Gironzolare per musei, ovvero Galatea fa la guida

Ci sono cose che non ti spieghi. Come quanto tu, che nella vita sei sempre stata negata ad organizzare persino la pizza in compagnia del sabato sera, decidi improvvisamente di organizzare una visita al Museo di Altino, così, perché ti va di vederlo.

Succede allora che non sai manco come, siccome tu inviti amici che invitano altri amici che invitano altri amici, ti ritrovi a guidare per le sale del Museo una trentina di persone, fra le quali ci sono, in ordine sparso: cugine che non vedi da una vita, ex colleghe che sono diventate carissime amiche ma che porcamiseriadovevamovedercieinvecedaènatalechenon, mariti di colleghe, mamme e papà di amici, ex compagni di liceo, presidi di liceo amici degli ex compagni di liceo, vicini di casa e colleghe di yoga, ex compagne di lista che non incroci da non ricordi più quante elezioni, altre varie ed eventuali.

Così si passeggia allegramente fra le sale, ci si conosce, si prende poi tutti lo spritz, si chiacchiera, si finge di andare a raccogliere bruscandoli nei campi così da andare a vedere di sfroso lo scavo archeologico ancora chiuso, ci si diverte un sacco.

E insomma, niente, questo non è un post, è solo un promemoria.
Per ricordarsi, se ce ne fosse bisogno, che gli amici sono belli, che le gite in compagnia fanno bene al cuore, e che alle volte, oh, ragazzi, andare per musei è una figata pazzesca.

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