I gabbiani e la spiaggia. Blues di fine stagione per gli stupidi umani

I gabbiani si stanno riprendendo la spiaggia. È come se lo sentissero. A partire dal 1 di settembre, piano piano, planano, prima da soli, poi in gruppo, e passeggiano sempre più sicuri fra gli asciugamani che diventano radi. Camminano lenti come se fossero un comintern di valutazione, alle volte mandano gridi acuti per richiamare qualcuno. Sono lì a sorvegliare che gli umani invasori se ne vadano presto,senza lasciare tracce, perché il loro tempo è finito, e la sabbia deve tornare al mare ed a loro, che sono i legittimi proprietari.

Fra le capanne si odono echi di pacato trambusto. È il trasloco di fine stagione, che al Lido ha le stigmate di una migrazione. Le capanne occupate a giugno sono come piccole case, e come piccole case sono state stipate di oggetti. Così alla fine dell’estate si impacchetta tutto, si mettono sedie pieghevoli, ombrelloni, sdraio dentro a custodie di nailon, si smontano tavolini e stendini per i costumi e la biancheria, si sgonfiano canotti e palloni, si stipano in scatoloni piatti di plastica e bicchieri, e in sacche costumi, accappatoi e flaconi di shampo. E via, si carica tutto, sulle macchine chi può prendere il traghetto e andare in terraferma, sul vaporetto gli altri, a rate, trascinando carrelli e borse a fatica per le calli e poi su per le scale di casa. 

In sottofondo l’eco di onde leggere che arrivano sempre più vicine, sulla battigia.

E i gabbiani che guardano, e controllano, con negli occhi una velata disapprovazione per tutto questo affannarsi di noi stupidi umani.   

4 pensieri su “I gabbiani e la spiaggia. Blues di fine stagione per gli stupidi umani

  1. Molto cool questo post. Gli umani che traslocano chi, i più fortunati, con l’auto, gli altri a piedi. Venezia non è una città per pigri.
    Bella l’immagine dei gabbiani sentinella che scacciano gli invasori bipedi.

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