La fuffa e la storia, ovvero considerazioni sul concorsone per la scuola

Sono sull’Espresso. E parlo dei quesiti di storia del Concorso a cattedre.

No, non ce l’ho fatta a stare zitta, no.

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15 pensieri su “La fuffa e la storia, ovvero considerazioni sul concorsone per la scuola

  1. Se tu puoi essere d’accordo con GDL allora io posso essere d’accordo con te: solo dei deficienti possono aver partorito quelle domande. Barack Obama è Afroamericano per caso (non fa parte della comunità afroamericana semplicemente perchè e’ figlio di una WASP e di un immigrato Keniota); pensare che le migrazioni siano il “fondamento” delle società umane è la più bella: perchè non il fuoco o le barriere geografiche? Non se ne può affrontare neanche uno di questi temi.

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  2. Mi picco, con una motivata supponenza (che non posso vantare in altri campi), di sapere di Storia in senso ampio e pieno, la insegno cercando di appassionare ed invogliare alla curiosità; ebbene, da queste basi, tranne per il primo quesito, avrei trovato ostacoli fortissimi, invalicabili per scrivere – come dici tu nell’articolo – qualcosa di passabilmente sensato.
    Questi, oltre a non aver mai messo piede in un”aula, non si sono nemmeno fatti essi stessi una domanda sul senso e la fattibilità delle loro domande. Che miseria!

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  3. Sembrano, ne più ne meno, i temi che moltissime delle tue colleghe hanno inflitto a generazioni di studenti. Ne ho subiti anch’io a iosa, e con 55 minuti di tempo, compresa la copiatura in “bella”

    All’idea che finalmente tocchi a degli insegnanti inghiottire la stessa minestra che tante volte mi hanno propinato, scusa, ma io gongolo.

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  4. @gufo brontolone: Così diventeranno insegnanti i cretini che hanno imparato a scrivere temi inutili come quelli che ti venivano dati. Bel colpo, un’altra generazione rovinata. C’è di che gongolare, hai ragione.

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  5. Sono uno che la storia ce l’ha nel sangue. Qualsiasi cosa olezzi di storia mi incuriosisce e la metto nella cassaforte della mia mente.
    Se quelli sono quesiti di Storia, beh! allora devo ricominciare a riconsiderare la mia preparazione e le mie conoscenze. Poi capisco quando i giovani pensano che il fascismo sia ancora ai giorni nostri o la seconda guerra mondiale si è svolta nel 1800. E si capisce anche perché la si voglia abolire dagli insegnamenti scolastici.

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  6. bah, io auguro a tutti quei ragazzi che tentano la fortuna del concorso di riuscire ad agguantare il posto fisso, non solo per loro, ma per far invecchiare e morire tranquilli i loro genitori, perchè un figlio sistemato a vita significa una vecchiaia pacifica e morire senza angosce supplettive

    i temi fanno schifo? puo’ essere, ma l’importante è salire sulla scialuppa dei salvati, a qualunque costo

    per me, venendo al dunque, i temi di storia dovrebbero essere semplicemente un argomento da spiegare, simulando una lezione ai ragazzini, tipo «la guerra del peloponneso», «l’impresa dei mille», «la rivoluzione industriale», in modo chiaro, semplificato, scolastico

    sinceramente mandare a insegnare foss’anche la reincarnazione di marc bloch, se poi non sa racconare ai ragazzini son soldi buttati via

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  7. @Galatea grazie a nome anche degli altri “cretini” a cui è toccato di impararlo, come se lo avessero fatto apposta… prendo e porto a casa.

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  8. nemmeno io ce la faccio a stare zitto, mi scusi.

    scrivo qui perché possa cancellare più agevolmente e discretamente; e perché non ho voglia di registrarmi al gruppo espresso.

    …mi sembra di capire che Lei, specialista specialistissima pubblicazioni incluse in storia antica ed evidentemente (evidentemenente? ah, saperlo… a me sinceramente così sembra) professoressa di scuola media per triste ripiego giudica impossibili a sapersi, anche a volo d’uccello, tutte le cose che Lei non sa.

    e tutto quello che sa rispondere a chi La critica è “fallo tu il concorso, fai vedere quanto sei più bravo”.

    tira in ballo la biblioteca di alessandria senza rendersi conto di essere invece Lei a crederSi il corano.

    comunque: non chieda anche a me di sfoggiare i miei peraltro inesistenti titoli:

    mi lasci solo sperare che al dodicenne che le domanda in classe che differenza c’era fra gli arcieri e i balestrieri, o come funzionava un cannone da campo e perché faceva vincere battaglie di fanteria,

    Lei sappia – sui due piedi, poveretta, lo riconosco – rispondere qualcos’altro che “chiedi a qualche generale in pensione, a me tesoro devi chiedere di Manuele Paleologo o al limite di Socrate, anche se stiamo facendo Napoleone”.

    …e già che c’è, benedica la Sua inamovibiltà. ne ha gran bisogno.
    M.V.

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  9. come volevasi dimostrare: chi sa meno (più che altro: chi sa altro) di Lei è incompetente e inconsapevole; chi sa di più è “fuffa”.
    la Pietra di Paragone dello scibile è… Lei.

    non Le invidio i dottorati, ma l’autostima un po’ si.

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  10. Sono sempre affascinata dal bisogno che sente “Ricco e spietato” di sfogare la sua rabbia in qualche modo. Comunque ci sono dei bravi terapisti per queste problematiche. Ne consulti uno. LOL.

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  11. Avrei scritto “Sono sempre affascinata dal modo con cui “Ricco e spietato” appaga il bisogno di sfogare la sua rabbia.”
    Ha più senso.

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