Il Natale

Arriva quel momento del 25 dicembre in cui sei pieno come un otre per tutto quello che ti sei scofanato a pranzo e a cena, e per il rinforzo di panettoni, cioccolato, biscotti allo zenzero e panpepato, struffoli, cassate, pandori col mascarpone che hai ingurgitato mentre sullo schermo della TV scorrevano le immagini di panettoni, cioccolato, biscotti allo zenzero e panpepato, struffoli, cassate, pandori col mascarpone e pranzi e cene. Quel momento in cui il mondo rigurgita di nenie natalizie, pastori, pastorelle, presepi, bambinelli, Magi vaganti, acquaioli assopiti, elfi, puffi, nani, babbi Natale, pupazzi di neve , renne e Frank Sinatra e Michael Bubblè cantanti canzoni da slitta. Arriva quel momento in cui tutti i tuoi amici su Facebook, anche loro assopiti, postano foto di auguri con cagnolini, gattini, pinguini e cucciolini dagli occhi dolci di qualsiasi specie animale conosciuta e non, con sotto frasi così banalmente zuccherose da far sembrare Coelho un candidato al Nobel e Fabio Volo quasi intelligente. E in quel momento, obnubilato dall’ultimo morso di panettone, senti la spinta a condividere anche tu video di orsetti buffi che fanno le capriole sulla neve, omini di marzapane cicciotti che danzano sulle note di Jingle Bells e frasi di auguri contornate da ghirlande con l’agrifoglio d’oro. 

Perché non importa quanto tu sia intelligente, o cinico, o intellettuale. Alla fine il Natale vince sempre. 

Come l’indigestione. 

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