Donne da 8 marzo: Ipazia e Rosmunda

C’è la greca Ipazia, la filosofa, che è morta proprio l’8 marzo, ammazzata da una folla di monaci esaltati ed assassini perché non le perdonavano i suoi terribili peccati: essere donna, intelligente e bella.  https://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/11/19/ipazia-la-donna-che-non-trova-perdono/

E c’è la barbara Rosmunda, la regina, che invece muore uccisa da un amante respinto con la silenziosa complicità di un esarca bizantino, dopo che aver fatto morire un marito violento per cercare di ricostruirsi una vita. http://www.archeostorie.it/archeotales/rosmunda-la-regina-che-beveva-troppo

E poi ci siamo noi donne, che oggi festeggiamo l’8 Marzo.

E sì, buon 8 marzo a tutte.

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9 pensieri su “Donne da 8 marzo: Ipazia e Rosmunda

  1. E Lisistrata? Vabbé sappiamo come è andata..
    Ma quante sono le donne che hanno contribuito a rendere migliore la vita sul pianeta? E’ da quando ero un bambino alto come un cubo di ghiaccio (in quel tempo non c’erano frigoriferi ma solo ghiacciaie e le mondine, stagionali per eccellenza, passavano con un carretto per vedere ghiaccio alle famiglie) che avevo capito che le differenze di genere erano assurde e arbitrarie… e festeggiare una tragedia come quella dell’8 marzo era ed è un rituale per alcune di voi sterile e inutile. Ma va bene lo stesso, purché non si smetta di pensarci passata al giornata delle mimose e tutto si risolva con un Otto Marcio!
    Ma proprio marcio dentro! Lurida piaggeria!
    Le donne sono la parte migliore dell’umanità. Talvolta.
    Io credo però che se dovessimo fare una classifica in tal senso noi maschi ne usciremmo sconfitti.

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  2. Le donne sono parte dell’umanità, la metà per essere precisi. Non siamo migliori o peggiori e non siamo troppo diverse dagli uomini. Ogni tanto nelle schiere delle donne ci sono perle come Ipazia o Rosmunda, che rendono evidente in modo fulmineo e innegabile, come alla luce di un lampo, quanto sia idiota la discriminazione di genere. Rendono lampante quanto male faccia all’umanità intera la repressione della sua metà.

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  3. Mi scusi, vorrei informarla che festeggiando il giorno della donna, offende gravemente la deputata Boldrini che ha imposto le bandiere a mezz’asta a Montecitorio.

    Cordialità

    Attila

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  4. Sicuramente è di grande interesse il richiamo alle figure di Ipazia e Rosmunda, come ogni richiamo alle grandi figure femminili che pagarono con la vita il dispiegarsi della propria intelligenza e/o l’estrinsecarsi della propria forza d’animo.
    Però secondo me l’accenno alle donne colte e di classe sociale elevata non deve distoglierci dalla inumana condizione di milioni e milioni di donne che, ancora oggi, non accedono neppure all’istruzione elementare, non conoscono neppure il concetto di egualianza fra i sessi. Dobbiamo anche ricordare come lo sfruttamento sessuale delle classi agiate verso le classi povere riguarda moltissime donne, ad ogni latitudine. Quindi, d’accordo su Ipazia, ma non è che una donna che non ha potuto studiare, non deve essere oggetto della nostra amara considerazione. In fondo c’è un sottile maschilismo nell’insistere su quel che le donne, nella storia, hanno fatto come e meglio dei maschi. Una donna, è sempre e comunque, una creatura degna di rispetto e dignità, anche quando non eccelle.

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