Il sugo di pomodoro

Il sugo di pomodoro. Quello che prendi la padella, ci rovesci dentro il barattolo di pelati, schisc-schisc-schisc i pomodori perché si spiaccichino ben bene, ci butti un po’ di sale, lo fai borbottare giusto quei due minuti perché evapori l’acqua e lo condisci con una lacrima di olio d’oliva al peperoncino.

Il sugo di pomodoro. Quello che lo guardi e ci spatasci dentro le penne al dente appena scolate, e poi le vedi maritarsi e affogarsi nel rosso, e ci butti sopra le foglie di basilico colte e strizzate dall’acqua.

Il sugo di pomodoro. Quello che rovesci a cascata dentro il piatto e copri con una bella sventagliata di grana, e poi via, ti mangi la pasta così, a forchettate di quelle serie, e quando hai finito la pasta lo tiri su con il pane, perché il sugo è un rito che va santificato con la scarpetta.

Il sugo di pomodoro. Quello per cui tu lasci subito tutti i pasticci e gli intingoli e gli arabeschi di qualsiasi Masterchef, perché, diciamocelo una volta per tutte, il vero cuoco serio è quello che ti fa la pasta al pomodoro come Dio comanda, ché a pasticciare, intingolare e sbrodegare son buoni tutti.

Il sugo di pomodoro. Quella che mi sono appena sbafata io, non si fosse capito bene, ecco.

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6 pensieri su “Il sugo di pomodoro

  1. Ruzino ricetta. Aglio, olio e peperoncino. Unire il pomodoro, meglio ancora se fresco a tocchetti e senza cuocerlo troppo. Basilico, se piace, o pecorino grattugiato per un effetto ultrapiccante.

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  2. Ho ritenuto a lungo frutto dell’invidia il quasi impercettibile – ma pervicace – istinto omicida che mi attanaglia quando lo stordimento da divano mi fa spiaggiare davanti ad un qualche Masterchef ( Escluso Masterchef Canada: lì si raggiungono le vette dell’assurdo, è un’esperienza imperdibile ). Poi ho capito che no, non dipende dall’invidia. E’ giustificata insofferenza nei confronti dell’onanismo culinario, anche un po’ feticistico, di quelle corride da fighetti, che con l’affettuoso, caloroso, accogliente atto della nutrizione c’entrano come io con il calcio, o il mio sindaco con la cultura.

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