In difesa di Agnese Landini (e delle donne che lavorano)

Che a me Renzi Matteo, marito della professoressa Agnese Landini, stia piuttosto antipatico è cosa nota e risaputa. Non concordo con le sue scelte politiche e pure personalmente il suo modo di fare mi dà parecchio sui nervi.

Sulla professoressa Agnese Landini, intesa come persona, non ho una opinione, per il semplice motivo che non la conosco per nulla. Le poche volte che ho visto sue foto sui giornali o era accanto al marito in qualche occasione ufficiale, o era ritratta da paparazzi che le scattavano foto mentre correva, o firmava il contratto come insegnante, o entrava nella scuola dove lavora. Se le foto ufficiali alle cene di Stato sono comprensibili, le altre mi hanno sempre lasciata indifferente. Non mi è ben chiaro perché dovrei essere interessata al colore dei leggins che questa donna porta mentre fa sport, o se si reca al lavoro indossando tacchi o spolverini. Mi sfugge per quale motivo dovrebbe essere oggetto di dibattito se la signora in questione è bella, brutta, grassa o magra, esteticamente meglio o peggio di Maria Elena Boschi o di altre donne famose. Non mi risulta che abbia mai rilasciato dichiarazioni politiche, o se lo ha fatto non devono avermi colpito, perché non le ricordo. Non mi pare, e di questo le sono grata, che, al contrario di tante alle mogli o compagne di, abbia rilasciato interviste sulla sua vita privata. Dal punto di vista mediatico Agnese Landini esiste per dovere d’ufficio quando, come moglie del Premier, è costretta dall’etichetta a comparire al suo fianco, e per il resto del tempo si ritira a fare quello che fa di mestiere, senza un fiato. Il che, in un paese dove tutti, anche chi è stato venti minuti al Grande Fratello o a X Factor, si ritiene in dovere di dare ricette per salvare il mondo è secondo me  apprezzabile.

Quello che mi urta i nervi, visto la condotta assolutamente ineccepibile della professoressa Landini, è quando sui giornali e altrove le si spara addosso solo per il fatto di essere la moglie di Renzi. Per questo fatto, quella povera donna è martire da mesi. Si sa che se sei la compagna di un uomo pubblico, devi mettere in conto che i tuoi vestiti siano criticati anche da coloro che normalmente abbinano colori e capi come farebbe un daltonico al buio, il tuo trucco contestato da persone che non sanno neppure da che parte si apre un rossetto o vanno in giro con la faccia pittata tipo clown, le tue acconciature valutate con smorfie di riprovazione anche chi ha i capelli come mocio vileda e dà l’impressione di non avere mai scoperto l’esistenza della doccia.

Più fastidiose ancora delle critiche sul fisico e sull’abbigliamento, ritengo che siano invece le critiche sul lavoro della Landini. Quelle sono antipaticissime, perché a studiarle bene ci si rende conto che non sono tanto offensive verso la Landini, ma verso le donne che lavorano in generale, e sono la spia di quanto questo paese sia ancora arcaico ed arretrato.

La Landini lavora, come insegnante in un liceo. È entrata di ruolo l’anno scorso, e su come svolga il suo lavoro nessuno di noi può dare giudizi, visto che quello lo possono sapere forse solo i suoi alunni e il Dirigente della scuola dove presta servizio. Dopo il viaggio in America e la cena alla Casa Bianca, le sono diluviate addosso caterve di critiche. Non doveva andare alla cena, perché ha lasciato per qualche giorno il lavoro, tuonano i moralisti improvvisati.

Ora, signori miei, che io ricordi nessuno ha mai tuonato perché altre mogli di premier hanno lasciato il loro lavoro per uno o più giorni per seguire i mariti in viaggi ufficiali. E ancora meno mi risulta che i rari mariti di donne di potere vengano criticati se le accompagnano in giro per visite e cene. Purtroppo nell’etichetta delle visite ufficiali di tutto il mondo la presenza della moglie/compagna/accompagnatrice o marito/compagno/accompagnatore è prevista e quasi obbligatoria, tanto che se uno si presenta spaiato il protocollo rischia di andare in tilt. Quelli che criticano la Landini sono gli stessi che, invitati al matrimonio del cugino Gigio a Vattelappesca si presentano scortati da amica precettata a seguirli “per non fare brutta figura”. Quindi su, lasciamo stare che è meglio.

Peggio che peggio quelli e quelle che criticano la Landini perché continua a lavorare come insegnante. Premetto che fra tante mogli di politici che hanno approfittato della carriera del marito per diventare consulenti strapagate, imprenditrici e altro, la signora Renzi che continua a fare la professoressa di latino a 1400 euro (forse) al mese fa tenerezza di per sé.

Ma quando sento e leggo che qualcuno la bacchetta perché “Non sarebbe poi sbagliato lasciare l’insegnamento, offrendo tra l’altro un posto di lavoro ad una persona più bisognosa di lei.” (ho copiato uno dei tanti commenti a caso letti in questi giorni) a me sale la rabbia.

Allora, chiariamo una cosa. La signora Landini è la moglie di Renzi, ma è anche un individuo a sé. Ha tutto il diritto di fare il lavoro che evidentemente le piace e si è scelta, come ho il diritto di farlo io, a prescindere dal lavoro e dalle scelte dei nostri compagni di vita. L’idea che siccome il marito ha scelto la carriera politica, allora lei debba rinunciare alle sua vita e al suo lavoro per seguire lui è una di quelle cose ataviche ed arretrate che solo un paese ancora medioevale nella mentalità può dare per scontate. Renzi fa il politico e si è scelto questa strada, la moglie ha il sacrosanto diritto  fare nella vita quello che le piace e farlo, come ciascuno di noi.

Quanto poi all’obiezione che dovrebbe lasciare il lavoro a qualcuno di più bisognoso,  perché il marito è ricco, quella mi fa davvero perdere le staffe. Quanto arcaici bisogna essere per pensare che una donna abbia il diritto di lavorare solo quando la famiglia ha bisogno di un secondo stipendio? Quando arretrati bisogna essere nel cervello, proprio, per dare per scontato che una donna non debba lavorare fuori casa e realizzarsi facendo qualcosa che la gratifica, ma debba solo curare il marito e la famiglia, e sia autorizzata a lavorare solo ed esclusivamente se, altrimenti, non si riesce a campare decorosamente?

Il lavoro di Agnese Renzi, poi, è insegnare. Non è un lavoro che si lascia “a chi è più bisognoso”. È un lavoro importante, che va dato a chi ne ha le competenze. La Landini, fino a prova contraria, è diventata di ruolo, il che vuol dire che ha passato un concorso pubblico, come tutti quelli che insegnano, e lo Stato l’ha considerata preparata ed adatta per svolgere questo compito. Se qualcuno più bisognoso di lei non lo ha passato o la ha passato con un voto inferiore che non gli ha consentito di entrare in ruolo, be’ capita, ma non è un buon motivo per dire che la Landini dovrebbe lasciare il posto a lui. Insegnare non è un lavoro socialmente utile, destinato a fare da ammortizzatore sociale per chi non trova posto altrove. Quindi no, dire che la Landini deve lasciare il posto a chi è più bisognoso di lei è una sesquipedale stupidaggine. Il posto è suo e lei ha tutto il diritto di tenerselo stretto e di continuare a svolgere il lavoro che ha ottenuto.

Quindi, per piacere, quando criticate Agnese Landini fatelo per qualcosa di serio. Aspettate una sua dichiarazione, contrastatela su qualcosa che ha detto e fatto lei, non perché è la moglie di Renzi e vi sta sulle scatole il marito. Il marito è il marito, e se proprio volete criticarlo ci sono occasioni a iosa. Lei è solo una donna che fa il suo lavoro ed è costretta a comparire per dovere in talune occasioni al fianco del coniuge. Per il resto ha una vita sua.

Come dovrebbero avere tutte le donne, indipendentemente da chi è il compagno con cui dividono l’esistenza.

 

18 pensieri su “In difesa di Agnese Landini (e delle donne che lavorano)

  1. “è un lavoro importante, che va dato a chi ne ha le competenze”. ecco, il fulcro è qui.
    Concordo al 120%, in Italia sappiamo essere solo spocchiosi e cafoni.

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  2. Io non sapevo neppure che si chiamasse Landini. Penso che anche il Renzi, se ne giovi come immagine d’avere una moglie normale, e dei figli messi al mondo con lei, come tante coppie normali. Fa l’insegnante? Buono anche questo, la metà dei miei amici ha la moglie o la sorella che fanno l’insegnante (in quasi tutte le famiglie della piccola borghesia c’è un insegnante). Non credo che il Renzi sfrutti questa cosa intenzionalmente, ma il fatto che abbia una moglie «normale» lo rende più simpatico. Poi è chiaro che siccome il Renzi è antipaticissimo a molti italiani (gli insegnanti che lo apprezzano non lo dicono ai colleghi per paura d’esser disprezzati dai colleghi), è chiaro che ci si attacca a tutto. Ma la signora Agnese è, a mio avviso, semplicemente perfetta nel suo ruolo, e a me pare anche abbastanza simpatica. Cattolica praticante, mi pare s’astenga anche da ogni giudizio moralistico (c’è da osservare che per avere una legge sulle unioni civili c’è voluto il governo d’un cattolico praticante, ma questo è un altro discorso).

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  3. #IovotoNo perchè la difende? Marzo del 2015, professori in lotta si assentarono per aderire ad uno sciopero generale (diritto sancito dalla costituzione che il marito vuole stravolgere) contro la pessima Buona Scuola. I risultati della controriforma sono davanti agli occhi di tutti. La Landini, lavoratrice, in disprezzo di tutti noi che scioperammo twittò, Io sto a Mio Posto come se noi stessimo facendo qualcosa non consentito…adesso non sta al suo posto è io lo faccio notare, come lei ebbe a sottolineare quando è stata “ligia” al dovere.

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  4. @Jenny Russo: non sto difendendo lei, infatti. Dico solo che se la si vuole attaccare, lo si faccia almeno per ciò che fa, non per una assurda polemicuzza sul fatto che ha seguito il marito ad una cena di Stato.
    E pure io voterò no, ma in questo caso non c’entra nulla.

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  5. Mi piace e concordo con quanto scritto, ma per favore, quando scrivete che i fatti siano corrispondenti al vero: la Professoressa Landini NON ha vinto il concorso per la messa in ruolo, ha ricevuto nomina diretta dal Dirigente Scolastico dell’istituto dove oggininsegna. Da rivedere quindi quanto scritto sul metodo e sul merito. Cordiali saluti. Mara

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  6. @Mara Innocenti: se è stata immessa in ruolo o aveva vinto un concorso in anni passati e aveva quindi l’abilitazione, o aveva fatto la Siss, cioè con esame finale che dava l’abilitazione come un concorso. Il Dirigente Scolastico può scegliere solo fra coloro che erano entrati in ruolo tramite questo due modalità, non può scegliere chi vuole.

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  7. Io concordo su tutto tranne un dettaglio:
    di Renzi e famiglia voglio sapere tutto.
    Per quanto sgradevole trovi farsi i fatti altrui, il potere che si delega al politico, sostanzialmente alla cieca, e’ abbastanza grande da stracciare ogni diritto alla privacy sua e dei familiari stretti.

    Di pinco pallino o di Vasco Rossi non voglio saper nulla (o magari posso trovare curioso qualche aneddoto, ma non ho nessun diritto di volerlo sapere).

    Della moglie del primo ministro voglio si sappia se va in chiesa o in moschea, se sciopera o meno, se manifesta in piazza e per cosa, che rapporti ha col cugino gay,….

    Cavoli suoi se il marito facesse il dentista, visto che mi chiede di votarlo voglio sapere chi e’ lui, e di riflesso chi e’ sua moglie. E pure l’eventuale amante/i

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