Franceschini ed il lavoro gratis

L’ultima geniale trovata del ministro dei Beni Culturali Franceschini è quella di chiedere agli artisti di fare spettacoli gratis il giorno della Festa della Musica.

Le risposte sono state immediate: gli artisti hanno replicato che, se vuole essere utile alla nazione, Franceschini può tranquillamente lui lavorare gratis rinunciando al suo stipendio da ministro, magari anche più che per una giornata.

Il problema è che, anche se lavorasse gratis, temo che lo pagheremmo comunque troppo.

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11 pensieri su “Franceschini ed il lavoro gratis

  1. Il Ministro Franceschini è proprio un genio: vorrebbe che i musicisti si esibissero gratis ad un evento su base volontaria per partecipare al quale bisogna suonare gratis; robe da matti. Sarebbe come chiedere ai partecipanti di una manifestazione in piazza di farlo a titolo gratuito. Ormai i politici non hanno più ritegno e sono anche sparite le mezze stagioni: dove andremo a finire?

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  2. Lo sai il colmo? A un amico violinista di Roma l’anno scorso avevano chiesto già di suonare gratuitamente per una notte di musei aperti. Lui avrebbe anche accettato, per una serata si poteva fare. Poi però senza pudore gli hanno chiesto di pensare lui a pagarsi l’assicurazione e la Siae.
    Siamo un Paese alll’incontrario…

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  3. @LaPaola: sì, la cosa divertentissima è che non solo inventano giornate della musica senza aver prima chiesto se c’è la disponibilità da parte di artisti a partecipare, ma poi, visto che le esibizioni in pubblico implicano comunque il pagamento di tasse e altro, pretenderebbero pure che uno facesse lo spettacolo non gratis, ma addirittura in perdita. Del resto non stupisce che questo accada, visto che il livello medio di comprensione è quello di Sagredo qua sopra. LOl.

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  4. l’idea di suonare gratis non è brutta in sè, ma deve essere un atto spontaneo, magari da parte di artisti che hanno già un buon reddito, invece istituzionalizzando la giornata della musica gratis l’effetto è quello di far sembrare avido chi vuol farsi pagare; già serpeggia fra i musicisti professionisti un certo rancore verso quelli che, magari al riparo d’una pensione, oppure di uno stipendio statale, oppure di un semplice stato agiatezza, sono musicisti per diletto e, non facendosi pagare, sono spesso preferiti; insomma è una faccenda delicata, il volontariato è un’ottima forma di partecipazione ma talvolta provoca situazioni di attrito

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  5. Eh. Quelli che “inventano giornate della musica senza aver prima chiesto […]” sono Jack Lang e François Mitterand, più di trent’anni fa.
    Le sembra strano che la SIAE faccia pagare i diritti anche a chi vuole suonare gratis un suo pezzo nel mezzanino del métro? Anche a me, proviamo a chiedere al Sig. Gino Listafalciani Paoli.

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  6. Sempre e solo fuffa… Non sai neanche spostare il problema con eleganza: prima il focus era Franceschini, adesso la SIAE ma se qualcuno ti dimostrasse che la SIAE non c’entra allora tireresti fuori che pioviggina, e
    avanti così all’infinito: che spettacolo!

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