Il compleanno dei 45, ovvero non ho mai voluto una la vita spericolata 

La mattina del tuo compleanno sei in macchina  e guidi verso la scuola, assonnata come sempre. Fra le stazioni della radio emerge la voce di quello lì, il rocker che quando eri ragazzina cantava la vita spericolata, e tutti i compagni di scuola lo osannavano, perché sì era ganzo da morire dire che si voleva la trasgressione, anche se dopo poi al massimo la spericolatezza nostra all’epoca era provare un nuovo gusto del bubblegum. 

E insomma sei lì, assettata davanti al cruscotto, e il rocker, quello spericolato quando tu eri bambina, ora ha la voce del vecchio che non si arrende al tempo che passa, e infatti la canzone, dedicata ad una improbabile giovane morosa, dice che vuole allevare dei bambini, avere dei vicini e stare ore a chiacchierare con lei sul divano.

Non puoi fare a meno di ridere pensando che lui, ormai, più che l’età per avere bambini ha quella per andare a portare i nipotini al parco giochi. Ma ti scappa da riflettere sentendolo elogiare le cose che tu hai fatto per tutta la vita, avere i vicini, stare al bar a chiacchierare, eccetera. Allevare bambini no, è vero, ma spupazzarteli a scuola tutto il giorno e in quantità industriale sì, per cui anche lì hai dato. 

Ora anche per lui il tempo è passato e la vita spericolata ha perso ogni attrattiva. O forse con il tempo e con l’età gli è venuto il dubbio che la forma più alta di sprezzo del pericolo sia quella: affrontare una esistenza normale, senza sballi e senza colpi di testa. 

Ridi, mentre affronti l’ultima curva prima di entrare a scuola. E ti chiedi, il giorno in cui compi 45 anni e sei felice della tua esistenza poco spericolata e molto tranquilla, se è il vecchio rocker ad essere invecchiato o sei tu che sei stata rispetto a lui sempre clamorosamente avanti. 

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9 pensieri su “Il compleanno dei 45, ovvero non ho mai voluto una la vita spericolata 

  1. Sottoscrivo e condivido OGNI VIRGOLA!
    Saremo noi dei 45 quest’anno..?
    C’è del supereroico, ad accettare di essere normali!
    Auguri!

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  2. Da ragazzina mi aspettavo una vita tranquilla e soprattutto stanziale, invece a diciotto anni me ne sono andata e non sono tornata più, e nemmeno mi sono mai veramente fermata. E in fondo è vero anche per te, che incastri la carriera da docente con quella di scrittrice e di divulgatrice – praticamente una tripla vita. Buon compleanno e continua così!

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  3. Sei avanti. Tanti auguri davvero. La vita spericolata in fondo sta nella routine, nn arrendersi alla ripetitività, sorridere e trovare il buono in quello che c’è intorno.

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  4. Per me la vita spericolata è quella vissuta secondo verità, prima di tutto verso se stessi. Fare le cose che ci fanno stare bene, anche se non sono di moda, donare tempo e fiducia agli altri, tuffarsi nello scorrere della vita; queste son tutte che cose che puoi fare insegnando ai bambini, coltivando relazioni con i vicini e stando ore a chiacchierare al bar, basta che sia vero e “ganzo” per te 😊

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  5. Per carità, riflessione condivisibilissima. mi domando però se il rocker non cantasse prima la vita spericolata, ed adesso quella normale, solo perchè è la moda che è cambiata. e da un pubblico giovane e rock è passato ad uno in vestaglia e pargoletti. magari è lo stesso che è invecchiato.
    Più che un augurio un ringraziamento per quello che scrivi, che mi fa sempre riflettere

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