Le nozze gay ed i vestiti blu (dialogo sui diritti civili e l’ideologia gender)

«Uh, che bello quel vestito blu addosso a quel tizio!»

«Ma che, sei pazza? I vestiti blu fanno schifo.»

«Vabbe’ a me non  piacciono i vestiti blu, ma se uno vuole indossarlo saranno anche fatti suoi!»

«E’ immorale che piacciano i vestiti blu! I vestiti blu sono vietati per legge!»

«Veramente no, la legge dice che tutti possono indossare vestiti.»

«Vabbe’ ma intendeva vestiti rosa, rossi, verdi, non quelli blu, o lo avrebbe esplicitamente detto. Lo sanno tutti che i Padri Costituenti non amavano i vestiti blu e quindi figurati se intendevano quello!»

«A parte che tu non sai che colori piacessero ai Padri Costituenti, comunque non è scritto da nessuna parte che i vestiti blu sono vietati.»

«Eh be’ se adesso permettiamo anche i vestiti blu, dove andremo a finire! Cadrà la nostra civiltà occidentale!»

«Scusa ma tu hai un armadio pieno di vestiti di ogni colore, persino molto più ridicolo del blu, e li porti pure in pubblico! E la società occidentale non cade per questo.»

«E che vuol dire? E’ un mio diritto portare i vestiti di ogni colore. Comunque guarda, al massimo puoi portare delle cose blu ma non puoi dire che sono vestiti.»

»E che sono, confetti? Se me li metto addosso e servono per coprirmi sono vestiti!»

«No, quelli che porto io sono vestiti, i blu non possono essere vestiti perché sono blu e sono immorali. Pensa se ti vedono i bambini mentre porti i vestiti blu!»

«Guarda, secondo me ai bambini non gliene può fregare di meno, anzi a qualche bambino piacciono pure i vestiti blu.»

«Orrore! I bambini! A nessun bambino piacciono i vestiti blu! I bambini non devono neppure sapere che esistono! E se per caso lo sanno, devono imparare che sono una cosa brutta, immorale, che non va accettata assolutamente e chi li porta va fatto sentire in colpa ed isolato perché ha qualcosa che non va! Anzi, adesso organizzo una bella manifestazione contro i vestiti blu e contro chi vuole parlare nelle scuole dei vestiti blu, che diamine! Non se ne può più di questa teoria per cui tutti devono portare vestiti blu!»

«Ma non c’è nessuna teoria che dice che TUTTI devono portare vestiti blu! E’ solo che se uno ama i vestiti blu…»

«ZITTO! LO VEDI CHE SEI IMMORALE? EH? LO VEDI? VUOI I VESTITI BLU! ATTENTI ALLA NOSTRA SOCIETA’! VUOI FARE PROPAGANDA PER I VESTITI BLU!»

«No, guarda, io veramente dico solo…»

«NON POSSONO ESSERE CONSIDERATI VESTITI I VESTITI BLU! POI SE I VESTITI BLU SONO VESTITI, IO COME FACCIO A CONTINUARE A METTERE I VESTITI ROSSI E VERDI E DEGLI ALTRI COLORI!»

«Ma che cazzo c’entra??? Tu continuerai a vestirti dei colori che vuoi e non metterai vestiti blu!”

«VIA DA ME! SEI UN PERVERTITO! AMICO DEI PERVERTITI! DISTRUGGERAI IL NOSTRO MONDO E LA SOCIETà OCCIDENTALE CON I VESTITI BLU! E’ LA FINE! E’ LA FINEEEE!»

Bene, se questo dialogo vi sembra delirante e siete andati però al Family Day a Roma sappiate che il pazzo che odia i vestiti blu siete voi.

Buona notte.

16 pensieri su “Le nozze gay ed i vestiti blu (dialogo sui diritti civili e l’ideologia gender)

  1. Io capisco l’ironia e penso che la gente del Family day sia davvero delirante, ma…
    Se io fossi una sentinella in piedi, questo tuo post non mi farebbe cambiare idea. Anzi.
    Penserei: “Ma guarda te ‘sta che fa paragoni senza senso! Che c’azzeccano i vestiti blu con una cosa così immorale come i matrimoni gay? I vestiti blu non cambiano la società. I matrimoni gay sì e in peggio”.

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  2. Se il tuo modo di lottare per il mio diritto di potermi sposare con un uomo, è quello di dare del deficiente alle persone, faccio a meno del tuo appoggio.

    E’ così che vogliamo ottenere i diritti!
    Dando dei deficienti alle persone?

    Wow, che tecnica!
    L’hai imparata da Berlusconi?

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  3. Ho parecchi amici gay che hanno letto questo post, l’hanno capito, hanno riso e hanno compreso perfettamente il paragone. Tra l’altro noi come Sentinelli di Milano utiliziamo proprio azioni di sbeffeggio nei confronti delle Sentinelle in piedi e di chiunque si metta in testa di discriminare chicchessia dai diritti civili. Quindi non so, forse sbagliamo tutti noi che non facciamo le battaglie come le vuole il signor Stizioli, il quale in effetti potrebbe scegliersi il suo modo di farle, le battaglie.
    E comunque sì. Le Sentinelle in piedi sono deficienti. Sono le stesse che propongono tra l’altro la sottomissione della donna al marito, come vorrebbe Costanza Miriano, uno dei geni che ne portano con orgoglio la bandiera. E vorrebbero anche l’abolizione della 194 E se mi è pernesso in quanto donna che secondo loro dovrebbe essere sottomessa e privata del diritto all’aborto, io alle Sentinelle in piedì do dei deficienti quanto mi pare e piace. La mia battaglia contro di loro me la combatto come voglio senza andare rompendo gli zebedei alle battaglie altrui, soprattutto sul loro blog.

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  4. (a proposito. Non è che i post vengano scritti per far cambiare idea a chi è radicale, perché chi è radicale non cambia idea. Questa cosa dell’esprimere opinioni e scrivere post per evangelizzare è propria dìa Sentinella in Piedi. Che, lei studia per caso da Adinolfi, signor Stizioli?)

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  5. io però ci sono rimasta di sasso a vedere quanti erano… mi pare davvero preoccupante… e pensare che dopo le unioni civili ci sarà ancora da lottare per arrivare ai matrimoni paritari, l’adozione tout court, per non parlare di testamento biologico, leggi sul fine vita, eutanasia… dio mio, farò in tempo a schiattare col fegato a pezzi prima che a vedere andare in porto tutta ‘sta roba…

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  6. spiritoso, anche divertente, forse semplifica un po’, ma è un post ironico di un blog personale, non un trattato di psicologia sociale

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  7. Post non troppo delirante in una società dove ci si arrocca su poszioni e non si vogliono ascoltare i pensieri altrui.
    Se il blu non ti piace non lo indossi. Mi sembra tanto elementare.

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  8. Chiaro ed efficace. Per il medesimo scopo, io uso in classe una storiella con varianti. Quella di base è “retata della polizia nel quartiere (… a scelta, purché sia noto come area di locali giovanili, di divertimento) arrestati tutti gli omosessuali ed i ciclisti!”; basta attendere pochi secondi e – 8 volte su 10 – la reazione è “perché i ciclisti?”. Da lì, si procede come nell’esempio dei vestiti blu; anzi, forse viene meglio rispetto ad un appunto di Stizioli, i ciclisti possono essere un pericolo per il traffico, pure per i pedoni, quindi per la società! 😉

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  9. L’ha ribloggato su RdC: la rubrica del complimentoe ha commentato:
    Di solito di questioni serie non mi occupo e i post li scrivo con le mie manine, ma in questo caso non avrei saputo esprimere meglio il concetto. Forse perchè mi piacciono i vestiti rossi e non vorrei che un giorno a qualcuno venisse in mente un giorno di dire che son violenti o immorali. Non saprei più cosa mettermi. E per uscire in mutande fa freddo e umido. E poi, si’, diciamolo, quella sarebbe davvero una violenza sui bambini…

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  10. ho avuto ed ho degli amici gay … sono andato sempre d’accordissimo con loro e non vedo perchè non debbano essere liberi di esprimere la loro sessualità come gli aggrada. Per quanto riguarda il matrimonio, penso che sarebbe meglio chiamarlo in un altro modo, che ne so unione civile, patto di convivenza o altro. Del resto pur non essendo gay due persone dello stesso sesso perchè non possono decidere di convivere e di condividere la propria vita e i loro beni? Sulle adozioni avrei qualche remora …… non, comunque insuperabile. Brava come sempre la nostra prof. A proposito ho un vestito blu, che faccio non lo indosso più? ah ah ah. Un 72enne allegro.

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