Viva la Liberazione

Oggi è la Festa della Liberazione.

A me è un giorno che mette allegria. La festeggio sempre. Andare alla manifestazione, sulla piazza del paese, assieme ai vecchietti dell’ANPI e alle giovani leve (sì, ci sono soci dell’ANPI più giovani), con le bandiere e la banda che suona Bella Ciao, e sentire i discorsi del Sindaco e delle autorità rappresenta quello che per i Cristiani rappresenta la messa santa di Natale: non si può mancare.

Sono molto grata ai partigiani. Sono grata come lo sanno essere i bambini agli adulti che hanno fatto per loro qualcosa di importante: perché se adesso sono qua a scrivere su questo blog e voi a leggermi da casa vostra, senza il rischio che io o voi rischiamo di passare dei guai, di venire arrestati, picchiati, torturati, mandati all’esilio, in carcere o a morte per le opinioni che abbiamo lo dobbiamo a loro. Non è vuota retorica, è un dato di fatto.

Ci sono punti fermi nella vita, e cose su cui non si può discutere. Per me la Liberazione è uno di quelli: o stai di qua o stai di là. O festeggi perché sei convinto che la democrazia sia una cosa forse nemmeno “bella” e neanche “perfetta” o “giusta”, ma semplicemente necessaria alla civiltà umana, oppure stai dall’altra parte, dalla parte di quelli che amano i regimi totalitari, la brutalità, la violenza e la repressione del pensiero. E se stai di là, sei una brutta persona.

Per cui scannatevi pure qua sotto nei commenti a sciorinare le solite tiritere che i Partigiani erano delinquenti, che erano tutti comunisti, che non bisogna celebrarli, che l’antifascismo non è un valore e comunque è superato, che bisogna invece festeggiare e ricordare con affetto tutti, compreso quelli della Repubblica di Salò e persino a momenti i Nazisti, oppure che bisogna festeggiare i Marò e non so chi altro, ma non i Partigiani.

Io vado alla manifestazione a festeggiare.

E voi, cari ragazzi, sputate pure veleno, ma ricordate che sono passati 70 anni e ha vinto la libertà. Fatevene una ragione.

12 pensieri su “Viva la Liberazione

  1. La Libertà, quella cosa difficile da capire in cui le regole non servono per impedirti di essere, ma per permetterti di essere assieme agli altri, tutti diversi. I regimi, anche quelli attuali, mascherati da democrazia, dicono che noi siamo liberi di scegliere, ma solo tra quelle scelte che il regime ci consente. La Libertà ci consente di esplorare anche in direzioni che a molti non piacciono, ci richiede di essere contro, se non siamo d’accordo, perchè è nella diversità di pensiero che risiede la grandezza della Libertà.
    Tutto questo, come ben ricordi tu, lo dobbiamo a chi ha combattuto, ha sofferto ed è morto per le sue idee, per il diritto suo e di tutti noi di essere e pensare diversamente dalla massa.
    Buon 25 Aprile

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  2. Peccato che adesso purtroppo se provi a dire che i morti fascisti non hanno lo stesso peso dei morti partigiani, perché un conto è combattere contro un regime e un conto è combattere per un regime ti senti dare del fascista a tua volta.

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  3. Poi c’è il fatto che i giovanotti iscritti all’Anpi son lì per Gaza e manco immaginano che lo zio di De Gregori e il fratello di Pasolini furono scannati alla malga di Porzus. Poi c’è il fatto che il 25 aprile in varie occasioni si è trasformato in una specie di referendum contro chi era al governo, seppure democraticamente eletto. Poi c’è il fatto che questo paese ha fatto passare settant’anni senza compiere una seria riflessione su quel che accadde settant’anni fa. Ma sono dettagli : il paese è questo, lo spirito della festa copre tutto, infatti ci piacciono tantissimo le bande cittadine quando suonano forte forte forte. State bene, inchino e baciamano alla Padrona di casa. Ghino La Ganga

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  4. E’ giusto che si festeggi, 70 anni fa è stato un bel momento, una liberazione ma..quando il sipario si chiude e tutti vanno a casa, ecco che gli stessi organizzatori di una festa dedicata alla liberazione assumono la loro vera identità. Esercitano quotidianamente il loro sporco mestiere di prestanome venduti, diventando i principali protagonisti di una schiavitù invisibile.

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