Nobiltà sulla battigia

Le due donne sono madre e figlia. Arrivano al mare ogni pomeriggio con l’eleganza con cui le signore del primo Novecento scendevano in spiaggia: la figlia con un tubino semplice e una gran borsa di paglia, la madre con uno chemisier blu, il cappello bianco a tesa larga, ed al collo il foulard di Hermés di seta. Si cambiano in capanna, indossano i loro due costumi interi, rigorosamente blu, e i cappelli da spiaggia, perché le vere signore hanno il cappello da spiaggia diverso da quello da passeggio, e coordinato al costume. Poi, altere come si conviene a due nobildonne veneziane che hanno avuto file di dogi in famiglia, vanno a fare la passeggiata lungo il bagnasciuga, chiacchierando fra loro, incuranti del caldo di fuoco, e benignamente salutano chi incrociano lungo il tragitto. Parlano tra loro e con gli altri rigorosamente in dialetto, perché a Venezia, anche se sei un re, l’italiano lo usi solo per interagire co’ i foresti.

Sulla battigia sembrano la summa di un’eleganza antica e perduta, fuori dal tempo e perciò eterna. Soprattutto quando la figlia, alzatasi dalla sdraio, chiede alla madre: «Ti vien a bagnarte i pìe, che fa caldo?» E la madre, olimpicamente serafica, risponde: «Vegno, ma no serve a gnente ‘ndar in acqua, ancùo: la xè calda come el pìsso!»

Advertisements

4 pensieri su “Nobiltà sulla battigia

  1. Sei un mito.
    Anzi sono (madre e figlia) un mito.
    Me le sto proprio vedendo sulla spiaggia del Lido disquisire sulla temperatura dell’acqua “calda come el pìsso”.
    Mi hai fatto cominciare bene la settimana!

    Mi piace

I commenti sono chiusi.