Il nido degli antichi pirati etruschi, ovvero perché vogliamo un parco di archeologia condivisa a Poggio del Molino

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Gli antichi pirati di Populonia

Nei giorni scorsi vi ho chiesto di votare qua per creare un parco di Archeologia condivisa a Poggio del Molino, pensato da Carolina Megale e da Archeostorie.

Ma ora vi voglio spiegare cos’è Poggio del Molino e perché votarlo.

Poggio del Molino è un promontorio sul Golfo di Baratti, e si trova vicino all’antica città etrusca di Populonia. È uno dei posti migliori dove studiare il fenomeno della pirateria antica.

Quando noi pensiamo ai pirati, ci viene sempre in mente l’Isola del Tesoro e Stevenson, ma in antico i pirati scorrazzavano per il Mediterraneo e a praticare la pirateria erano anche popoli insospettabili.
Gli Etruschi, per esempio, erano temutissimi, e gli abitanti di Populonia in particolare. Fecero vedere i sorci verdi ai Greci in tantissime occasioni (“vedere i sorci verdi” non è un termine tecnico archeologico, ma rende bene l’idea).
Poggio del Molino si trovava nella posizione giusta per controllare tutto il braccio di mare che va fino all’Isola d’Elba. Populonia, che è l’unica città etrusca fondata direttamente sul mare e non nell’entroterra, usava probabilmente questo avamposto per controllare i suoi commerci e intercettare le navi di chi tentava di intrufolarsi in rotte che erano “sue”.
Dalle alture di Poggio del Molino, nel 453 a. C. avreste potuto seguire la furiosa battaglia che si svolse fra Etruschi di Populonia e Siracusani, dopo che i Siracusani decisero di mandare una flotta di 60 navi per punire i pirati di Populonia che davano loro fastidio nei commerci. Fu uno scontro epico, di cui ancora si trovano alcune tracce nei reperti (elmi, armi) ritrovate in relitti affondati nei dintorni.
Immaginatevi il cozzo delle navi, le bestemmie agli dei, la lotta fra due potenze che vogliono l’esclusivo controllo sul Mediterraneo e sui commerci. Uomini duri che si scannano sul mare, fra frecce che saettano e arrembaggi. Questo è Poggio del Molino.

Poggio del Molino è studiata e scavata dagli anni ’80. In sito ci sono una fortificazione romana (di cui vi parlerò in altri post) e una villa romana. Ma l’origine dell’insediamento è probabilmente più antica. Oggi l’idea di Carolina Megale e nostra di Archeostorie è di trasformarlo in un parco di archeologia condivisa, cioè un posto dove accanto agli scavi il pubblico possa entrare, fare pic nic, passeggiate in famiglia, svolgere attività sportive e culturali.
Qualcosa di diverso e di più rispetto ai “consueti” parchi archeologici “ingessati”.
Ci date una mano votando? È semplicissimo, basta registrarsi e votare il progetto di Pasti in Progress qui:

https://community-fund-italia.aviva.com/voting/progetto/schedaprogetto/16-1102

E poi mettervi comodi e aspettare i prossimi post in cui vi parlo dei pirati etruschi, di quelli di epoca romana che rapirono Cesare e furono sbaragliati da Pompeo e di tante altre cose.
Intanto VOTATE!
Grazie.

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4 pensieri su “Il nido degli antichi pirati etruschi, ovvero perché vogliamo un parco di archeologia condivisa a Poggio del Molino

  1. Un paio d’anni fa, in anticipo di qualche ora sul traghetto per l’Elba, ho portato i bimbi a Populonia, che mi sembra già un parco del genere (prati, ruderi, pini marittimi a fer un p’ d’ombra, qualche cartello esplicativo, possibilità di pic-nic, la grande che disegna sul quaderno quello che vede e prende appunti sulle mie spiegazioni).
    In cosa sarebbe diverso questo?

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