Beppe Grillo le mammografie e le donne sceme

In Veneto, quando uno dice una stupidaggine e poi, nel tentativo vano di rimediare, ne dice una ancora peggiore, si commenta: «Pezo et tacòn del buzo!», cioè peggio la toppa del buco che dovrebbe coprire.

Ieri Beppe Grillo si è prodotto in un pezo el tacòn del buzo di proporzioni megalitiche, praticamente un monumento al fail comunicativo.

Commentando infatti l’invito rivolto dalla Fondazione Veronesi a tutte le donne a fare ogni due anni una mammografia – e dio solo sa perché si è messo a parlare di quello, visto che era ad una marcia per chiedere il reddito di cittadinanza, che con la mammografia e la lotta contro il cancro non c’entra una beneamata cippa – ha detto: «Dicono che bisogna fare una mammografia ogni due anni e le donne la fanno perché si informano male, leggono Donna Letizia, del resto la differenza di mortalità tra chi la fa e chi non si sottopone alla mammografia ogni due anni è di due su mille. Certo è qualcosa, ma comunque pochissimo”

Ora, io sono una donna e magari mi avrò imparato i concetti di statistica leggendo Donna Letizia (grazie, eh, Beppe, per l’alta considerazione che trapela della cultura femminile: cosa può leggere una femmina? Donna Letizia, al massimo, povera creatura: se le dai qualcosa di più complicato le viene il mal di testa), ma due su mille non è proprio una percentuale così trascurabile, soprattutto per le due che si salvano la vita, e che poi diventano 20, 200, o 2000 man mano che i numeri crescono.

Ma il capolavoro Grillo lo ha fatto cercando di sanare il disastro. Infatti, dopo che mezza Italia lo aveva insultato facendogli notare che è delirante parlare contro la prevenzione, soprattutto per una malattia contro cui l’unica arma efficace per ora è la diagnosi precoce, ha specificato: «Non penso che la mammografia non sia utile o necessaria. Anzi penso che sia utilissima. Ce l’avevo con la cattiva informazione che fa credere che facendo questo esame non venga il tumore. Credo che le donne si debbano informare perché a volte ci sono dei falsi negativi o dei falsi positivi che possono allarmare inutilmente.»

Ora, io, che sono donna, anche leggendo Donna Letizia, non ho mai trovato un solo articolo che dicesse che fare la mammografia non “fa venire il tumore”. E ho sempre trovato sia sulla stampa sia nei centri per le mammografie personale che spiega correttamente sia come si svolge l’esame sia come venga valutato.

Inoltre mi sfugge il ragionamento di Grillo: qualsiasi esame può dare alle volte un “falso positivo”, anche, per dire, quello del sangue o delle urine. Quindi, secondo lui, cosa dovremmo fare noi donne o meglio noi Italiani in generale, maschi e femmine? Non fare più esami diagnostici perché sì, qualche volta può capitare che segnalino un problema che poi, facendo altri accertamenti, non risulta così grave? Oppure noi donne dobbiamo smettere di fare mammografie (o anche paptest, per esempio) perché tanto non evitano che ci possa venire il cancro? Oppure non fare mammografie perché così non rischiamo di spaventarci se ci dicono che oh, potrebbe esserci un problema?

E soprattutto, Grillo, ci spieghi, se io donna voglio informarmi correttamente (posto che sia in grado di farlo nonostante sia una donna) dove vado? Su Donna Letizia, per carità, no. Riterrei opportuno magari andare sul sito di fondazioni e di strutture, tipo quella di Veronesi, dove lavorano oncologi specializzati, che, in quanto oncologi, possono darmi le informazioni più corrette sulle misure di prevenzione da prendere.

Perché sa, caro Beppe, io sono una donna e quindi magari anche molto scema. Ma informarmi correttamente da lei o sul suo blog, visto la quantità di stupidaggini che è riuscito a dire in merito alle mammografie e alla prevenzione del tumore al seno, così a occhio non mi pare il caso.

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20 pensieri su “Beppe Grillo le mammografie e le donne sceme

  1. Io che leggo fumetti (che forse sono ancora peggio di Donna Letizia) ho sobbalzato leggendo ieri pomeriggio la cazzata di Grillo e ho riso stamattina scoprendo la sua smentita. Se fosse coerente con se stesso adesso dovrebbe proclamare di non fare più nessun esame perché ci sono sempre i falsi positivi e i falsi negativi.D’altronde solo lui ha la verità e la certezza in tasca.

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  2. Colette Rosselli e’ morta nel 1996, e non ha più usato lo pseudonimo di Donna Letizia dal 1984. No, per dire.
    Io comunque Donna Letizia non l’ho mai letta, ho letto invece la Brunella Gasperini, che se poveretta potesse vedere come siamo conciati sorgerebbe dalla tomba per… per… per far una battuta sarcastica in milanese sotto voce e farsi venire di nuovo l’ulcera.

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  3. Se è la Donna Letizia che ricordo io (eccellente corsivista, mi pare si chiamasse Colette Rosselli) al momento leggerla è piuttosto difficile perché è morta diversi anni fa e (purtroppo) trovare libri che raccolgono la sua meravigliosa rubrica di posta non è facile. Però, se davvero si tratta di lei, ne ho un ricordo eccellente. Tra l’altro non ricordo che scrivesse balordaggini come quelle di Grillo – anzi ricordo benissimo che NON ne scriveva.

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  4. Grillo è un criminale irresponsabile e i pandistelle che lo seguono sono solo degli utili idioti ignoranti. Il primo pentastelluto che su facebook mi dice “voto ancora M5S perchè comunque ha qualcosa da dire” io lo banno.

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  5. occorre poi specificare che nel caso di positività normalmente la biopsia viene ripetuta per confermare la diagnosi

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  6. Galatea perdonami se insisto, ma Grillo l’accento non l’ha posto sulle mammografie, ha tirato in ballo un esempio, come dico spesso “ad min*iam”.
    Infatti il discorso non è un affermazioni di fatti ma un ..
    mettiamo caso che … se noi potessimo verificare…
    Il punto è la poca trasparenza che c’è nel nostro paese in ogni settore, anche e soprattutto nella sanità. Ti riporto uno stralcio del sito Disinformazione..

    … Quello di Beppe Grillo non è un attacco alle mammografie, bensì un attacco contro il “conflitto d’interessi” e a favore di una maggiore trasparenza nell’ambito informativo e medico.
    In merito a Veronesi, il suo è stato un esempio per citare una probabilità. Non ritiene con certezza che la General Electric sovvenzioni la Fondazione Veronesi ma che, nel caso ci fosse una legge sulla trasparenza dei finanziamenti da parte delle case o delle industrie farmaceutiche verso persone importanti e note nel settore medico oncologico come lo stesso Umberto Veronesi, ogni cittadino potrebbe verificare se questa è realmente finanziata dalla General Electric e valutarne le informazioni fornite dal noto oncologo….

    http://www.bufale.net/home/disinformazione-beppe-grillo-contro-le-mammografie-e-veronesi-bufale-net/

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  7. @Cinzia
    Straordinaria arrampicata sugli specchi, ma temo che tu stia cercando di giustificare l’ingiustificabile.

    Se Grillo voleva dire quello, allora vuol dire che non sa parlare.

    E vuol dire che non ha la più vaga idea delle conseguenze di quel che dice.

    E pertanto farebbe bene a parlare il meno possibile, e solo dopo averci pensato bene, cosa che si ostina a non fare, a danno della sua stessa credibilità.

    SE voleva dire quello, e più lo ascolto, meno ci credo.

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  8. Donna Letizia (Colette Rosselli, 1911-1996)), scrittrice, illustratrice di vaglia e giornalista, era la coltissima e poliedrica moglie di Indro Montanelli, che la sposò dopo un’attesa di vent’anni perché impossibilitato a ottenere il divorzio, inesistente fino al 1970 in Italia . Fra il resto era la massima autorità nel campo del galateo (insomma, della “buona educazione”), parola di cui Grillo non conosce certamente nemmeno il significato. Montanelli, con quel caratteraccio, non avrebbe mai potuto sposare una persona sciocca e ignorante, come la considera evidentemente Grillo
    Larry

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  9. Quindi, in pratica, senza nemmeno essere certo che la Fondazione Veronesi percepisca finanziamenti da Aziende private, le ha buttato fango addosso, per giunta facendo capire con la frase formulata in questo modo che le mammografie sono inutili ed il loro utilizzo è caldeggiato solo per vendere le macchine. Scusa, Ciniza, ma più lo difendi più gli fai fare una figura ancora peggiore.

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  10. Credo che Grillo abbia perso una buona occasione per stare zitto. Che sia contro le mammografie o contro la poco trasparenza degli esami radiologici o sull’uso di determinati farmaci credo poco importi. Che si facciano troppe visite, e spesso inutili, è un dato di fatto. Che però si passi all’estremo opposto mi pare una cavolata colossale.
    Se la fondazione Veronesi è finanziata da General Eletric oppure è in conflitto d’interessi, come sostiene il trombettiere di Bufale.net, a proposito delle dichiarazioni di Grillo, cosa si deve fare, trasperenza oppure no? Tenersi il tumore o rinunciare a una diagnosi preventiva, perché così punisco Veronesi e la sua fondazione?
    Ognuno è libero di sentirsi masochista come vuole ma auguro a Grillo di godere ottima salute e morire serenamente di vecchiaia a 120 anni – visto che è nato il mio stesso guiorno questo vale anche per me -. Di certo il signor Grillo, qualora avesse un sospetto, scomoderebbe anche il Padreterno per farsi fare una super diagnosi.

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  11. Ho letto i commenti di Cinzia Gazzella Rosa, e mi veniva da pensare che forse essi volevano giustificare la parte finale del titolo del post. Poi però mi sembrava d’essere volgare, dunque non l’ho più pensato.
    State bene, inchino e baciamano alla Padrona di Casa.
    Ghino La Ganga

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  12. Grazie per il bellissimo post! Sono Marianna Lentini e lavoro per la Fondazione Veronesi. Condivido ogni singola parola del tuo post. Solo una precisazione: la Fondazione non è un ospedale. E’ un’altra realtà, voluta e creata dal vulcanico Prof. Veronesi, che ha come obiettivi la raccolta fondi a favore della ricerca e per la divulgazione scientifica. Quest’anno finanziamo 180 tra i migliori ricercatori italiani e al nostro interno abbiamo un autorevole comitato scientifico. Grazie ancora per il bel post che diffonderemo sui nostri canali!

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  13. Grillo accortosi della figura di cacca ha usato una tecnica imparata dal cavaliere per togliersi d’impiccio.. fare varie versioni della dichiarazione con sfumature diverse, così da poter ripiegare su quella più blanda “ma io non ho mica detto così, ho solo detto …”

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