La Francia dei Franchi, ovvero di come gli immigrati fondano le nazioni

Ieri un tizio nei commenti, per rispondere al mio post in cui dicevo che il nostro mondo è già globablizzato e i terroristi che credono nello scontro di civiltà un po’ provinciali, mi ha linkato un altro post, a suo dire equilibrato e non ideologico, in cui l’autore esordiva dicendo che gli “Arabi” non potevano essere definiti “francesi” (il concetto di cittadinanza acquisibile gli deve essere oscuro), perché la Francia è solo dei Franchi.

Ora se il tizio si prendesse la briga, ogni tanto, di leggere qualcosa, magari anche solo una pagina di Wikipedia, prima di lanciarsi in arrischiate ricostruzioni storiche, potrebbe scoprire cose sconvolgenti.

Per esempio, che i Franchi non sono “francesi”, ma semmai germani, e in Francia ci arrivarono, pensa un po’, da immigrati, visto che prima là c’erano i Galli e i Romani.

Si stanziarono in Gallia, sotto la guida di Clodoveo, prendendosi le terre dei loro predecessori, e all’inizio non erano nemmeno molto amati, perché i Franchi, di tutti i barbari che entrarono nei confini dell’impero romano, erano quelli che rimasero pagani più a lungo. Dunque, ricapitolando: erano immigrati violenti , con poca cultura e per di più di una religione differente da quella dei Galli e dei Romani, che erano già tutti cristiani, e venivano guardati con sospetto persino dagli altri barbari, più civilizzati e romanizzati, come ad esempio i Goti.

Erano guardati con sospetto e una buona punta di disprezzo anche dagli Arabi coevi, perché all’epoca in cui i Franchi arrivano in Francia sul trono di Roma c’era già stato un imperatore che era romano, ma di nascita era arabo, tanto è vero che lo avevano chiamato proprio così, Filippo l’Arabo. Perché i Romani, al contrario dei moderni paladini della cultura occidentale un tanto al chilo, il concetto di cittadinanza acquisita ed acquisibile senza distinzioni etniche lo avevano perfettamente presente, e il loro impero era durato millenni proprio perché era stato in grado di assorbire genti provenienti da ogni dove.

Dunque se si deve citare una vicenda di immigrati pericolosi in origine che poi invece si integrano e fondano una nuova cultura mischiando cose più antiche e assorbendo input da altre civiltà, i Franchi sono perfetti, e semmai sono un’ottima storia per dimostrare che l’integrazione è possibile sempre, persino nei casi che sembrano più disperati, e che proprio dalla fusione di razze e tradizioni diverse nascono le cose migliori.

Quindi, ecco, un consiglio: quando cercate esempi per giustificare il vostro razzismo, almeno trovatene di migliori. Perché se provate a citare questi esempi storici a sostegno, dimostrate solo che non sapete un accidente di quello di cui parlate.

 

 

Annunci

32 pensieri su “La Francia dei Franchi, ovvero di come gli immigrati fondano le nazioni

  1. E sarà senz’altro un caso, ma non ho MAI incontrato un solo razzista e/o xenofobo che avesse il più pallido e vago sentore di cos’è la storia medievale, nemmeno per sentito dire con voci di quarta mano; il caso più lampante sono i nazisti, naturalmente, ma i nostri leghisti sono in grado di tener testa perfino a loro.

    Mi piace

  2. Mi ritengo fortunato, perche per questioni anagrafiche non corro il rischio di vedere l’integrazione e la fusione tra culture diverse: al sottoscritto, una donna che gira per casa basta e avanza.

    Mi piace

  3. Complimenti per avere paragonato le invasioni barbariche e un generale che aveva fatto assassinare con un sotterfugio il suo predecessore alla odierna immigrazione, penso che nemmeno Borghezio arrivi a tanto…

    Cordialità

    Attila

    Mi piace

  4. Mi scusi ancora; credo di capire quello che vuole sostenere ma – a parte il fatto che Filippo l’Arabo era arabo tanto quanto Rudyard Kipling era indiano, cioè figlio di un funzionario delle colonie; magari però Eliogabalo, per quanto esempio poco glorioso, siro-egizio lo era anche di famiglia; a parte questo, dicevo, io non chiamerei immigrati gli alloctoni arrivate sulla punta delle loro spade, altrimenti dovremmo chiamare immigrati anche i soldati della Wehrmacht in Polonia nel 1939. Esempi di immigrati che si sono effettivamente integrati senza la violenza ne vedo pochi: gli ebrei nell’Europa centro-orientale, dopo la cacciata dalla Spagna? Forse, ma se pensa ai Pogrom, e poi ad Auschwitz, non lo chiamerei un modello; i nuclei germanici, più o meno nelle stesse regioni? I Tedeschi del Volga, della Romania, della Boemia… Buonissimi, almeno sino a quando arriva uno Hitler a risvegliarne il pangermanesimo. Gli zingari? Quelli non mi sembra proprio che si siano mai integrati da nessuna parte. Gli Olandesi in Sud Africa? Se le va bene l’apartheid…

    Mi piace

  5. a parte il fatto che Filippo l’Arabo era arabo tanto quanto Rudyard Kipling era indiano

    Joseph Conrad però era polacco e scriveva in inglese, come la mettiamo? 🙂

    Ah, già fu naturalizzato inglese, quello non conta.

    Galatea, oggi vedo scatenati i tuoi troll….

    Mi piace

  6. @Myollnir: Purtroppo, almeno stando alle fonti antiche, Filippo l’Arabo era proprio arabo, per la precisione figlio di un capotribù arabo di nome Marino. Se però lei conosce delle fonti più precise di quelle note agli storici del Tardo Antico le citi pure, così apriamo nuove frontiere al dibattito storico.

    Mi piace

  7. @Attila: capisco che lei, a parte il nick che si è scelto, non deve essere informatissimo sugli attuali sviluppi della critica storica sulle cosiddette “invasioni barbariche”. Ma non si crucci, non si può essere esperti di tutto. Cordialità.

    Mi piace

  8. A proposito Galatea, la tua precisazione cade a fagiolo: mi hai fatto ricordare un episodio avvenuto nel lontano 1999, in occasione del concorso ordinario. Si parlava nel testo, cito a memoria, dei regni romano-barbarici, non dei regni romano-germanici…

    Persino la traccia del concorso ordinario era sbagliata!

    🙂

    Mi piace

  9. Faccio fatica ad intervenire : un po’ per mia ignoranza storica, un po’ perché oggi l’Arabia Saudita ha condannato a morte in primo grado il poeta palesinese Ashraf Fayadh, ritenendolo colpevole d’aver dubitato dell’esistenza di Allah in una sua antologia di poesie.
    Tuttavia, è senz’altro fuori luogo utilizzare un esempio del genere per marcare una differenza di civiltà,
    Si passa per razzisti privi d’ogni cultura, non c’è dubbio.
    Inchino e baciamano alla Padrona di casa, state bene.
    Ghino La Ganga

    Mi piace

  10. @Ghino: Eh, e il fatto che un poeta palestinese venga condannato a morte dai Sauditi, che sarebbero i migliori alleati delle democrazie occidentali nell’area, dimostra quando la situazione sia più complicata di come noi da qua la riassumiamo.

    Mi piace

  11. In realtà per me è molto semplice, visto che – da semplice abitante in un paese non produttore di petrolio, che ha cessato di avere una politica energetica autonoma con la morte di Enrico Mattei – non ho mai considerato l’Arabia Saudita nè un paese alleato nè un paese civile, ma solo una grassa monarchia che deve continuamente inventarsi qualche cosa a danno di altri, per compensare le fluttuazioni al ribasso dell’oro nero così da mantenere una parassitaria, ingorda e numerosa famiglia reale ( stimata, se ben ricordo, in almeno 25.000 componenti che nulla fanno da mattina a sera: ne vidi alcuni discendenti in azione in località da vacanze balneari, facevano sembrare Cafonal uno scritto di Mazzini sui doveri dell’uomo). Non ho comunque intenzione di proseguire nel discutere: sono troppo ignorante e troppo stanco per continuare a ragionare su distinzioni sempre più faticose. Beata Te, che ne hai tanta voglia. Inchino e baciamano, stiano bene i Tuoi lettori. Ghino La Ganga

    Mi piace

  12. Leggevo questo passo: I Franchi non SONO francesi perché sono morti da secoli. I Franchi furono francesi perché la Francia è una regione della Europa che prende il nome da loro.

    Come i Burgundi con la Borgogna, i Vandali con l’Andalusia, i Longobardi con la Lombardia, gli Ungari con l’Ungheria (popolazione di lingua e cultura ugro-finnica) e si potrebbe continuare all’infinito sulle tracce lasciate da popoli che hanno migrato secoli addiero in Europa….

    Peccato che i lombardi non parlano il longobardo, i borgognoni il burgundo, gli andalusi il vandalo e i francesi il franco,.

    I Franchi sono una popolazione germanica perché il ceppo linguistico originario non è latino e sono germani come i goti dell’est, dell’ovest, gli Angli e i Sassoni.

    Il francese moderno è una lingua neolatina, non germanica; pertanto, dire che i Franchi sono tutti morti è una sesquipedale sciocchezza; sarebbe stato più corretto dire che i Franchi si sono integrati con le popolazioni Gallo-Romane e che l’unica presenza della loro traccia è data dalla denominazione di quella che per i romani era la Gallia e che dalla nascita delle monarchie moderne, secoli dopo l’avvento dei suddetti Franchi, si chiama ancora oggi Francia.

    Mi piace

  13. Ma come fai a sapere chi sono, Galatea?
    I miei strumenti culturali sono in tuo possesso, giusto per un paio di commenti svogliati sul tuo pessimo blog?
    Io non ti conosco, Galatea, e non ti giudico se non per un paio di corbellerie che schizzi digitalmente sul web. Non ho certo interesse ad approfondire, tanto meno quello di farti approfondire riguardo le mie radici e le mie convinzioni.
    Ma poi, solo una considerazione al volo perché non vali il mio tempo, non eri tu quella che esaltava i valori della diversità? Nel caso, relegare le differenze di pensiero a qualche non specificata “colpa” non fa che evidenziare la tua infantile arroganza. Ma vedi, ė evidente come a te interessi solamente il pensiero unico, inconfutabile, invincibile, del politicamente corretto, dell’egalitarismo, dello sradicamento identitario a favore della nuova religione socialista.
    Base di partenza e arrivo che esclude aprioristicamente ogni confronto intellettuale.
    Eppure il dubbio ideologico in certi frangenti complessi e conflittuali sarebbe sicuramente una grande virtù.
    Di vittorie effimere ė piena la storia, Galatea.

    Mi piace

  14. @Andrea: vedi, caro Andrea che confermi la mia ipotesi ad ogni tuo commento? il ritratto di ciò che sei lo fai da solo, linkando post che presenti come “neutri” e sono invece stupidamente razzisti,e soprattutto mal argomentati e peggio scritti, e poi per giunta arrabbiandoti quando te lo si fa notare. Il peggior nemico che hai sei tu. Solo che, appunto, non te ne rendi conto. Ciao, caro, stai bene.

    Mi piace

  15. Come vorrei conoscere tutto degli altri, Galatea, conoscendo appena un paio di righe di testo..
    Fortunata te che hai questo dono, raro.
    Sono felice che tu mi conosca meglio che me stesso, e pensa, grazie ad un paio di semplici link.
    E pensare che aprirti a pensieri diversi secondo te ė un toccasana di civiltà e di progresso. Eppure leggo dalla tua carriera che poco ti sei allontanata dal tuo mitico nord-est, calata a Roma a parte, peccato, forse viaggiare ti avrebbe aperto la mente su un presente così complesso e decadente.
    Io, le altre civiltà le conosco da vicino. Parlo 4 lingue e le vivo tutti i giorni. Non ti scrivo dall’Italia, per quel poco che importa. Con i tuoi amici migranti sono andato a scuola, banco a banco, per anni, e li ho conosciuti sulle spiagge di Skyros, vissuto le loro contraddizioni, ma vabbè, sei la persona meno indicata con cui aprirsi. Buona vita, e buone certezze.

    Mi piace

  16. Temo che abbia ragione Andrea: non puoi vincere. Tu citi Filippo l’Arabo e ti spiegano che non è un vero Arabo perché gli Arabi DOC esistono solo dopo l’Islam, e prima non erano veri arabi. I Franchi invece furono francesi perché hanno dato il nome alla Francia. E non riconoscere tutto ciò fa di te una serva del regime accortamente selezionata allo scopo di diffondere una versione distorta della storia.
    Cioè, sinceramente mi sembra più pratico lasciar perdere.

    Mi piace

  17. secondo me però ogni considerazione storica anche interessante, anche laddove si ricorda come ogni nazione è il frutto di migrazioni, spostamenti, nuovi afflussi, contaminazioni a volte sanguinose a volte pacificamente osmotiche, deve considerare la peculiarità dell’oggi, che è radicalmente diverso dal passato

    oggi il pianeta è diventato piccolo e gli umani sono tanti, l’economia è globalizzata, non esiste più un vero «altrove», basti pensare come ci impensierisce il rallentamento dell’economia cinese, mentre solo cento anni fa al massimo era questione di lontane e affascinanti culture

    oggi siamo tutti stretti sul barcone del mondo che affonda, quindi è anche normale che ognuno tenti di stare a galla a scapito del vicino, e il vicino sono tutti

    io penso che solo una rivoluzione spirituale, il passaggio ad una concezione dell’umano che ritorni al sacro e al senso etico puo’ salvarci da una modernità che si presenta come difesa della libertà, a parole, ma in realtà è difesa del mercato globale, unica divinità indiscutibile

    insomma Galatea, sono bellissime le tue digressioni storiche, ma l’oggi non lo puoi leggere con un passato davvero passato

    Mi piace

I commenti sono chiusi.