Terrorismo provinciale

I terroristi erano francesi e belgi. Fra gli obiettivi un ristorante cambogiano ed un teatro dove si esibiva una band americana. Alcuni di quelli che hanno salvato i passanti e molte delle vittime, musulmani. La gente coinvolta di ogni parte del mondo.

È un mondo già globalizzato, il nostro, che vi piaccia o meno.

Chi, da una parte e dall’altra, ancora tira fuori il ritornello dello scontro di civiltà si dimostra ciò che è: un povero cretino di provincia.

21 pensieri su “Terrorismo provinciale

  1. Mi limito ad osservare che è la prima volta che sento definire l’autoproclamato califfo Abu Bakr al-Baghdadi un povero cretino di provincia, e devo ammettere che si tratta di una definizione interessante.
    Inchino e baciamano.
    Ghino La Ganga

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  2. Io sono nata a Torino. Non ci ho mai vissuto. Chi può dire che sono torinese? Mi chiamo Laura ma se fossi Fatima sarei meno italiana?

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  3. Gentile Laura, io mi sono solo permesso di aggiungere la parte di verità omessa nel post. Certamente a Torino, Parigi, Berlino e Madrid ci sono Fatime e Mohamed che vivono in sintonia con la nazionalità dei rispettivi documenti d’identità, ma ho qualche sospetto che per il francese e il belga di cui sopra non sia stato così.

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  4. Mai letta tanta ignoranza e faziosità in così poche righe!
    Poco male Galatea, come te ragionano in molti. Dispiace solo che quelli come voi si arroghino la superiorità morale della ragione universale.
    Grazie a Lorenzo per averti confutato in ogni singola riga.
    http://eldalie.blogspot.it/2015/11/un-blog-che-la-sa-lunga.htm

    (PS: non mi arrabbierò se non pubblicherai, tranquilla. D altro canto non mi conosci e so che interpreterai questo commento come puramente aggressivo, ma è necessario farvi notare in ogni occasione quanto la vostra ideologia sia pericolosa. Ti prego altresì di non catalogarmi come fascista, destrorso, cattolico, whatsoever, perché sono sin semplice lettore, avulso, per fortuna da qualsiasi schieramento ideologico aprioristico.)

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  5. Scontro di civiltà? Sarà ma non ci credo. Fatico molto a convincermi che la civiltà sia sotto forma di bombe, di AK70, di gente che si fa esplodere. I capi se ne stanno tranquilli al calduccio, gli imbecilli uccidono e si fanno uccidere, sperando di finire nell’eden dell’al di là

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  6. La guerra di civiltà è una boiata che si tira in ballo ogni volta che si deve descrivere uno scontro che si vorrebbe inquadrare favorendo la propria tesi…
    ma di certo converrai con me che ci troviamo di fronte ad uno scontro culturale tra chi crede che con le bombe si risolvano i problemi e chi invece vorrebbe continuare a credere che il rispetto sia l’unica via…

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  7. @jgwolf: Lei ha perfettamente ragione, qui con le bombe non si risolve alcun problema. Le bombe sono imprecise, specialmente se lanciate da aerei il cui pilota sta in Texas. Qui per risolvere ci vogliono le pallottole – i famosi boots on the ground. Però, da come ha costruito le ultime due righe del Suo intervento, parrebbe che quelli che credono che il rispetto sia l’unica via siano i tagliagole.

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  8. Non esattamente… i vigliacchi che sparano tra la folla fanno parte della schiera di chi pensa che con le bomne si risolvano i problemi.
    Personalmente sono convinto che avere paura non sia un opzione. Come mi è capitato di ribadire recentemente, non amo le gabbie e non rispetto chi mi vorrebbe sicuro dentro una gabbia. Rispetto e cerco di capire chiunque la pensi diversamente, ma sicuramente sono pronto a difendere le mie idee. Di certo comunque non smetterò di essere libero…

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  9. Vedrò di spiegarmi un po’ meglio. Noi, inteso come Paesi sotto attacco, possiamo fare tante cose, ma qualcosa più che esecrare e piangere e denunciare il razzismo di Salvini dovremo pur inventarcelo. Ora, personalmente io i terroristi non solo non li odio, ma li rispetto e, perfino, un po’ li ammiro: non è certo gente che scappa in massa, in preda al panico, quando scoppia una lampada alogena, come in Frankestein jr. Però, razionalmente, li voglio tutti morti. E la situazione è favorevole, dato che si sono spontaneamente raggruppati in un territorio desertico che, ormai, contiene solo loro: dopo più di un anno, a Raqqa chi non era d’accordo col Califfo o è stato ucciso, o è scappato. I maschi adulti al di sotto dei 50 anni vanno tutti passati per le armi, e per tre buone ragioni: Uno, gli facciamo un piacere, visto che desiderano morire da eroi per raggiungere le 72 vergini – ma forse c’è un errore: è un’unica vergine, di 72 anni, per tutti; due, sono assolutamente irrecuperabili alla ragione, da cui pur molto spesso provengono; tre, prenderli prigionieri comporterebbe enormi problemi di gestione delle carceri, e ci esporrebbe al rischio di presa di ostaggi per la loro liberazione, come succede già agli Israeliani.

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  10. Ora, personalmente io i terroristi non solo non li odio, ma li rispetto e, perfino, un po’ li ammiro: non è certo gente che scappa in massa, in preda al panico, quando scoppia una lampada alogena, come in Frankestein jr. Però, razionalmente, li voglio tutti morti.

    Lei ha visto forse troppi film di Rambo?

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  11. Ammiro le certezze geografiche di Myollir: “E la situazione è favorevole, dato che si sono spontaneamente raggruppati in un territorio desertico che, ormai, contiene solo loro”.
    Visto che gli attentatori erano parigini e belgi, però, devono aver spostato Parigi ed il Belgio nel deserto siriano, e non ce ne siamo accorti.

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  12. È divertentissimo, caro Andrea, un articolo che comincia con “La Francia è la terra dei Franchi, non degli Arabi.”. Tecnicamente i Franchi sono degli immigrati, in realtà, dal momento che le popolazioni originali erano i Celti o i Galli. Per altro immigrati che hanno stentato tantissimo a convertirsi al Cristianesimo: sono stati gli ultimi barbari a cedere, rimanendo paganissimi quando gli altri erano convertiti.
    “Quindi non esistono Arabi francesi, se non nella propaganda terzomondista.” Già a parte quelli che hanno la cittadinanza francese da tre o anche quattro generazioni, e sono quindi francesi da più tempo più di certi francesi di origine italiana, per dire, arrivati dopo.
    Ora se uno linka un post pieno di queste cretinate,credendo di confutare qualcosa, non merita nemmeno di essere etichettato come fascista, destrorso, cattolico. Andrea, stai tranquillo. Semplicemente sei ignorante e non sai nemmeno trovare qualcosa di appena appena decoroso da citare. E l’ideologia non c’entra nulla. E’ proprio solo una figuraccia epica, la tua.
    Ciao e stammi bene.

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  13. Infatti non “stanno tutti lì”, ma “lì ci stanno solo loro”, e sono decine di migliaia, alcune migliaia dei quali vengono dall’Europa occidentale. Probabilmente sono alcune centinaia quelli che fanno avanti – e – indietro, qualcuno sfuggirà: pazienza. Intanto, sigilliamogli le frontiere (le loro, non le nostre) e, con calma, uccidiamoli tutti.
    Comunque sto parlando per assurdo: ho detto quello che penso si dovrebbe fare, non quello che penso che sarà fatto. Che saranno i soliti discorsi reboanti, le solite bombe ignoranti dal cielo, qualche preghiera al monastero di Bose, qualche commosso Angelus del Papa.

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