Tsipras e lo stupore dell’Italia renziana

In fondo la logica di Tsipras di indire un referendum per chiedere ai Greci se accettano le condizioni imposte dall’Europa è comprensibile. Quando un Governo che è stato eletto promettendo di fare una certa cosa si ritrova nella condizione di dover adottare politiche del tutto opposte è democratico e logico che chieda al suo popolo e ai suoi elettori se autorizzano questo cambio di rotta.

Anche se capisco che nell’Italia renziana una scelta simile appaia una cosa davvero bizzarra.

14 pensieri su “Tsipras e lo stupore dell’Italia renziana

  1. Ciao, lo so che sto per scrivere un luogo comune e di fare la figura dell’antieuropeista, ma bene fa Tsipras a consultare gli elettori e bene fa a tenere duro contro un’Unione che dimostra ogni giorno che passa di essere asservita al potere economico-finanziario di Paesi come la Germania e più parzialmente come la Francia. Non ce ne rendiamo conto ma nelle tasse che paghiamo, ci sono miliardi di interessi che dobbiamo alle banche, a cominciare da quelle centrali degli altri Stati, per finire a quelle nazionali. L’Europa cooperativa non esiste. Esiste l’Europa competitiva. E per quanto riguarda Renzi, bè, io stendo un velo pietoso. Ciao e grazie per l’ospitalità. Piero

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  2. Non vedo la ragione di consultare il popolo su scelte che sono inevitabili. Si è fatto eleggere con un programma di anti europeismo e di più soldi a tutti come prima della crisi. Sperava di fare pressioni sull’Europa in base a non so quale principio di superiorità. Si rende conto tardivamente che conta come il 2 di bastoni quando la briscola è a coppe. China il capo e dice: le volete le riforme dell’Europa? Io no, ma non so che fare, quindi decidete voi. Mi pare un po’ paraculo.
    Poi magari mi sbaglio e lui è il democraticissino leader di un illuminato partito.
    Però secondo me uno serio avrebbe detto: a queste condizioni non ci sto. E, non avendo soluzioni, si sarebbe dimesso.

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  3. E’ stato molto abile. Banalmente ha obbligato i banchieri a confrontarsi con il concetto di sovranità popolare, e questo finirà col far fare una figuraccia terribile ad alcuni personaggi che ci governano (malissimo tra l’altro). I referendum sono tendenzialmente quanto di più indigesto si possa offrire agli oligarchi.

    C’è un’altra componente nel gioco: il lavarsene le mani. La scelta fatta dai cittadini non ammette alcun capro espiatorio, nel bene e nel male. Bel gioco davvero: comunque vada, non lo potranno attaccare. Tutto questo ovviamente non risolve i problemi pratici dei greci.

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  4. Come al solito non si punta al nocciolo del problema. La Grecia ha truccato i conti per entrare in Europa? Ha dissipato i prestiti concessi? Gli Onassis pagano le tasse equamente? I baby pensionati quanti sono? ecc…
    Tutte informazioni che dovrebbero dare il quadro della situazione, invece guardiamo il metodo, bah!

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  5. Certo che hanno barato, e dissipato e rubato. Mica gli operai portuali però, e nemmeno le maestre elementari. Qualcuno ha mangiato, qualcun altro paga il conto. I tempi moderni son fatti così.

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  6. @fausto i tempi moderni son fatti così perché in democrazia, se l’operaio portuale e la maestra elementare votano per decenni quelli che fan pagare il conto a loro, e poi, per cambiare, ne votano uno che CONTINUA a non farlo pagare a chi di dovere, beh, allora pagano loro, ed è giusto così.

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  7. Galatea, comunque la si pensi pensi in merito rimanere perplessi all’idea di interpellare il popolo su domande tipo “volete pagare le tasse / i debiti?” non mi pare esclusiva dell’Italia renziana.

    Ad esempio, ai nostri costituenti non dev’essere sembrato meno bizzarro, visto che all’articolo 75 della nostra costituzione, è piazzato un bel:
    “Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, […] di autorizzazione a ratificare trattati internazionali”, che mi pare alquanto chiaro su come la pensassero in materia.

    Sta a vedere che erano renziani pure loro…

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  8. Non mi sembra granché democratico (tantomeno logico) indire un referendum su temi così delicati con un preavviso di una settimana.
    Quando un Governo che è stato eletto promettendo di fare una certa cosa si ritrova nella condizione di dover adottare politiche del tutto opposte, per quanto mi riguarda, ha due opzioni: andare avanti con quanto promesso fino alle estreme conseguenze, oppure dimettersi.
    Ma che ne posso sapere io, così immerso in quest’Italia renziana.

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  9. Credo che abbiano torto tutti quanti. Però Tsipras non poteva fare altrimenti. D’altra parte ai rigorosi tedeschi è stato condonato il debito di guerra. Comunque tutto questo è più politico – caduta del governo – che desiderio di trovare un accordo.
    Il referendum? E’ corretto richiedere un parere al popolo sovrano, cosa del tutto inconcepibile in Italia, dove i politici si credono unti dal Signore.

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  10. mi sembra giusta la posizione di Tsipras di chiedere con un referendum il pensiero del popolo greco e rispettosa della democrazia.

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  11. non è questione di essere unti, il referendum in italia è regolato inizialmente dalla costituzione e poi dalle leggi, se vuoi esterndere la portata devi cambiare la costituzione a botte di voti in parlamento non certo a scemenze sul web
    bene ha fatto tzipras a ricorrere al referendum, ma probabilmente le risposte a questi problemi le aveva già date in campagna elettorale e quindi?
    comunque la grecia ha un debito enorme e da molti anni vive al di sopra delle proprie possibilità. io devo già pagare la mia quota di debito pubblico italiano quindi, se possibile, vorrei non pagare quello greco.
    se tzipras ha chiesto di essere eletto per fare certe cose e poi non è in grado di farle…
    tzipras sta chiedendo un’altra montagna di soldi e tempi più lunghi per rientrare in certi parametri e si stranisce se gli altri non accorrono entusiasti, boh…
    ho letto da qualche parte che la grecia dovrebbe *ripudiare* il debito… cioè? smettono di pagare e basta, e poi come mangiano? come comprano il petrolio?
    io sono ottimista:
    o trovano una soluzionecreativa tra debito e crescita
    oppure
    vedremo finalmente come si vive uscendo dall’euro (ci vorrà una carriola di dracme per un iphone e chissà quante per una ceres o per un tocco di fumo…)

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  12. Per altro, la costituzione greca vieta che la politica fiscale dello Stato possa essere sottoposta al voto del popolo, così come vieta di proporre quesiti non “chiari e concisi” (mentre la domanda posta domenica è ricca di elementi tecnici complessi). Infine, il referendum è stato indetto senza rispettare i dieci giorni di preavviso previsti perché i cittadini abbiano il tempo necessario ad informarsi adeguatamente.

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