La felicità delle piccole cose

È un sabato così: che sei libera. Cioè, avevi un impegno, in teoria, ma poi all’ultimo minuto è saltato. E manco ti dispiace, a dire il vero, perché il tempo è uggioso e tu sei pigra, sempre, per cui quando gli impegni saltano e tu puoi restartene a casa un po’ ti dispiace, ma solo un po’. Le settimane sono fatte di giorni pieni, ed ogni tanto un po’ di vuoto ci vuole. 

Così ti crogioli nella tua pigrizia mattutina, dai tempo al tempo e lasci che lui vada come gli pare: ti fai la doccia con indolenza, fai colazione con calma, esci un po’ più tardi per andare al mercato. 

C’è il mercato, di sabato, ma di solito ci vai di corsa perché bisogna tornare a casa a preparare il pranzo, e invece oggi no. Puoi indugiare fra le bancarelle, cincischiare, guardare cose che non ti interessano, fermarti a fare quattro chiacchiere con chi incontri. È così bello non avere scadenze, non avere orari, che riesci persino a sorridere senza sarcasmo quando il leghista di turno ti dà il volantino per il referendum sul l’indipendenza veneta. E se non sbotti vuol dire che hai quasi raggiunto il nirvana, eh. 

Prendi quei cuscini bianchi che stavi cercando da dieci giorni, per fare pendant con il copri divano bianco che hai comprato la settimana scorsa. Te ne freghi se ti dicono che tutto bianco è un po’ anonimo, e bisogna spezzare, perché a te il bianco è sempre piaciuto un sacco,  ti mette allegria: dove gli altri vedono lo scialbo tu vedi il luminoso. Torni a casa e decidi per pranzo di farti le pennette panna e prosciutto, come piace a te: che non te le fanno mai fare, perché non a tutti piacciono, e poi è un piatto per bambini la panna e prosciutto, che piatto è? Ma a te piacciono, invece, come ti piacciono le cotolette impanate e le crocchette di patate fritte, e se è un menù per bambini, chissefrega, tu per quello gli lasceresti tutti i raffinati intrugli di Masterchef.

E poi ti stendi sul divano, con il copri divano nuovo e i cuscini bianchi, che hanno l’odore delle cose nuove appena uscite dalla scatola, li sprimacci un po’, ti stendi, te ne freghi se fuori ha cominciato a piovere perché tanto non devi uscire più.

E ti godi in santa pace questo mare di piccole cose banali che sono la felicità. 

7 pensieri su “La felicità delle piccole cose

  1. Il nostro sabato mattina è stato simile dopo mesi sono andata dal parrucchiere (finalmente) dove ho liberato la mente con leggendo di gossip e poi il caffè con le amiche – io ho optato per pasta e pancetta ed ora divano con DVD … Tt questo è meraviglioso

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  2. Io stasera dovrei uscire con un musicista ma oggi gli avevo detto di no perchè c’era una bufera, ma ora non piove più e non tira un alito di vento. Una serata buttata via, uff…..

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  3. sei in fondo una morbida bambina, molto studiosa e intelligente, ma nel nucleo, una morbida e assai graziosa bambina

    almeno dal menù, questo s’appalesa

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