Redazioni che non lo erano (piccolo riassunto di alcune recenti perle del giornalismo italiano)

Sono appena tornata dalla due giorni a Bari (vi inonderò presto di post e di foto), e nel frattempo scopro che sul Corriere della Sera spara la storia che i giovani italiani pigri vogliono il weekend libero e quindi non accettano 1300 euro al mese per lavorare all’Expo.

Poi  però si scopre che non avevano offerto loro 1300 euro, ma forse 700 lordi, e loro non li avevano nemmeno rifiutati, porelli, ma le selezioni erano state fatte così male che i giovano e meno giovani erano scappati nonostante tutta la buona volontà.

Poi si scopre pure che la famosa intervista alla giovane rom che aveva dichiarato di riuscire a far su 1000 euro al mese scippando vecchiette in metropolitana non era un’intervista, ma una bufala costruita a tavolino, perché il giornalista aveva dato 20 euro ad una ragazzina (che non si capisce manco se fosse proprio rom) che usciva da una scuola ed ha accettato di dire quanto le era stato imposto perché fumata.

Quindi prima di  pensare di radere i campi rom, o mandare a lavorare in miniera la generazione di giovani choosy che non hanno voglia di lavorare, forse bisognerebbe affrontare il problema dello sfascio assoluto delle redazioni dei giornali: sono occupate da tizi che non hanno  evidentemente alcun titolo per stare lì e sono state trasformate in campi profughi improvvisati per gente di incerta provenienza.

Mi sembra che siano loro la emergenza, ormai.

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5 pensieri su “Redazioni che non lo erano (piccolo riassunto di alcune recenti perle del giornalismo italiano)

  1. I giornalettai agiscono in forma ridotta per venire incontro alle capacità mentali dei lettori/spettatori medi. Dai “lettori/spettatori” medi vengono espressi i giornalettai moderni.
    E’ un circolo vizioso al ribasso, di cui, sinceramente, non vedo la fine dell’avvitamento… una cosa certa, la Cultura è morta e l’Etica non è un app che si può mettere sul cellulare, quindi non esiste

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  2. sento troppo spesso nelle rassegne stampa dedicare spazio a pezzi di carta che non meritano neanche 2 secondi di attenzione.
    mi riferisco a il giornale, libero e il foglio (che ha recentemente superato i 16 lettori con gran feste e champagne in redazione, poi hanno scoperto che i 17 lettori sono tutti estensori delle rassegne stampa).
    vorrei ricordare il formidabile contributo di libero e del giornale al blog Bufale Un Tanto Al Chilo che senza le porcherie pubblicate da questi due organi avrebbe molto meno lavoro.
    E io m’indigno!… Perbacco… (Totò)

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