La crisi italiana e la app per andare in bagno

“E allora come va nella nuova sede?”Carlo ha la faccia lunga e stanca come se gliela avessero passata sotto un rullo per la pasta.

“Non me ne parlare.” Sillaba.

È ingegnere informatico, Carlo. Mente brillante, laureato col massimo dei voti, dirigente da anni ed impegnato nello sviluppo di progetti di alta tecnologia, è anche un tipo allegro e compagnone che non si è mai perso una festa, un week end, un bagolo in giro. Ma da quando la sua azienda, enorme colosso del settore, ha deciso di tagliare i costi e cambiare sede, in giro non lo si è visto più. Niente più cene con gli amici, niente più aperitivi in piazza, niente di niente. 

Non ha più tempo. La mattina, per raggiungere la nuova sede ubicata in un ridente nulla ai confini con il niente, che solo un refuso della carta geografica situa ancora in provincia di Venezia, si deve alzare all’alba e sconfiggere il traffico del Nord-est, che come l’idra risorge ogni volta con più teste non appena un nuovo svincolo o un passante pensano di averlo decapitato. La sera parte dall’ufficio sempre più tardi, e quando arriva a casa ha giusto la forza per strascinarsi verso il letto, dormire e poi ricominciare. Sonno, auto, lavoro, auto, sonno. Non c’è spazio per altro, nemmeno per tirare il fiato. 

“Che poi almeno quando siamo lì, ci facessero lavorare in condizioni umane… No, mille persone e manco ci hanno messo dei bagni decenti. Il primo giorno quando siamo arrivati non c’erano le porte e non funzionavano le luci. Il mio capo ha questo punto è andato in direzione urlando: Ma almeno quando caco ho diritto ad una lampadina?”

“E vi hanno messo le lampadine?”chiedo.

“Sì, ma comunque c’è un bagno per piano,e siamo in tutto più di mille persone. Praticamente le code prendono mezza giornata.”

“Ah, capita. E come fate?”

Per un attimo sul volto barlugina la luce ironica del Carlo pre esilio: “Eh, Be’ siamo ingegneri, abbiamo trovato la soluzione. Abbiamo progettato una app da mettere sui nostri telefonini che ti dice quando il bagno è libero. È una figata.”

“E l’azienda che ha detto?”

“Niente, ovviamente manco se ne sono accorti. Figurati se lo possiamo spiegare a quei deficienti di amministratori delegati.”

Sorride, amaro.

Sorrido amara anche io, pensando che le menti più brillanti della mia generazione, per risolvere i casini combinati da dirigenti d’azienda questo fanno: progettano app per non rimanere in coda per il bagno.

2 pensieri su “La crisi italiana e la app per andare in bagno

  1. Strano, di solito le aziende colosso del settore hanno financo i tavoli da ping pong e la palestra nell’ufficio, specie dopo che ne hanno aperto uno nuovo in campagna.

    Deduco si tratti di azienda italiana (e veri colossi non ne abbiamo) che vuole sfoltire il personale.

    Se il tizio è tanto brillante è un po’ pirla a restare in Italia.
    Da ingegnere poco brillante parlavo giorni fa con un amico che come ruolo in azienda sarebbe circa il capo del mio capo, e prende poco più della metà di me.
    Pure lui fissato con l’Italia, anche se ammetto che portarsi dietro moglie e 4 figli complica un po’ le cose

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