Perché non leggono le scrittrici?

Non so, ma a me pare che invece di indignarsi perché il direttore della Feltrinelli di Bologna dichiara che non legge molti libri scritti da donne (e non ha voluto barare citandole per una forma di “politicamente corretto”, aggiunge) sarebbe più interessante chiedergli perché non le legge.

Sarei davvero curiosa.

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25 pensieri su “Perché non leggono le scrittrici?

  1. una scrittrice mediocre donna è decisamente superiore ad uno scrittore mediocre uomo; come in ogni umano produrre ed agire, le donne sono mediamente superiori, nel senso che fra i maschi vi sono sicuramente alcuni geni, ma tanti ottusi, mentre fra le donne la qualità media è più alta

    è una scoperta scientifica recente: donne e uomini sono mediamente intelligenti nella stessa misura, ma i maschi sono molto difformi fra loro, con punte (poche) di eccellenza e molti ottusi, le femmine più statisticamente uniformi

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  2. Ma, no, dai! È solo una sua idiosincrasia personalissima! Tu non ne hai?

    E poi: non legge molte donne scrittrici, non vuol dire che non le legge tuout court. Anche io non leggo molti italiani di fantascienza. Che vuol dire?

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  3. Curiosamente, mi da come articolo collegato “va dove ti porta il nonno”. E se fosse un modo per suggerire un plausibile motivo? Cioè, ammettiamolo, “Susanna Tamaro” come risposta alla tua domanda potrebbe pure starci…

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  4. E dire che la letteratura mondiale è piena di grandi scrittrici donne….

    Jane Austen, le sorelle Bronte, Mary Shelley, Grazia Deledda, Karen Blixen e persino la saga più famosa degli ultimi anni, quella di Harry Potter, è stata scritta da una donna.. Che legge costui?

    P.S. Mi aspettavo una riflessione profonda del formale ma cordiale Attila. Chissà, cosa avrebbe partorito la sua lungimirante mente.

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  5. Ti copio llo ciò che ha scritto un uomo (Natalino Galasso), esprime molto lo stesso concetto che mi son posta io e le stessa domanda.
    Son le donne quelle che comprano più libri. Dunque perchè vendono più libri di autori maschili?

    “Ha fatto scalpore la dichiarazione del direttore di una libreria Feltrinelli di Bologna che ammette di non leggere molti libri scritti da donne. La levata di scudi anche da parte di autori maschi è stata talmente istantanea da sembrar nascondere il sospetto di un certo senso di colpa. Noto che, in questa nazione ipocrita, nessuno ammette che è più facile vendere se si è un uomo, nonostante la maggior parte del popolo dei lettori sia in realtà formato da lettrici, e questo non avviene solo in Italia.
    Qualcuno mi sa spiegare perché i libri di Harry Potter portino da sempre solo le iniziali dell’autrice? Ora tutti sanno che Joanne Kathleen Rowling è una donna, ma prima che i suoi libri divenissero un fenomeno mondiale, quando fu pubblicato il suo primo romanzo in Inghilterra, all’editore non era sembrato inutile evitare di scrivere il nome per intero e di siglare il libro con J K Rowling; egli temeva infatti che un romanzo d’avventura per ragazzi firmato da una donna non avrebbe avuto fortuna. Siamo immersi fin da piccoli in una cultura maschilista, oltre che ipocrita, e non vogliamo ammetterlo.
    Perché, invece di pendersela col direttore della Feltrinelli, non si apre un dibattito serio sul riflesso condizionato che ancora domina la nostra società per cui le donne non sono prese sul serio, nemmeno dalle donne stesse?
    A proposito, l’autrice di Harry Potter pubblica anche libri gialli sotto pseudonimo. Ovviamente il nome è maschile: Robert Galbraith.”

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  6. Non sarà Natalino Balasso? Glielo chiedo perché, tanto per fare un nome, anche Tolkien è noto come JRR, e non credo che il suo editore volesse nascondere qualcosa.

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  7. Non sono un genio del multitasking, ma riesco sia a indignarmi sia a chiedere il perché. Lo farei pure se al posto di donna ci fosse ebreo, negro, o omosessuale.

    JRR Tolkien ha veramente tre nomi; Rowling ne ha uno solo, e la scelta di non usarlo non è stata sua ma della casa editrice.

    Quanto alla storia che i migliori fra i migliori sono uomini, è difficile avere dati affidabili finché le aspettative sociali sono così diverse (sul fatto che le aspettative influenzino il rendimento ci sono invece dati solidi, ottenuti in numerosi esperimenti).

    Quanto al perché si comprano più libri scritti da uomini, un co-fattore è che in molte librerie i libri in bella mostra privilegiano gli autori maschi; allo stesso modo si invitano più uomini a presentare libri, spesso con risultati da Monte Athos.

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  8. “A proposito, l’autrice di Harry Potter pubblica anche libri gialli sotto pseudonimo. Ovviamente il nome è maschile: Robert Galbraith.”

    Vero!

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  9. Su sei nomi solo una non è defunta. 😛 Il problema secondo me è a monte, non ci sono abbastanza scrittrici di valore donne, e questo è un problema, che poi si scontra anche con i gusti personali e il livello di produzione delle opere. L’offerta è ancora ridottissima e un lettore forte, come si suppone sia il direttore, può ben decidere di non leggere scrittrici donne che non gli piacciono, e nei libri del mese non mettere autrici vecchie. Io qualche tempo fa mi sono messo di buona lena: “adesso leggo una brava scrittrice donna contemporanea” ho trovato solo Zadieh Smith che poteva attirarmi.

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  10. poteva usare uno pseudomino femminile… ma non l’ha fatto (o non l’hanno fatto, ci son di mezzo le case editrici)

    per par condicio ti posso assicurare che ci son uomini che scrivono romanzi rosa soft “porno” a cui fanno usare uno pseudonimo femminile

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  11. Usando il noto motore di ricerca, come presumibilmente ha fatto qualche altro commentatore del post, ho scoperto che degli ultimi 20 libri letti nessuno era stato scritto da un mancino (Treccani : detto di persona che presenta mancinismo, e quindi usa la mano sinistra più abilmente che la destra ) : non riesco a capire se devo recitare un Mea culpa per questa orrida discriminazione che ho perpetrato mio malgrado verso una parte della popolazione.

    Cordialità

    Attila

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  12. Io la penso proprio come lui, tendo a evitare le scrittrici donne, ma per motivi di contenuti. Mediamente – mediamente! – la scrittrice donna, specie italiana, vive la scrittura come uno sfogatoio emotivo. La scrittrice donna si concentra sulla “bella frase” piuttosto che sulla struttura della narrazione. Ancora: la scrittrice donna mediamente – mediamente! – affronta tematiche ombelicali piuttosto che grandi temi universali. Proseguo, con un filo in più di cattiveria: la “scrittrice” media suggerisce spesso – ovviamente non sempre – l’impressione di una hobbista, di una che scrive per passatempo. E d’altronde, quante mogli benestanti avete conosciuto che si sono improvvisate scrittrici dopo aver provato lo yoga e il veganesimo? In ogni caso c’è di peggio della scrittrice: c’è la poetessa. (Donne scrittrici che leggo e apprezzo: Virginia Woolf, Elsa Morante, Agatha Christie. Di recente, Zadie Smith).

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  13. È vero che è vero che è vero!

    A’gnimodo, ho impegnato diversamente lo spazio mattutino dedicato solitamente all’autoerotismo e sono andato a leggere l’intervista incriminata.
    Scorrendola, e accantonando a priori l’ipotesi che ci siano stati dei tagli, la prima domanda a sorgere spontanea non dovrebbe riguardare le motivazioni per cui l’intervistato non legge le donne, ma il perché l’intervistatrice (una donna) non gli ha chiesto subito di renderle note, passando ad altro.

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  14. La donna ha cominciato (per tutta una serie di motivazioni storiche e sociologiche) a scrivere e a riuscire a farsi pubblicare e prendere sul serio molto dopo l’uomo, statisticamente ci sono più scrittori che scrittrici. Il che non significa che le scrittrici siano peggiori, sono solo molte meno, e meno note, degli uomini. Non so, magari questo signore è arrabbiato perché non riesce a vendere opere scritte da donne.

    Va anche detto che tra Alice Munro e qualche scrittrice nostrana c’è un abisso, così come spesso è veramente difficile trovare qualcosa scritto da italiani dopo il 2000 che sia anche solo paragonabile a Calvino o a Gadda.

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