Davvero le facoltà umanistiche sono un pessimo investimento?

Davvero le facoltà umanistiche sono un pessimo investimento?

C’è da dubitarne, visto che un editorialista laureato alla Bocconi scrive un pezzo senza analizzare esattamente i dati di uno studio scientifico sulle scelte dei ragazzi per iscriversi all’Università, e due umanisti come Angelo Romano ed io siamo costretti a fare un po’ di chiarezza… su Valigia Blu, oggi.

7 pensieri su “Davvero le facoltà umanistiche sono un pessimo investimento?

  1. Sono felice di aver trovato il tuo articolo! L’anno prossimo conseguirò la laurea triennale in Lettere e proseguirò con la magistrale sempre nello stesso campo. Sono giovane eppure di articoli sull’inutilità di iscriversi a Lettere ne sento da quando andavo alle elementari. Sono consapevole di avere meno possibilità dal punto di vista lavorativo rispetto a chi fa scelte diverse, ma si tratta semplicemente della mia strada. Anche se dovessi fare un lavoro distante dal mio titolo di studio, sono certo che quelle conoscenze non mi abbandoneranno mai . Queste sono la migliore valigia che potessi desiderare per il mio futuro.

    Aggiungo un’ultima considerazione, riguardo a chi sostiene che gli studenti di Lettere siano tutti innamorati di ciò che studiano. Purtroppo non è così e ho conosciuto molti colleghi che candidamente ammettono di essersi iscritti per ripiego. Per non parlare di coloro che non leggono , a meno che non si tratti di testi assegnati. Ecco, forse un test di ingresso selettivo anche per queste facoltà non sarebbe male …

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  2. Non ho voglia di registrarmi dall’altra parte quindi lascio qui un paio di osservazioni che lasciano il tempo che trovano.
    1) Il fatto che lo studio di cui si parla si occupi del pre-riforma in effetti lo assimila alla carta straccia
    2) gli studenti dovrebbero fare l’università solo se assai fortemente motivati, perché non ha nessun senso farla in altre condizioni
    3) l’università non è un obbligo. Il corso di scuola superiore dovrebbe essere sempre in grado di bastare a sé stesso POI, SE UNO VUOLE, farà l’università (scegliendo quella che più gli interessa, naturalmente). In effetti lo stesso concetto di “liceo” mi sembra del tutto scriteriato: a quattordici anni non sempre hai capito se vorrai studiare per altri 9/10 anni o se cinque ti basteranno e stravanzeranno.
    4) Alla primaria e secondaria andrebbe fatto un buon lavoro ad hoc per diminuire il gender divide e bandire la balorda convinzione che le facoltà umanistiche siano più adatte al gentil sesso, nonché la ancor più balorda convinzione che qualcuno “proprio non è portato” per le materie scientifiche. E’ vero che Lettere talvolta è un rifugio per chi odia la matematica, ma dovrebbe essere invece un rifugio per chi PREDILIGE le materie letterarie.
    5) Quanto a Legge, con l’aria che tira sarebbe forse il caso di mettere in tutte le superiori un corso di giurisprudenza di base perché mi sembra che il livello medio di competenza in materia sia davvero sotto il livello di guardia (questo non c’entra niente, ma mi è venuto in mente ora e perciò ce lo metto).

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  3. con una buona cultura umanistica, viaggi la vita in prima classe, anche se sei un poveraccio, per quelli che sono morti dentro

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  4. L’ha ribloggato su ἱστορίαςe ha commentato:
    Splendido commento alle farneticazioni sul Falso Quotidiano, a riguardo della presuntà bontà o meno delle facoltà umanisitiche come investimento economico.

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