La bellezza non salva il mondo, se crea i Crepet

Quando si è sbagliato bisogna riconoscerlo.

L’altro giorno ho scritto un post sulla bellezza, che potrebbe salvare il mondo e rendere la gente più intelligente.

Adesso sto ascoltando dalla Gruber Paolo Crepet che dice che la tecnologia nasce in ambienti brutti, perché “Cupertino è un deserto”, e “A Firenze non avremmo mai potuto inventare i Social network, perché siamo circondati dalla bellezza.”

Ok, avevo sbagliato. Se la nostra bellezza ha prodotto Crepet, c’è qualcosa che non funziona.

Voglio attorno a me il deserto brutto di Cupertino, un Mac e Facebook. 

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13 pensieri su “La bellezza non salva il mondo, se crea i Crepet

  1. Mah, non credo proprio a quello che dice Crepet, che non sa affatto dove sia nato cosa… Né cosa è il bello, evidentemente, di Cupertino, che sarà pure un deserto, ma ha il suo fascino e, comunque è in America, un continiente che di bellezze ne ha. Poi che le difficoltà (subite da Steve Wozniak e Steve Jobs) forgino forse è così… che non abbiamo inventato FB o i computer a Firenze, non è per la bellezza, ma per la scarsa tecnologia presente in Italia dal 60 ad oggi!

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  2. L’ intellettuale italiano tipico ha di queste delicatezze. Uno dei suoi sogni è quello di vivere costumi rinascimentali. Comodamente sdraiato dentro una Porsche Cayenne con l’ aria condizionata a manetta

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  3. Cara Galatea, leggo spesso la tua mail(GRAZIE! Spesso sono d’accordo. Anche io ho sentito Crepet ieri sera, e non si può mai essere d’accordo con le demonizzazioni di principio, però…..noi siamo ADULTI (io parecchio, per esempio) e sappiamo dosare meglio, siamo (almeno io) nari prima della TV, dunque, abituati alla lettura, maaaa i ragazzi di oggi, sono nato davanti all’elettrodomestico ed ai suoi derivati e spesso ne sono dipendenti. Questo è innegabile!!!

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  4. Quando vedo Crepet cambio canale, come darti torto..
    Inoltre lui parla di una Firenze stereotipata. Da cartolina.
    L’ho visitata e, a parte le opere d’arte ( ogni mio ginocchio si piega) , è una città che spreme il turista, votata al commercio, figli dei Medici, nati produttori di lana…e dediti ai commerci.

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  5. A Firenze avevamo la Bassilichi, che produceva computer e software e aveva anche avviato progetti di catalogazione per la Bellezza che ci circonda per ogni dove. Negli anni 90 è fallita, non so come e non so perché, ma comunque prima c’era e ora non c’è più.
    Sul turista spremuto a Firenze sono d’accordo che più d’accordo non si può.

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  6. Guarda quante cose si imparano su questo blog!
    Grazie alle lezioni di geografia ho scoperto che Cupertino si trova nel deserto… la cosa strana è che un paio di volte sono dovuto andarci ed era tutto verde come a Palo Alto e in tutta la valle dove si produce vino (e non come a Vegas dove il deserto lo vedi subito fuori città).

    Ma sarò sicuramente io che mi sbaglio

    Cordialità

    Attila

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  7. Mi sa che ste idiota oltre a non esserci stato manco ha imparato a usare street view.
    Copertino è una cittadina caruccia come quasi tutta la Silicon Valley.
    E il bello è che Firenze si è fatta bella quando era uno dei maggiori centri culturali del pianeta, e produceva pure tecnologia.
    Se levi tutto ciò che ha più di un secolo è più bella Cupertino

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  8. non ho letto il tuo post sulla bellezza né ho ascoltato Crepet dalla Gruber. Quindi vado a braccio. Il progresso non è mai bellezza. E’ un qualcosa di utilitarista che serve a qualcuno per farci i soldi a nostre spese. Il Mac e il software in genere deve servire all’uomo per migliorare le proprie conoscenze e non sostituirsi a lui. I social? Bah! forse perché li odio sono l’espressione brutta dell’umanità.

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