

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