Il presepe di Atlas Ufo Robot

E niente, è più forte di me: a me i cosiddetti atei/agnostici/non credenti che però vogliono la recita a scuola con i canti di Natale perché ricordano che da piccoli si commuovevano tanto quando intonavano con la maestra Tu scendi dalle stelle ricordano tanto i quarantenni sfigati che organizzano le serate nostalgia con il karaoke di Atlas Ufo Robot.

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54 pensieri su “Il presepe di Atlas Ufo Robot

  1. Ma perchè coloro che organizzano serate karaoke con le canzoni dei vecchi cartoni sarebbero tristi? Io mi diverto tanto, molte di esse erano canzoni bellissime! Mentre gli atei/agnostici/non credenti/superficiali che rivendicano il crocefisso nelle aule come l’ultimo baluardo della nostra cosiddetta identità culturale contro gli infedeli (?) fanno un po’ rabbia … così come fanno rabbia quelli stessi che pretendono di celebrare/festeggiare il Natale senza però parlare di Cristo o nominare il presepe. Allora cambiamo nome a questa che ormai è ridotta (per i più) ad una mera occasione per spendere soldi e organizzare feste in famiglia … saremmo tutti un po’ più coerenti …

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  2. sono un agnostico credente in qualcosa d’altro quasi ateo e non mi commuovo affatto per i canti di Natale di quando ero piccolo – ho quasi quarant’anni e mi darei fuoco prima di partecipare a una serata nostalgia revival con il karaoke delle sigle dei cartoni animati.

    Il deserto del reale? È grave?

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  3. Ma… esistono? O sono quelli che io chiamo “atei però”?

    Intendo, quelli che premettono a ogni discorso “io sono ateo, però…” laddove al “però” segue di solito una serie di bigottismi e conformismi tali da far sbiancare un vescovo…

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  4. Io nelle canzoncine di Natale non ci vedo nulla di religioso, se non forse molto alla lontana; il disco più venduto di tutti i tempi resta “White Christmas”, nella versione di Bing Crosby, almeno sino a qualche anno fa, ora non so. Sono canzoncine gradevoli e “comunitarie”, così come i presepi, che si facevano anche a casa mia, e io li faccio tuttora coi bambini, nonostante né i miei genitori fossero credenti, né lo sono io. Se mi vuol dire che a scuola si deve studiare e basta, d’accordo; ma allora bisogna anche abolire i bricolages e i bigliettini per la festa della mamma e del papà, che sono sempre molto kitsch ma, se non li attacchi con la calamita al frigorifero, ti odieranno per tutta la vita e, quando sarà ora, ti sgonfieranno le gomme della sedia a rotelle. Via anche le recite scolastiche, le giornate della terra, le gite, le castagnate con gli Alpini, tutte da sostituire con profonde letture della Costituzione di Galante Garrone o di uno a caso fra gli Zagrebelsky.
    Guardi che la difesa della laicità è una cosa un po’ più seria di queste cavolate, e che le feste di Natale, come non cessano di ripetere se solo glielo si chiede, le adorano anche i figli dei Musulmani, foss’anche solo per il panettone e i regali, che ricevono anche loro.

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  5. Già, l’orrore della guerra e il Natale del 1914….

    Preferisco lo swing natalizio del trio di Bill Evans con Gary Peacock e Paul Motian… Santa Claus is coming to town…

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  6. @Aurora: be’ io mi diverto tantissimo con il Natale che è una mera occasione per spendere soldi e organizzare feste in famiglia, come lei alle serate Ufo Robot. Per cui sono coerentissima. Cordiali saluti.

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  7. A me fanno molta tenerezza coloro i quali, pur di dimostrare di essere più laici di Odifreddi, sono pronti a giurare che il patrimonio di arte sacra che abbiamo ereditato nostro malgrado, sia in realtà qualcosa di totalmente staccato dalla tradizione giudaico cristiana (cattedrali varie, la Pietà o il Mosè, Cappella Sistina come esempi a piacere per chi richiede le statistiche).

    E, se proprio dobbiamo dirla tutta, “Shooting Star” ha un giro di basso che può essere definito favoloso ed è sempre un piacere risentirlo per l’ennesima volta anche dopo quasi 40 anni dalla pubblicazione.

    Cordialità

    Attila

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  8. finché ci son stati bambini a casa abbiamo sempre fatto l’albero.
    non conosco nessuno meno credente di me, tuttavia alcune tradizioni cristiane, altre sarde mi piacciono e le frequento volentieri. avessi parenti o amici musulmani o ebrei sbufferei – ma parteciperei – se invitato a matrimoni o feste religiose, esattamente come mi sfracasso a matrimoni e battesimi cattolici.
    ricordo tuttavia con orrore e raccapriccio una serata – io presente come esperto di terza area – a una cena di classe in un locale karaoke…
    vedere certe facce tagliate commuoversi cantando canzoni di renato zero… veramente capisci che ormai l’umanità è spacciata, almeno credo. spero

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  9. Attila, per quale misterioso motivo continua imperterrito a venire qui per far figuracce colossali ponendo domande che non hanno a che vedere con il thread ?

    Si parla di recite scolastiche natalizie e del presepe a scuola e lei cita l’arte classica cristiana e Piergiorgio Odifreddi che in questo contesto c’entrano come i cavoli a merenda.
    Non vada poi a lamentarsi altrove se giustamente qui non viene preso sul serio.

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  10. Io in parrocchia ci sono cresciuto e la frequento regolarmente con soddisfazione. Talvolta insegno religione nelle scuole pubbliche..
    Vedo con un po’ di ribrezzo frotte di genitori sedicenti cattolici che “portano i bambini a catechismo” (a Messa quasi mai), con la profonda convinzione che la fede non riguardi la vita degli adulti.
    Con l’esempio trasmettono ai figli l’idea che occorre sopportare il parroco fino ai 14 anni e poi… via di corsa!
    Per la mia umile opinione le mamme in questione vanno oltre la tradizione bigotta della messa di mezzanotte in pelliccia e collier: si cerca una scusa per entrare a scuola a discriminare tra cristiani e altri credenti, un modo per dire “noi siamo meglio”. Ringrazio Dio che il preside le ha bloccate.
    Se mai hanno studiato il Vangelo da bambine sono state parecchio disattente, tipo quando si parla dei samaritani, forse erano impegnate a fare il presepe.

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  11. L’ateo della tribù ha fatto catechismo da Padre Pizzarro: è la versione politicamente corretta dell’ ateo devoto .Atei o credenti che siano,quando due portatori di presepe si incontrano, si annusano e si riconoscono.
    Rogra

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  12. E, se proprio dobbiamo dirla tutta, “Shooting Star” ha un giro di basso che può essere definito favoloso ed è sempre un piacere risentirlo per l’ennesima volta anche dopo quasi 40 anni dalla pubblicazione.

    L’autore del giro di basso elettrico fretless (senza tasti per avere un suono più vicino a quello del contrabbasso) è Ares Tavolazzi, bassista elettrico e contrabbassista di solida formazione jazzistica che ha militato negli anni 70 con gli Area di Demetrio Stratos e Paolo Tofani.
    Nulla di eccezionale, un giro funky con dei glissati….
    Per ascoltare Tavolazzi meglio in ambito jazz. SI ascolti questo solo nello spirito di Charlie Haden ai tempi in cui collaborava con Keith Jarrett

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  13. @Attila: a me fanno molto ridere quelli che puntualmente tirano fuori questo argomento, non rendendosi conto che nessuno ce l’ha con l’arte sacra e usandolo dimostrano solo di non capire una cippa.
    Anzi, lo confermano.
    Buon Natale.

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  14. Mi scusi, è colpa mia, anni di arti marziali mi hanno fatto venire le dita grosse…

    Contraccambiando con gioia l’augurio natalizio , colgo l’occasione per rinnovare le cordialità

    Attila

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  15. Salve, sono uno dei quei sfigati che piange ogni volta che sente la sigla di Ufo Robot. Immagino che siano sfigati anche tutti quelli che ogni anno vanno al Lucca Comics a cantare a squarciagola le canzoni dei cartoni animati nella serata finale o tutti quelli che partecipano ai concerti di Cristina D’Avena per la malinconia che rievoca riesumare i ricordi dell’infanzia. Mi sembra di ritornare a fine anni ’90 quando, se si parlava di manga all’Università, sembrava si parlasse di porno e pervertiti.

    La seguo da molto e l’ho sempre elogiata, ma questa è una caduta di stile e mancanza di sensibilità.

    Se fosse stata una di quei bambini che non avevano altro che gli anime in tv per svagarsi e alleviare la solitudine nei pomeriggi dopo scuola, porterebbe più rispetto e capirebbe che questa nostalgia per alcune persone vale tanto quanto i suoi ricordi di momenti con amichetti, famigliuole felici, nonni premurosi e compagnia bella che alcuni non hanno mai potuto avere.

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  16. Mamma mia, Herinath, e che due palle. A me certi quarantenni che organizzano le festicciole con le sigle dei cartoni animati fanno tristezza. Non per le sigle dei cartoni animati in sé, che anche se ascoltassero solo Mozart o le canzoni di Jovanotti sarebbe uguale: mi fanno tristezza tutti coloro che confondono la normale nostalgia che si prova per la propria infanzia con la difesa di qualche valore superiore. Difendere Tu scendi dalle Stelle o Atlas Ufo Robot è la stessa cosa: non te ne frega niente della religione, ci sei affezionato solo per egoismo. Era questo il senso del post. E cerchiamo di essere meno lagnosi, che qualche problema nell’infanzia e nella preadolescenza ce l’abbiamo avuto tutti. Ciao.

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  17. Giusta chiusura ecumenica: siamo tutti potenziali sfigati. Poi c’è chi si affranca e chi no. Io, ad esempio, ho superato l’emotività infantile, che mi sono portato dietro anche tempi più avanzati, che mi spingeva a considerare gli esseri umani tutti uguali. Un valore superiore mica da poco, direi. Ma l’ho superato.

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  18. Vabbé, visto che siete tutti in vena di confessioni…
    Quando sono usciti i cartoni giapponesi, e segnatamente questi di fantascienza, non mi piacevano affatto, per le trame infantili ma soprattutto per il disegno grossolano, i colori troppo saturi e l’animazione scadente – quei cartoni al risparmio in cui è tutto immobile tranne la lineetta che disegna la bocca, ad esempio. Però, non conoscevo ancora il grande cinema d’animazione nipponico, che è a modo suo erede di Hokusai. I film di Miyazaki sono dei capolavori assoluti, per fare solo un nome (tra l’altro subiscono molto il fascino dell’Italia, come in Porco Rosso che è tutto “girato” in alto Adriatico).

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  19. Il riferimento all’arte sacra è pertinente. “Tu scendi dalle stelle” è una versione un po’ modificata (in peggio, purtroppo) di “Quando nascette ninno”, un canto composto da Sant’Alfonso Maria de’ Liguori a metà settecento, ma basato probabilmente su una più antica melodia popolare del sud Italia (una melodia simile, per inciso, è citata da Domenico Scarlatti nella sua sonata K 513). Tra l’altro, chi abbia un minimo di orecchio sente in quella musica delle interessanti influenze “medio-orientali”. Anche “Adeste fideles” ha una storia piuttosto antica; non ne so molto, ma Wikipedia sostiene che è attestata almeno dal 1743 (ma probabilmente è più antica). Non c’è molta differenza con una Madonna di Bellini, o con tante altre opere di arte sacra che riprendevano, nobilitandoli, temi dell’arte popolare. Che poi la musica sia per lo più bistrattata o ignorata nella scuola italiana è un altro discorso.
    Ma questi aspetti culturali, pur rilevanti, non sono la cosa più importante. Il punto è che il Natale, da secoli, è anche una festa “civile”, con una dimensione “puramente umana” e un ruolo di coesione sociale (potremmo paragonarlo alla festa del Ringraziamento per gli Americani), e i canti ne sono parte integrante; non ha alcun senso volerne eliminare ogni traccia dalla scuola. E non ha nemmeno senso paragonarlo ad una festicciola privata dove si canta la sigla di Ufo Robot, perché lì l’aspetto sociale, collettivo, e tradizionale, manca del tutto (per inciso, all’animazione giapponese dobbiamo alcuni tra i maggiori capolavori artistici degli ultimi 30 anni… anche se forse Ufo Robot non è fra questi…).
    Questa è l’opinione di un agnostico molto poco devoto.

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  20. myollnir, vedo ora che anche a te piace l’animazione giapponese. Non solo Miyazaki, per altro: Otomo, Satoshi Kon, Takahata, Oshii, e tanti altri… 🙂

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  21. [quote] mi fanno tristezza tutti coloro che confondono la normale nostalgia che si prova per la propria infanzia con la difesa di qualche valore superiore[/quote]

    … due palle … cerchiamo di essere meno lagnosi … ect… complimenti per la sensibilità e la mancanza di empatia, quindi alla fin fine tutti hanno problemi e tutti siamo uguali, non mi aspettavo una tale banalizzazione da lei.

    ribadisco, i valori superiori in questi cartoni ci sono, perché hanno diffuso temi che gli insegnanti di allora non erano in grado di trasmettere (troppo occupati ad ottenere rispetto facendo paura o a esprimere una visione anacronistica dell’insegnamento) e che le famiglie delegavano ad altri: sicuramente i valori dell’ecologia, del libero arbitrio, del lavoro di squadra e di un bene superiore sono arrivati ai bambini più facilmente tramite questi canali che attraverso una scuola che non si adeguava alle esigenze del singolo, troppo occupata a far ricordare filastrocche e inutili date.

    Sono forme di educazione e di trasmissione di valori al pari e a volte anche più efficaci dell’educazione scolastica.

    Qui si cita Miyazaki, perché fa figo citarlo al posto di un Go Nagai (Ufo Robot), dimenticandosi del fatto che anche Miyazaki ha fatto opere televisive meno raffinate ma pregne degli stessi valori.

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  22. In effetti questo thread aiuta tantissimo a ridefinire il concetto di “sfigato”. Fra karaokisti convinti, fanatici di Tu scendi dalle Stelle e fondamentalisti di Atlas Ufo Robot ho capito perché alcuni si buttano sulle festicciole di Natale come ultima spiaggia… LOL.

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  23. Non mi pare che chiedere cortesemente di non chiamare ‘sfigato’ una persona che ascolta musica dei cartoni animati e prova nostalgia per essa sia un fondamentalismo.
    Mi pare invece che la mal celata supponenza con cui risponde ai miei commenti sia l’indice di quando rispetto ha per i suoi lettori; immagino che questo sia il risultato di anni di autoreferenzialità nella cerchia dei blogger.
    Le bastava un si, mi dispiace, non volevo offendere nessuno, invece ha ben pensato di sminuire le opinioni e i sentimenti altrui.
    Il dispiacere è più grande di quanto sembri, perché sono anni che leggo i suoi articoli, da prima che i suoi studenti scoprissero il vecchio blog, e i miei conoscenti sanno bene quanto la citassi: probabilmente ora diranno che l’avevo troppo idealizzata.

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  24. … soprattutto, io proverei a leggerli con maggiore attenzione i commenti dei suoi lettori!
    Se lei è coerentissima nel vivere le feste natalizie in puro stile laico … non so, mi interrogo … continuiamo a beneficiare di un calendario di feste cattoliche, che viviamo laicamente, pur difendendone i simboli religiosi … qualcosa non mi torna.
    Forse sono più coerenti quelli che amavano Goldrake da piccoli e ancora si divertono a riunirsi per cantarne insieme le vecchie sigle, ricercando emozioni dell’infanzia che ancora, a distanza di molti anni, scaldano il cuore …
    Sono sfigata? Forse …

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  25. Non ci siamo, sig. Herinanth, lei non ha capito (soprattutto il commento che termina con LOL; per intenderci, quello che dovrebbe far ridere). A illuminarla ci pensa il sottoscritto, che ha inquadrato la situazione.
    Vede, la padrona di casa non ha voluto sminuire il sentire di nessuno, sta solo facendo pratica per diventare ghost writer della Littizzetto; oppure lo è già e qui, rispondendo ai commentatori – come dire – pedanti, si tiene solo in allenamento.
    Sia comprensivo, quindi, e si faccia un giro in più sulla Jolanda (sempre che il suo Walter le stia in piedi, LOL).

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  26. @Aurora: io faccio delle feste laicissime, infatti prendo il periodo di ferie in corrispondenza con la nascita di Mitra e la festa del Sol Invictus. Sono i cristiani che sono arrivati dopo e si sono presi le feste pagane per avere le ferie nonostante avessero cambiato religione, sti furbetti.

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  27. @herinat: no, stia tranquillo, non è dovuto alla autorefenzialità della cerchia dei blogger. È semplice insofferenza per chi non capisce un post e continua a lagnarsi nei commenti. Buon Natale.

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  28. Beh, però, mi scusi: se considera laico un funerale con rabbino, vescovo e imam, e festeggia Mitra ed il Sole invitto – come peraltro facevano già i nazisti – mi sa che ha un concetto un po’ personale di laicità.

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  29. Qui l’unica che non vuole capire è lei, perché l’umiltà l’ha persa per strada e i ’40enni sfigati uforobot’ non sono inclusi nel pacchetto solidarietà del politically correct e li si possono criticare tranquillamente.
    Le ho spiegato quanto il paragone fosse ingiusto e che non fosse un mero egoismo come dice lei. Di libri non religiosi sull’importanza del natale non credo ce ne siano molti, di libri che parlano di quanto importante fosse stato il periodo dell’invasione anime giapponese in Italia per plasmare dle idee ei bambini di allora, si.

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  30. Voglio spezzare una lancia per Galatea. Non è simpatica a tutti e non vuole esserlo. È chiaramente schierata su alcune posizioni laiciste ormai secondo me un po’ desuete (gli anni ’70 son finiti un pezzo). Ma santo cielo una nel suo blog scrive appunto quel che pensa e, questo va dato atto, lascia commentare chi ha delle idee molto diverse, senza censure preventive. La qualità della scrittura e la generosità nel fornire conoscenze storiche di alto livello in modo simpaticamente scanzonato, fanno il resto. Diffidiamo, amici, da quelli che camaleonticamente vogliono essere amici di tutti.

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  31. JT, a parte che l’inciso sui nazisti di Myollnir non ha peso sulla domanda della principale che egli ha posto, della frequente reduction a invidium non vogliamo parlare?

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  32. Io invece Herinanth lo sento vicino, perchè pure io mi commuovo quando sento la siglia di Ufo Robot, pure quella finale “Goldrake” che nella versione di Alessio Caraturo è addirittura struggente: reca il ricordo di un’emozione individuale, che si scopriva collettiva il giorno dopo a scuola.
    Però piango anche quando sento “Falcon” della Rah Band: una televisione privata delle mie parti la usava come sigla della finta chiusura trasmissioni, dopo la quale invece partiva il porno clandestino. Che emozioni. Individuali, eppure così collettive anch’esse: quando mettevano quel brano alle feste era tutto un darsi di gomito.
    Dunque non faccio testo, ma abbraccio idealmente Herinanth.
    Inchino e baciamano alla padrona di casa.
    Ghino La Ganga

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  33. Difficile applicare la logica dove manca il logos; ci proverò comunque, cercando di tornare all’argomento del post.
    Come detto, trovo le festicciole di Natale simpatiche e comunitarie, e, in più, molto inclusive anche nei confronti di chi non ci crede; ma non è un problema mio se non si fanno, dato che non sono più da un pezzo alle elementari. Tuttavia, detesto al impedirle sia qualcuno che nessuno ha delegato a farlo, ed oltretutto nascondendosi dietro motivazioni risibili e pretestuose. Ti stanno sulle balle i preti? Dillo! (oltre tutto, con me sfondi una porta aperta). Ma non venirmi a raccontare che lo fai per non urtare la suscettibilità di chi, manifestamente, non se ne è mai sentito offeso.

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  34. E’ vero che la parola logica deriva da logos, ma il logos ha tanti significati al punto da essere interpretato in molti modi (legge, discorso, parola, verbo etc.); non a caso Aristotele definiva il processo deduttivo come processo analitico e non logico, perché Aristotele non lo utilizzò mai il termine logos come definizione di ragionamento.

    Lei Myollnir non fa il medico? Perché non cita il giuramento di Ippocrate, invece di fare il troll per conto terzi?

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  35. Si vede che lei non è mai stato un attento lettore del mio blog, altrimenti non direbbe sciocchezze sesquipedali come questa.

    Non le hanno spiegato che mi occupavo esclusivamente di scacchi, musica jazz e di fotografia?

    Di cosa si occupa il suo blog? Forse parla male di qualcuno e/o qualcuna che le sta particolarmente antipatico?

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  36. @Myollinir: Sarebbe un piacere rispondere ai suoi commenti, se solo fossero scritti in modo anche vagamente comprensibile. “detesto al impedirle sia qualcuno che nessuno ha delegato a farlo, ed oltretutto nascondendosi dietro motivazioni risibili e pretestuose” Oddio, qualcuno vuole impedire le festicciole di Natale nel mio post? Non me n’ero accorta…”Ti stanno sulle balle i preti? Dillo! (oltre tutto, con me sfondi una porta aperta). Ma non venirmi a raccontare che lo fai per non urtare la suscettibilità di chi, manifestamente, non se ne è mai sentito offeso.” Qual l’unico che si può sentire offeso dal mio post è Atlas Ufo Robot. Insomma, mi creda, si schiarisca le idee, che mi sa che alla festa di Natale deve aver preso troppo punch. Capita. 😀

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  37. Al massimo un paio di post, ma non è questo il punto….

    Myollnir e company vengono qui con atteggiamenti volutamente provocatori e siccome non ha argomenti seri, attacca senza alcun motivo il mio incolpevole blog.

    Questa la dice lunga sul livello del personaggio Myollnir.

    Mi fermo qui per rispetto della padrona di casa, non vorrei che diventasse un botta e risposta infinito tra me e il Dottor Myollnir.

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  38. Blog innocenti che sono dormienti poiché non conoscono la legge universale del logos; (logos, non nomos)

    Nessuna cosa avviene per caso ma tutto secondo logos e necessità.

    😀

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