I poveri non ci votano, signora mia. Anatomia della sconfitta PD in un flash.

Ieri sera dalla Gruber un tizio, di cui onestamente non ricordo il nome ma era presentato come uno degli amici e compagni più cari di Matteo Renzi, quello a cui il Matteo telefona nei momenti più bui per avere conforto e consiglio, diceva che i risultati del referendum andavano letti bene, perché in fondo, scorporando ed analizzando chi aveva votato e dove, si scopriva che il Sì aveva trionfato nei paesi e nei quartieri dove abita il ceto più ricco, più istruito e che non ha sofferto particolarmente della crisi economica, mentre negli altri quartieri, dove stavano i poveri poco istruiti e falcidiati dalla crisi ha stravinto il No.

Non so perché considerasse questo un motivo di conforto. Forse perché non si è reso conto che quei  poveri disagiati e falcidiati dalla crisi economica, almeno in teoria, dovrebbero essere il tipico elettorato di un partito di sinistra.

Chissà perché non votano più PD, eh.

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32 pensieri su “I poveri non ci votano, signora mia. Anatomia della sconfitta PD in un flash.

  1. Io son felice di non averli mai votati.
    Solo il fatto che cambiassero (eoni fa) il nome (per rimanere al passo con i tempi, dissero), ma rimanevano sempre loro dentro, mi diede il senso del camaleontismo di cui erano capaci.

    E non sono povera (oh manco ricca, normale 😛 ) e non li voto lo stesso.

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  2. Però Galatea io ti pongo una domanda sincera, in concreto, cosa faresti se fossi tu al governo, quali provvedimenti prenderesti, al di là degli slogan?

    Chi è in grado di governare? Grillo, Berlusconi, Fassina, Salvini e magari anche D’Alema (che tanto ha un’ottimo vitalizio, potrebbe lavorare gratis)? L’allegra brigata che ha vnto al referendum è bene che adesso entri in campo e ci governi, senza la comodità di stare all’opposizione.

    Il fiorentino sicuramente si è sopravvalutato, ed è giusto che torni a casa sua, la Toscana è bellissima; però che si facciano avanti gli altri. Come dire Hic Rhodus, hic salta, visto che ho l’onore d’interloquire con chi sa bene la storia

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  3. Anche perché l’allegra brigata che ha vinto il referendum ti faccio presente che non esiste. Non era una brigata e non era accomunata da un progetto politico, per il buonissimo motivo che era un referendum e si ragionava semplicemente su un quesito, non delle elezioni politiche. Quindi la domanda non ha molto senso.

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  4. cerchiamo, cara Galatea, di uscire dalla battura facile e intavoliamo una discussione che non sia una banale evocazione di slogan

    partiamo da Renzi; secondo me aveva torto nel voler imporre una riforma costituzionale a colpi di maggioranza risicata, doveva prevedere che avrebbe prestato il fianco a critiche anche serie da parte di persone serie e preparate sul tema

    veniamo agli elettori chiamati al referendum; è assolutamente evidente che moltissimi non hanno votato nel merito della riforma ma, apertis verbis, per mandare via Renzi (ricordo un’amica di professione preside di scuole dell’obbligo che mi ha detto chiaro: «voglio che Renzi vada a casa, a qualunque costo»); lecito detestare Renzi, e lecito votare con quell’intento, ma è risibile a posteriori nasconderlo

    quindi, secondo me: Renzi si è reso abbastanza antipatico a molti italiani (alcuni hanno ragione, altri penso di no) e quindi è correo anch’egli della frittata, ma la frittata l’hanno fatta tutti insieme

    intanto, non posso rivelare la mia fonte riservata, ma è praticamente certo che adesso i miliardi per salvare il MPS e il tracollo del sistema, ce li mettiamo noi contribuenti, con tanti saluti per tante altre cose da fare moralmente migliori

    davvero, cara Galatea, io penso che sia stato lecito e per alcuni versi giusto votare no a quella riforma, ma il contesto, la barca su cui tutti navighiamo, non possiamo far finta che navighi tranquilla, perchè affonda

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  5. Quindi sarebbe di conforto, invece, di essere votati da bifochi ignoranti e che gente colta è istruita ti considera un idiota?

    Vabbè.

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  6. Diego, dimentichi un particolare: è stato Renzi a voler un voto che da referendario diventasse politico, ed è altrettanto ovvio che ci sia stata una reazione al’ordalia voluta dall’ex Presidente del Consiglio da parte di buone parte dell’elettorato irritato dalle politiche renziane.

    Causa del suo male è stato Renzi che ha impostato male la campagna referendaria.

    Poteva fare diversamente? Credo di no perché la riforma era pessima, e per giunta il metodo adottato (voto di fiducia a maggioranza) era discutibile.

    Chiaro che gli avversari esterni ed interni, quando hanno capito che il No avrebbe avuto buone possibilità di farcela, hanno cavalcato la tigre cercando di impossessarsi della vittoria.

    La vittoria ha molti padri, la sconfitta è orfana…

    JT

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  7. Jazz, apprezzo la tua pacatezza. Ma secondo me, vista la composizione del corpo sociale italiano, un governante serio, che voglia metter mano alle infinite macro e micro corporazioni di cui il corpo sociale stesso è intessuto, non ha alcuna speranza di esser gradito.

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  8. Comunque sia, l’abolizione del CNEL e la riduzione del numero dei senatori sono tutta retorica se si riflette su questo dato: spese militari 23 miliardi l’anno, stipendi parlamentari 145 milioni.
    P. S. Io e mio marito siamo entrambi laureati e abbiamo votato no.

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  9. La frittata l’ha fatta solo lui, perché un politico intelligente deve sapere quando diventa antipatico a troppa gente per rischiare il voto popolare. Quanto a MPS la situazione è così da anni e il governo Renzi non ha fatto nulla per risolverla, anzi ha negato che esistesse il problema proprio per evitare di dover ancora una volta affrontare la rogna di una banca da salvare proprio sotto referendum, in campagna elettorale. Quindi ancora una volta errore suo. Ogni volta che tenti di difenderlo, lo inguai ancora di più, mi spiace per te. E questi non sono vuoti slogan, sono dati di fatto.

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  10. Come contribuente non è che mi entusiasma pagare tasse per ricapitalizzare a spese nostre la banca senese. Sarebbe stato più opportuno usare quei soldi per il contratto del pubblico impiego oppure, ancor meglio, per mandare in pensione gli over 60 senza più lavoro nè pensione. Comunque, il popolo è sovrano, ha votato. Avanti un altro, magari Grillo o Salvini, vediamo come se la cavano.

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  11. Guarda che anche con Renzi non c’erano altre soluzioni. Non si trova nessun privato che se l’accolli. Quindi o la lasci fallire (con disastro di piccoli risparmiatori) o paghiamo tutti. Non è che Renzi avesse altre opzioni sul piatto.

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  12. Sulla base delle mie informazioni, il voto SI avrebbe permesso la soluzione di mercato. Cinque miliardi di euro sono tanti, ma non poi così tanti sul mercato finanziario globale. Pensa che, dopo la vittoria del NO, alle mie fonti (non metto il link è roba noiosa) in questi giorni sono usciti dall’Italia almeno 4 miliardi di euro dai fondi azionari verso l’estero. A me la finanza fa abbastanza ribrezzo, però purtroppo ci stiamo dentro tutti fino al collo. Comunque, per me è andata, guardiamo avanti, alziamoci tutti la mattina e andiamo a lavorare, ognuno nel suo campo, cercando di fare seriamente la nostra parte. A te spero non ti costringano ad insegnare la lingua veneta, visto che non s’è modificato il titolo V. Coraggio.

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  13. Hai ragione, non è corretto parlare di link e poi non metterli;

    guarda un po’ se funziona questo, perchè è lunghissimo, sul mio mac funziona, se non funziona chiedo scusa

    http://citywire.it/news/2016-fuga-dall-italia-piu-di-2-miliardi-di-deflussi-da-fondi-azionari/a978086?ea=419376&re=43766&utm_source=BulkEmail_International+Weekly+Italy&utm_medium=BulkEmail_International+Weekly+Italy&utm_campaign=BulkEmail_International+Weekly+Italy

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  14. Tengo a precisare che il sito in oggetto non rispecchia le mie personali opinioni (io sono marxista, sul tema le mie opinioni rispecchiano quelle che erano di Federico Caffè, seppur nella limitatezza delle mie conoscenze tecniche)

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  15. Scusa, Diego, spiegami perché sono un po’ perplessa: i dati sono stati raccolti su base annua per il 2016, l’articolo è del 9 dicembre quindi i dati sono almeno di due settimane prima (tempi tecnici stimabili per raccoglierli e valutarli da parte degli analisti) quindi sono di novembre. Quindi quando i dati sono stati raccolti il referendum era ancora da fare e non si sapeva chi avrebbe vinto. Quindi se gli investitori nel 2016 sono fuggiti è difficile che lo abbiano fatto per l’esito del referendum. Direi che scappavano perché il governo Renzi non dava affidabilità. Quindi la tua lettura mi sembra in contrasto con un particolare fondamentale: le date.

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  16. L’esito del voto era pressochè certo, anzi direi che in qualche modo le conseguenze immediate sono state modeste proprio perchè era già metabolizzato dai mercati.

    Comunque, ormai è andata, vedremo che accadrà, per fortuna, come diceva Keynes, nel lungo periodo sapremo tutti morti ed io, per fortuna, sono anziano. Però mi dispiace per i miei figli e per i nipoti.

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  17. L’esito del voto era dato per abbastanza probabile, ma nell’ultima tornata di sondaggi la forbice sembrava mooolto contenuta. In tutti i casi, l’idea di una fuga preventiva degli investitori su un referendum ancora da fare… vabbé che gli investitori sono gente strana, ma è piuttosto dura da mandar giù – senza contare che a questo referendum mancava l’ingrediente principale per spaventare gli investitori: la paura del salto nel buio.

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  18. @Diego: no, l’esito del voto non era per niente certo e negli ultimi due mesi, anzi, pareva quasi certa una forte rimonta del sì. In ogni caso sono proprio i dati citati nell’articolo che non tornano. Se mi dici che i capitali sono fuggiti per colpa della vittoria del NO ma mi porti dati che sono stati raccolti ben prima (per cui è impossibile determinare in modo univoco i motivi, per esempio, della fuga di investitori), l’articolo è carta straccia per qualsiasi logica deduzione.
    Mi dispiace, Diego, ma se si vuole ragionare in maniera logica bisogna attenersi a delle regole. Sennò puoi anche postarmi ariicoli in cui si sostiene che i capitali sono fuggiti perché Venere era in congiunzione con Urano. Hanno la stessa attendibilità di questo che hai citato.

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  19. @ ildiariodimurasaki

    mancava l’ingrediente principale per spaventare gli investitori: la paura del salto nel buio

    su questo probabilmente hai ragione, noi non sappiamo cosa vien deciso «dietro le quinte» del teatrino, per cui magari la «rete» statale era già predisposta, sintomatico il NO di Monti, ma quel che è sicuro che Qatar e compagnia bella non vogliono rilevare il debito della banca senese

    vedremo che accadrà, forse in pensione ci vado lo stesso

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  20. @ galatea

    Scusa, Diego, spiegami perché sono un po’ perplessa: i dati sono stati raccolti su base annua per il 2016, l’articolo è del 9 dicembre quindi i dati sono almeno di due settimane prima (tempi tecnici stimabili per raccoglierli e valutarli da parte degli analisti) quindi sono di novembre.

    ti ringrazio per l’obiezionemolto interessante, che rivolgerò, appena avrò occasione, a persone ben più esperte di me; però, mentre è certo che le valutazioni sull’anno trascorso riguardano il passato, non è vero che due settimane sono il tempo «fisiologico» in campo finanziario; la velocità con cui si muovono gli operatori finanziari è spaventosamente più rapida, tanto che molte scelte non vengono operate da umani ma da computer programmati ad hoc; un mio amico dirigente nel settore delle telecominicazioni m’ha spiegato che oggi, in finanza, è considerato un problema la relativa lentezza con cui il segnale attraversa l’atlantico, e siamo nell’ordine di decimi di secondo; ciò detto, la tua osservazione è interessante, se ho spiegazioni qualificate, e se ho tempo, ci torneremo su

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  21. Credo che occorra distinguere tra i ricchi e gli istruiti. Io sono povera, ma ho votato sì, forse perché sono istruita. Non lo so. Queste analisi lasciano il tempo che trovano. Io ho votato sì dopo averci lungamente pensato, senza sentire appelli e spiegazioni da nessuno, ma leggendomi gli articoli e rifettendo. Fine. Non ho mai votato PD finora. E comunque c’è una contraddizione in ciò che si scrivi: allora, o è stato un voto politico, un voto al PD, e allora possiamo anche accettare le considerazioni sulla composizione elettorale dei votanti; oppure è stato un voto su un quesito referendario e allora il ragionamento non ha alcun senso. Purtroppo sappiamo tutti che del quesito referendario i più se ne sono sonoramente infischiati e che hanno votato pro o contro Renzi prima ancora che pro o contro il PD (comunque incluso nel prezzo). In quanto al fatto che gli incolti votino personaggi non di sinistra, non è propriamente una novità dal punto di vista storico, eh. In tempi di crisi votare populisti è la norma e per di più oggi è global pure questo. Basta guardare alle ultime tornate elettorali in giro per il mondo per rendersi conto del trend.
    Per carità, condivido il fatto che la colpa sia del PD, ma mi pareva una colpa molto più grave nei famosi 20 anni di berlusconismo, come vengono detti, il fatto di non riuscire ad interecettare le simpatie popolari (cosa da dimostrare: il 40% di voti pro a fronte di un 60% ispirato da varie forze politiche non mi sembra questa grande sconfitta, e popolo sono tutti: i ricchi (poi non sapevo che il 40% degli Italiani fosse ricco!), i poveri, i colti e il loro contrario.

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  22. Sabrina ci sono diverse contraddizioni in quello che dici. Io sono istruita e ho votato no, per esempio, dopo essermi ben informata e aver valutato le conseguenze della riforma proposta.
    Per altro la contraddizione che tu lamenti non è mia, ma del tizio renziano che ha fatto questa affermazione. Quindi magari sarebbe meglio che ti rileggessi il post, perché secondo me non ti è affatto chiaro.

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