Cultura, cultura, cultura

Prima c’è la Littizzetto che dice che se il rettore di un’università è una donna la si deve chiamare “rettora” o forse “rettoressa”, non sapendo che il termine corretto è, banalmente, rettrice.

Poi arriva lo spot di una nuova collana di classici greci e latini in cui il verso “cielo e non animo mutano coloro che passano il mare” è attribuito ad Omero, e non ad Orazio.

E dicono che il problema dell’Italia è che si studiano troppo le materie umanistiche.

Eh, sì, magari.

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7 pensieri su “Cultura, cultura, cultura

  1. A me suonano bene rettora e ingegnera, in analogia con signora e infermiera. Il bello della lingua è che è viva e cambia insieme alla società che la parla.

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  2. Rettora? Orribile. Non so il perché ma mi viene in mente quella cantante degli anni settanta, di splendido splendente. Rettrice un po’ meglio.
    Si studia troppo l’umanistica? Forse. Di certo non si conosce la storia e la geografia.

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  3. Non voglio mettermi a criticare e a lamentarmi del corpo degli insegnanti, che hanno per molti versi diritti a gogò che non vengono rispettati, tra precariato e stipendi bassi, penso però che in questo caso non sia il problema che le materie umanistiche vengano studiate “troppo”, o troppo poco, ma che vengono insegnate o imparate male.

    Le materie umanistiche, se imparate a memoria, se imparate solo su testi morti, che non vengono resuscitate magari con riflessioni o paragoni e analogie, non servono.

    Voglio dire: è facile dirlo, ma basta guardarsi due minuti in giro (e su internet), per provarlo.

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  4. @ilmondodigalatea

    No, no. Se la battuta è “E dicono che il problema dell’Italia è che si studiano troppo le materie umanistiche.”, è stata recepita. Non c’è bisogno di spiegazioni.
    Sono io ad essere un caso patologico di fraintendimenti.
    Doveva solo essere un commento vago, della serie “si! hai ragione! ahhaha!”, ma con qualche sillaba in più.

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  5. le cosiddette materie umanistiche è normale che dividano l’opinione pubblica, in quanto l’amarle o il detestarle è incardinato alla propria visione del mondo; generalizzando un po’ direi che le materie umanistiche sono apprezzate da chi ha una visione onnicomprensiva degli umani accadimenti, quindi ha idee generalmente di sinistra oppure di una destra «evoliana»; dunque è bene, sano, che taluni le amino e talaltri le detestino, perchè il loro odio è la cartina al tornasole della loro importanza; quando la materia umanistica diviene pomposa decorazione, ancillare peana dello statu quo (ablativo senza s, per favore), allora è solo elegante spazzatura; Galatea, perdona le sciocchezze che scrivo, ma qui, un po’, si gioca

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  6. Anche io ho incocciato per caso proprio quel pezzo di “rettoressa” della Littizzetto, e ho avuto bisogno di qualche secondo per raccogliere la mandibola dal pavimento.

    Pittore e pittrice, attore e attrice, rettore e rettrice.

    Facile, no? Eh, sì, magari.

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