Internet e i cretini di moda. 

È che nella vita non ti puoi distrarre, o dare le cose per scontate, sennò diventi di botto superata, perché la moda incalza e rende obsoleto tutto, anche quello che meno ti aspetti, per esempio la definizione di cretino. 

Quando ero bambina o adolescente i cretini li produceva la tv. Ore ed ore di dibattiti in cui seri intellettuali tipo Umberto Eco spiegavano che la tv creava e moltiplicava i cretini. 

Allora noi, che siamo furbi, abbiamo smesso di guardare la tv, e siamo andati sulla rete, pensando che ci saremmo salvati dalla cretinaggine.

E invece no, mo Umberto Eco ci spiega che internet produce e moltiplica i cretini. Cretini nuovi e più pericolosi, pare di capire, di quelli prodotti dai precedenti mass media.

Però stavolta non mi fregano, ho capito la lezione. Io rimango sulla rete, non mi muovo. Così al prossimo giro, quando si affaccerà qualcosa di ancora più nuovo di internet, sarò sempre cretina, ma vecchio stampo, con un’aria un po’ vintage, che fa sempre molto chic. 

E anche nella cretineria, l’eleganza è tutto. 

Advertisements

17 pensieri su “Internet e i cretini di moda. 

  1. I “cacasenno” non mancano mai… Umberto Eco, sopraffino scrittore e profondo conoscitore dell’animo umano, probabilmente si erge a paladino della carta stampata che è tra i settori più in crisi a causa del dilagare di internet. A mio avviso è una presa di posizione fuori luogo esternata sotto gli influssi dell’arteriosclerosi incipiente. Suppongo che anche tu, come me e tanti altri, usi internet, e ciononostante non rinunci a un buon libro. Se ciò significa essere cretini, io sono il primo! Grazie per la riflessione. Ciao.

    Mi piace

  2. non è certo il caso di questo blog che è un prodotto di qualità (a parte qualche tiritera parasindacale…), un prodotto che non avrei mai avuto il piacere di leggere senza l’internet

    però che con l’internet i cretini abbiano più possibilità di far danno, questo mi pare vero, il mezzo è potente, il rapporto costi/benefici imparagonabile rispetto alle vecchie forme di comunicazione (ed io lo so bene avendo una antica storia nell’editoria cosiddetta underground)

    Non so a volte capita quello che ti parla di una cura miracolosa per le emorroidi letta su internet (per non dire altre cose più gravi), tante volte circolano «in rete» delle fanfaluche colossali e fermarle è più impossibile che in passato

    nel complesso però Eco è bene che si adegui e studi come usare bele l’internet, piuttosto che un impossibile non usarlo affatto

    Mi piace

  3. Davvero non capisco l’ ossessione di Eco. È da anni che spara a zero su internet come un Michele Serra qualunque. Posizioni abbastanza anacronistiche, continuare a criticare il mezzo (ormai non più nuovo ma ultraventennale) in snobistico omaggio a un passato che non tornerà non è solo inutile, ma addirittura dannoso.

    Mi piace

  4. mai cadere nella rete degli idioti
    demonizzre inutile è
    a me per esempio
    entrare in una sterile discussione sulla scuola
    mi ha permesso di scoprirti (a bordo rete di uno dei social, luogo di discussioni assai spesso cretine se agite da emeriti saccentoni e ignoranti)
    e ora avere tra le mani uno dei tuoi libri
    😉

    Mi piace

  5. Beh, saltò fuori che Eco aveva scritto testi ben pagati per la tv sia prima che dopo la celebre “Fenomenologia di Mike Bongiorno”. Sgarbi ricordava anni fa di quando Eco incontrò Simenon e lo intervistò, scoprendone la passione per il piccolo schermo, sicché gli chiese con fare supponente e schifato: “ma come, lei guarda la tv?” Lo scrittore belga gli rispose: “ma certo, è utilissima a capire in pochi istanti se quello che appare sullo schermo è un cretino.” Mai fu chiarito se la risposta contenesse un sottinteso riguardo alla (lunga) intervista in corso.
    Inchino e baciamano.
    Ghino La Ganga

    Mi piace

  6. Del resto le persone che, pur essendo intelligenti in altre cose, vedono nelle nuove tecnologie una minaccia all’intelligenza è molto antica. Platone diceva la stessa cosa della scrittura (mito di Theuth).

    Mi piace

  7. Umberto Eco non ha mai detto che internet “produce” i cretini. Ha detto che ha dato voce allo scemo del villaggio che già c’era. E che ha elevato i cretini, che prima se la raccontavano al bar sotto casa, a dei “portatori di verità”. Scusa la domanda, ma hai letto l’intervista?
    Direi che non riuscendo a leggere con attenzione un articolo di 30 righe, hai appena dimostrato le ragioni di Eco.

    Mi piace

  8. mi pare che qui si stia manipolando o equivocando la posizione di Eco. Dagli articoli che riportavano la sua dichiarazione, mi pare di capire che lui non abbia detto che internet “crei” i cretini, bensì che dia ai cretini modo di esprimersi sullo stesso piano di specialisti presumibilmente competenti Opinione sulla quale si può discutere, ma i commenti che bollano come retrogrado mi sembrano davvero faciloni.

    Mi piace

  9. diciamo che quasi nessuno sembra aver letto il resoconto dell’intervento di eco, limitandosi a commentare un commento al resoconto sommario e fuorviante di tanta stampa
    comunque per quel che ho letto in giro, almeno in questo caso, eco ha ragione al 100% e alcuni commenti qui sopra non confutano il ragionamento di eco, semmai lo confermano

    Mi piace

  10. Marcello, la frase è stata detta da Eco è ripetuta, anzi nella versione originale è anche peggio, dato che da un semiologo ci si aspetta che non faccia confusione fra mezzo e contenuti. Per giunta non è la prima volta che Eco si lancia in dichiarazioni su internet del tutto assurde. Per cui mi sa che chi lo difende a spada tratta deve averlo letto pochino negli ultimi anni, eh.

    Mi piace

  11. A confutare l’opinione di Umberto Eco è sceso in campo Luca Sofri. Questa circostanza è decisiva e mi spinge a scriverci su qualcosa. Grazie, inchino e baciamano alla Padrona di Casa.
    State bene.
    Ghino La Ganga

    Mi piace

  12. Non pretendo di aver letto tutto quello che Eco ha detto sull’argomento negli ultimi anni (e non ho neanche potuto accedere al video della lectio magistralis incriminata, perché l’audio del pc non mi funge); però non ricordo particolari scempiaggini. Ad esempio ho ripescato una “bustina” del 30 gennaio 14 piena di buon senso, “Il progresso della Rete non si può fermare”, in cui tra l’altro definiva internet «repertorio peraltro indispensabile» e proseguiva: «il problema è non solo riconoscerne i rischi (evidenti) ma anche decidere come ci si possa abituare (ed educare i giovani) a farne un uso critico». Posizione magari non molto originale, ma secondo me più che condivisibile. Ma ammetto che la mia simpatia per Eco è molto di pancia, quindi sarei felice (non lo dico con ironia) di vedere dove avete trovato affermazioni “arteriosclerotiche”, “anacronistiche”, “assurde”.

    Mi piace

  13. Forse Eco è infastidito da tutta questa libertà di pubblicare, dove nel pubblicato rischia di non distinguersi più il valore di un nome (che almeno per un poco ancora vale da garanzia, ma per quanto? e dopo come ci si regolerà? – dimenticato il controllare le fonti, se manca il riferimento al testo, se non hai appiglio, galleggieremo a vista sulla schiuma delle parole? )

    Mi piace

  14. Discussione interessante: la comunicazione in rete nacque grazie a un elite dove imperversavano cervelloni che si credevano un setta intelligente. Ora è un mezzo di massa: come tutte le comunicazioni di massa può contenere cose interessanti e cose molto cretine, l’uso di massa tende alla semplificazione e alla proliferazione di cose stupide o leggere (c’è chi non va oltre il video del cane che balla). Temo che Eco ce l’abbia soprattutto con i commentatori via internet assurti al rango di esperti tuttologi tramite wikipedia. Credo sul tema abbia detto cose più interessanti Barrico quando parla di surfers della rete nei “nuovi barbari” e afferma che la superficialità è quasi l’unica maniera di sopravvivere all’overdose di informazioni, dove nulla si approfondisce quando si naviga.

    Mi piace

I commenti sono chiusi.