In memoria del signor Spock, ovvero perché chi è razionale è sempre un alieno

Eh, a me era simpatico. Più simpatico di tutto il resto dell’equipaggio. Fatta eccezione forse per Scotty, ecco. Spock, che non era dottore, veniva presentato come un Vulcaniano razionale e freddo, anche se sembrare freddo accanto a quei due isterici tendenzialmente piagnoni di Kirk e Mc Coy non sarebbe stato difficile neppure per un terrestre qualsiasi.

Il capitano ed il dottore, alle volte, parevano rappresentare il peggio dell’umanità: romantici, sgangherati, sognatori, in genere propensi a ficcarsi in qualsiasi guaio ai confini della galassia, senza un barlume di valutazione preventiva, senza un minimo di prudenza, solo mossi da un coraggio che sconfinava nell’incoscienza bruta e che faceva leva su alti ideali raccogliticci ed interpretati male. Era lui, il signor Spock, che doveva mettere poi ordine, frenarli, farli ragionare, convincerli a contare fino a dieci e non lasciarsi sopraffare da quelle vagonate di retorica e di melassa che intasavano loro il cervello e rendevano assurde gran parte delle loro scelte. Lui, l’alieno, era lì, a salvarli e ripristinare quel minimo di logica e di buon senso che non erano per nulla vulcaniane, ma semmai, al massimo aristoteliche, e quindi terrestrissime.

E’ curioso come spesso noi umani, quando decidiamo di rappresentare la logica, ne parliamo come se fosse altro da noi, come se fosse qualcosa di estraneo al nostro vero essere, mentre è tutta nostra. Preferiamo rappresentarci come un grumo di sentimenti e di emozioni, e non di ragionamenti razionali, ci vantiamo del nostro lato irrazionale come se fosse il solo “umano” e descriviamo la razionalità come qualcosa di freddo, di distante, di alieno. Consideriamo la logica come le orecchie a punta di Spock, cioè qualcosa che non ci appartiene ed in fondo è un po’ mostruoso.

E io invece amavo Spock, e lo trovavo più sexy di quel giuggiolone di Kirk che si intortava tutte le donne della galassia, ma si lasciava anche abbondantemente intortare da tutti. Contando sul fatto che per fortuna alle spalle aveva sempre uno Spock ad aiutarlo nei momenti decisivi, ed uno Scotty che lo riportava su con il teletrasporto.

Lui, Spock, e Scotty, il pratico ingegnere capo, se lo guardavano come un matto, questo eroe del cosmo così arruffone e ciatrone, che poi giustamente ha fatto carriera nella flotta stellare, perché i cretini vengono sempre premiati.

E Spock invece, dopo anni a far da balia al comandante dell’Enterprise, nella serie si era ritirato in meditazione, finalmente solo, riapparendo solo qua e là, quando Kirk si infilava di nuovo in qualche altro pasticcio. Se ne era tornato al suo pianeta, mentre all’altro era rimasta la gloria di una pensione con onori intergalattici.

A dimostrazione che Spock era davvero un alieno, ma non perché era un razionale vulcaniano. Solo perché nelle istituzioni umane se sai fare bene il tuo lavoro e usi logica, razionalità e buon senso per risolvere i casini che gli altri ti combinano sei davvero un extraterrestre.

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7 pensieri su “In memoria del signor Spock, ovvero perché chi è razionale è sempre un alieno

  1. Cara Galatea, il tuo post è bellissimo e lo condivido tutto. Però no, non tutti i veneti sono di laguna, proprio no….. E anche sui levantini ho delle riserve. Io continuo a sentirmi meglio come asburgica. Anche un tantino prussiana…. :))

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