La sindaca, la guardia, ma non il piloto. Del perché la lingua italiana non è sessista, va solo usata bene

Ed ecco un nuovo articolo per la mia rubrica  Italiano Espresso. 

Sul sessismo della lingua, e sul perché alcuni nomi hanno maschile e femminile e altri invece no. 

Qui il link per leggerlo!

Ciao! 

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10 pensieri su “La sindaca, la guardia, ma non il piloto. Del perché la lingua italiana non è sessista, va solo usata bene

  1. Bello l’articolo!
    Ma… se poeta al femminile fa poetessa, non è che anche pilota al femminile potrebbe fare “pilotessa”?
    C’è qualche regola più precisa per discriminare le soluzioni che bisogna adottare in questi (rari) casi?
    (mi sento molto analfabeta anche solo per aver posto la domanda)

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  2. A me “sindaca” non manda in confusione – se così si può dire – quanto la declinazione di gradi militari. Prendiamo maresciallo, per esempio. Come minimo, costruendo una normalissima frase, il risultato è degno del titolo di un film porno: “La marescialla ispeziona il corpo di guardia”.
    Ecco, solo a scriverlo, ce l’ho già barzotto.

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  3. Caro diario,
    La Sindaca è un neologismo, come assessora o, peggio, presidenta.
    Ora ne esistono di due tipi: quelli che definiscono cose o concetti nuovi, che altrimenti non si saprebbe come chiamare (es.: il drone, il telefonino), e che sono sempre bene accetti; e quelli dettati dal conformismo PC, che possono benissimo essere rigettati, specialmente quando sono cacofonici e del tutto inutili. Come nei casi sopra citati.

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  4. Francamente «sindaca» suona decisamente brutto, come anche «assessora», e poi se il termine indica la carica ricoperta e non il sesso della persona (non interessa affatto se il sindaco è un maschio o una femmina), perchè mai piegarla a dimostrare il sesso di chi la porta? Il sindaco è un termine maschile, benissimo, ma indica la funzione pubblica, non il sesso, la vita privata di chi la svolge.

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