Otto banche e un referendum: i misteri di Renzi Town

Io son venuta su a pane e Sherlock Holmes, ho masticato gialli di Agatha Christie come se fossero biscotti per la colazione, ho letto Van Dine, i vedovi di Asimov, tutte le indagini di Dupin del buon vecchio Edgar Allan. Ho digerito l’Uomo Ombra di Hammet, i Giusti di Wallace, non hanno segreti per me tutti gli enigmi di Ellery Queen, gli episodi della Signora in Giallo, il tenente Colombo con i suoi impermeabili ciancicati, persino le indagini di Borges.

Quindi su deduzioni e induzioni tirate da indizi labili e labilissimi attraverso arrampicate di cellule grigie lasciate libere di spaziare sono un’autorità.

Ma con tutta la buona volontà mi sfugge perché se io voto no ad un referendum costituzionale che abolisce (quasi ma manco del tutto) il Senato otto banche dovrebbero fallire secche.

A meno che i loro correntisti non siano solo senatori non riconfermabili, ecco.

18 pensieri su “Otto banche e un referendum: i misteri di Renzi Town

  1. Mai sentito parlare di libero mercato, speculazioni finanziarie e capitalismo+globalizzazione? Il ricatto per chi deve scegliere è sempre presente e pochi o nulli sia nel fronte del Si che del No sono contro il libero mercato e il capitalismo. Ma il ricatto più vergognoso è quello di spingerci s scegliere tra due mali estremi. Ma noi non ci stiamo e almeno non saremo complici nè di Renzi, nè di Grillo e Salvini ma nemmeno degli ingenui falsi socialisti o comunisti presenti in modo trasversale nei due fronti.

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  2. Le otto banche, in particolare il MPS sono come sul ciglio di un crepaccio, in posizione estremamente instabile, quindi basta un nulla perchè falliscano, con conseguenze paurose per tutti, purtroppo.

    Certo il quesito referendario non è direttamente implicato, ma la reazione a catena determinata dall’instabilità politica dopo la vittoria (io penso praticamente certa) del NO, ha fra le estreme conseguenze anche il paventato default.

    Io penso che chi vota NO, per motivazioni anche serie e non strumentali, purtroppo deve sapere ciò che accadrà. Spread alle stelle, tragica spirale fra debito a tassi sempre più alti e, alla fine, default stile Argentina.

    Ma attenzione, forse la vittoria del NO aprirà la strada ad un governo tecnico che salverà dal default, ma con una strizzata che al confronto la legge Fornero è una piacevolissima scampagnata.

    Vincerà il NO, perchè in molti detestano Renzi (che pure ha i suoi difetti lo so), ma è bene sapere con chiarezza quel che accadrà.

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  3. Ho omesso di specificare che noi sta per chi non vuole essere costretto a scegliere tra due disgrazie uguali e simmetriche.
    Per me si tratta di una guerra tra bande di liberisti dove l’attuale sistema economico di base non viene per nulla messo in discussione se non da qualche patetico illuso . Chi contrasta il potere di banche e finanza in realtà ne vuole prendere il posto e il popolo ormai reso neoanalfabeta abbocca.

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  4. Non è un caso che nel mio blog di arti varie (compresa la politica) non ho voluto dedicare neppure una riga a questi sciagurato e ridicolo plebiscito che non gioverà per nulla all’Italia comunque finisca. Mi pare che il mio pensiero comunque sia chiaro.

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  5. Non riesco a capire perchè non cambiare qualcosa provochi cambiimenti catastrofici. Se d’ltra parte avete paura di speculatori senza scrupoli o complotti giudoplutomassonici questi comunque troverebbero un’altra occasione per approfittarne. Se banche e finanza sono così deboli la causa andrebbe cercata in ciò che è stato ma non in ciò che potrebbe essere.

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  6. @Diego: no spiegami, se vince il NO, e cioè resta tutto come è stato finora, improvvisamente vengono le invasioni delle cavallette. Invece con il sì magicamente lo spread sparisce, gli uccellini cantano nel cielo, l’economia va che è una meraviglia? Ma ci credi davvero? spero di no, per la tua intelligenza.

    (per altro, non c’è nessun obbligo di Renzi di dimettersi se vince il no. Se si dimette è una scelta sua, legata alla scemenza che ha fatto di legare le sorti del Governo al Referendum. Se lui è stato così idiota, perché dovremmo considerare un disastro il fatto che si dimetta? e io dovrei votare sì perché un idiota che si è inguaiato da solo resti al potere? No, davvero spiegami la logica perché fa a pugni con ogni forma di normale buon senso. Ah, e risparmiati una delle tue frasi paternaliste e fintamente educate, in cui dici che non vuoi discutere con me).

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  7. @ Galatea, se avrai la pazienza di leggere ti sarò grato.
    Bisogna avere una visione reale del problema, per capire quel che accadrà. La situazione attuale non è una sitazione statica, ma è una situazione di pericolo, di grande squilibrio, che c’era già prima che arrivasse Renzi. Come dire siamo su un piano inclinato e Renzi era solo una zeppa magari discutibile ma che poteva evitare di scivolare giù. Novembre 2011. Si insedia il governo Monti, dopo la disastrosa gestione dei conti pubblici del governo Berlusconi. Il default è lì ad un passo, si adottano misure durissime come la legge Fornero ad esempio. Due milioni di miliardi di debito pubblico ci sono. L’esborso mostruoso di 270 miliardi all’anno di pensioni (molte generosamente concesse in modo retributivo in passato). Il tutto in una crisi economica mondiale dovuta (lo dico da vecchio marxista perchè il filosofo di Treviri è sempre attualissimo) ad una crisi inevitabile del ciclo capitalistico. Ora, anche a me la finanza fa ribrezzo, io sono un imprenditore, quindi un lavoratore, quindi detesto i soldi fatti con i soldi, però purtroppo se non arrivano gli sceicchi del Qatar a ingoiarsi i debiti inesigibili del MPS, la situazione è a dir poco drammatica.
    Il SI ci permette di tenersi Renzi (con i suoi non banali difetti, esempio sulla scuola ha sbagliato molto), il NO ci porta dritti ad un governo tecnico che, per evitare il default, non guarda in faccia a niente, perchè non puo’. Guarda cosa è successo in Grecia dopo la vittoria del NO di Tsipras. Galatea carissima, scusami la prolissità.
    Ultima cosa: ti dice niente che Monti vota NO?

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  8. A dire la verità, Diego, continua a sfuggirmi il problema. Non c’è nessun motivo per cui Renzi si debba dimettere anche se vincesse il NO. Vuole dimettersi? Sono scelte sue. Il referendum della Grecia non c’entra una cippa. Da imprenditore dovresti magari ricordarsi su cosa si votava allora. Questo è un referendum costituzionale, e l’Europa può stare ragionevolmente tranquilla, visto che anche con il doppio passaggio parlamentare abbiamo sempre approvato quanto ci veniva suggerito, quindi il problema non è questo.
    Quanto al fatto che Monti vota no, è un altro argomento del cappero. Vota sì Verdini. Sinceramente non è molto più rassicurante e di sicuro non dà grandi garanzie. Quindi prima di dire che gli altri non hanno riflettuto, forse faresti meglio a riflettere tu, perché mi sembri molto confuso se citi a cavolo referendum della Grecia e altre cose che palesemente non c’entrano un piffero.

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  9. @diegod56 ha esposto con chiarezza e oggettività, direi appunto “marxianamente”, la situazione è l’ esito molto probabile.
    Il suo è un punto di osservazione particolarmente importante, che è quello di chi tutti i giorni si occupa e si preoccupa di aggiungere valore , per chi lavora con lui e per la società tutta, e valuta le conseguenze negative che possono derivare da scelte di natura politica.
    Viviamo in una società a decisioni economiche libere e decentrate, che indirettamente consente uno sviluppo di attività intellettuali e artistiche che arricchisce la nostra vita.
    Le considerazioni da lui svolte meritano pertanto molta attenzione e anche, se posso consigliarlo, uno sforzo di conoscenza e approfondimento, anche da parte di chi, per mestiere, si occupa di questioni non direttamente attinenti al mondo della produzione e del commercio di beni e servizi.

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  10. Guarda, a considerare chi vota sì e chi vota no viene solo voglia di scappare urlando, e stando ad ascoltare buona parte delle motivazioni pure. Visto che la Costituzione è roba nostra, e resterà anche dopo le eventuali dimissioni di Renzi e l’eventuale crollo del MPS, conviene votare secondo coscienza in base al fatto che la riforma proposta ci piace o non ci piace, che tra l’altro è quello che effettivamente ci chiedono.

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  11. Come dice Diego, le banche in questione sono un po’ come il gatto di Schrodinger, sapremo se sono vive quando alzano i tassi, che sono ai minimi storici.
    Nonostante non faccia che strepitare per poter fare più deficit, Renzi è visto come fiscalmente più responsabile dei grillini che parlano di finanziare programmi da 15% del pil tagliando spese del 0.2.
    Quindi che i mercati percepiscano il no come una sconfitta di Renzi e facciano alzare lo spread è più che probabile.
    Ma è roba che sarebbe successa comunque pochi mesi dopo.
    Per la cronaca, ho votato no, per lo spread pazienza

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Patti chiari, amicizia lunga: voi potete scrivere quello che volete, io posso bloccare chi mi pare

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