Le mamme apprensive e gli attentati dell’ISIS

Ci si potrebbe leggere di tutto nella geniale trovata di una mamma romana, che, preoccupata che la figlia stesse fuori troppo la sera con gli amici, si è inventata un allarme per possibili attentati dell’ISIS.

Si potrebbe chiamare in causa l’ancestrale paura dell’uomo nero che rapisce ed uccide i pargoli, di cui l’ISIS è l’incarnazione moderna.

Si potrebbe dire che è un sintomo dell’italico individualismo e familismo amorale, per cui per risolvere un problema squisitamente privato e familiare non ci si preoccupa di scatenare un allarme sociale.

Si potrebbe argomentare che è un segno della mancanza di autorevolezza dei genitori moderni, che per farsi ascoltare dai pargoli devono fare riferimento a minacce esterne e gravi, mentre un tempo bastava che alzassero il sopracciglio e dicessero “no”.

Ma anche limitarsi a prendere atto che siamo una società piena di deficienti potrebbe essere azzeccato.

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14 pensieri su “Le mamme apprensive e gli attentati dell’ISIS

  1. Aggiungerei anche un predicozzo all’indirizzo delle persone particolarmente sbadate che dimenticano in giro per le città borse e valigie. Per non parlare di quelle che, in questi giorni, le abbandonano scientemente.

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  2. Mah, secondo l’articolo che ho letto – se a quel fatto ci si riferisce nel post – se n’è resa conto eccome, e abbastanza presto; si legge, infatti, che pare abbia cercato di rimediare in qualche modo.
    Potremmo, a questo punto, rivolgere la nostra attenzione ai commenti di chi non sa cosa dice.

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  3. “E come, chiudendo la stalla dopo che i buoi sono scappati?”
    È irrilevante l’efficacia del tentativo, che è la dimostrazione della consapevolezza d’aver “combinato un guaio”.

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  4. Capisco. A mio avviso insuperato resta comunque il giapponese che, partito mi sembra da Amsterdam qualche settimana dopo l’undici settembre 2001, telefonò per scherzo dall’aereo alla fidanzata olandese dicendole che era in corso un dirottamento, sicché la tipa chiamò la polizia che in un amen fece decollare due caccia pronti all’abbattimento. Lessi che il pilota del volo passeggeri aveva dovuto dar prova ai due caccia non solo di essere libero e sano, ma che tutto l’equipaggio ( hostess comprese) aveva dovuto sfilare ai finestrini della cabina e fornire analoga prova, per potere essere controllato a vista dai due piloti miltari nervosetti, I quali solo dopo circa un’ora sull’atlantico li avevano lasciati procedere. Il giapponese nel frattempo era stato afferrato, schienato ed opportunamente legato , mentre i passeggeri si alternavano ad insultarlo. Che momenti.
    Inchino e baciamano.
    Ghino La Ganga

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  5. ho sentito la telefonata… è imbarazzante. l’ultima delle tue ipotesi è quella giusta. spero che paghi il giusto prezzo, oltretutto dire alla figlia di spargere la voce tra amici e conoscenti è criminale. spero poi sia dato il giusto risalto alla cosa perché bisognerebbe imparare a non parlare a vanvera o a far girare voci incontrollate…

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  6. Lo scherzo del pastore
    Esopo

    Un pastorello conduceva ogni giorno le sue pecorelle a pascolare.
    Si annoiava molto e così decise di fare uno scherzo a tutta la gente del villaggio.
    – Aiuto… al lupo al lupo. Cominciò allora agridare con quanto fiato aveva in gola
    Tutti i contadini accorsero armati di forconi e randelli, ma quando arrivarono nel grande prato non videro neanche l’ombra del lupo. Il pastorello rideva a crepapelle :
    – Era solo uno scherzo e voi ci siete cascati!!!
    Qualche giorno dopo ripeté lo stesso e i contadini allarmati giunsero di corsa la prato .
    Presto si accorsero che il pastorello si era giocato un’altra volta di loro.
    Un giorno arrivò d’improvviso un intero branco di lupi; il pastorello cominciò a gridare disperatamente:
    – Al lupo al lupo.
    Ma i contadini , credendo a un altro scherzo, non si mossero più. Indisturbati, i lupi, fecero strage di pecore e agnelli.

    favola Esopo

    CHI MENTE SEMPRE NON E’ PIU’ CREDUTO QUANDO DICE LA VERITA’

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