Charlie Hebdo, la satira e il copyright

Sull’onda dell’indignazione per l’attentato a Charlie Hebdo, uno s’inventa un premio per le vignette satiriche, dicendo però che saranno escluse a priori le vignette che possano risultare offensive contro le religioni, che è un po’ come dire che si farà un film porno, però le scene di sesso no.
L’altro, più sottile, visto che è il più gran giornale italiano, decide di difendere la satira e la libertà di espressione dei vignettisti prendendo da internet le vignette postate da loro stessi, e pubblicandole in un volume, allegato al giornale e venduto assieme ad esso, senza chiedere il permesso agli autori e nemmeno avvertirli, e rispondendo scocciato a chi reclama che veramente sarebbe una violazione del diritto di autore con un: “Ma insomma, in fondo è beneficenza!”
Naturalmente, non tutte le vignette: anche lì, solo quelle che non rischiano di offendere nessuna religione.
Che dire? Che forse in Italia il concetto di libertà di espressione e rispetto del diritto d’autore non sono chiarissimi. E nemmeno quello di satira.
Però quello di farsa, ecco, ce lo abbiamo nel sangue.

Advertisements

14 pensieri su “Charlie Hebdo, la satira e il copyright

  1. Galatea, la mia amica si sta divertendo da … morire, grazie al tuo libro. 😉
    Sei.. Sei…sei… Sei tutto.
    Il verbo che sto usando molto in questi giorni è: “barcamenarsi”. Se chi è uso a barcamenarsi, avesse la minima consapevolezza che è il migliore modo non per rimanere a galla ma per affondare… 😉
    Grazie sempre, sei … Un sorriso che arriva lieve. Grazie ancora.

    Mi piace

  2. Galatea (…) Sei.. Sei…sei… Sei tutto.

    Sig.ra Ornella, adesso che ha reso pubblica la sua passione per la padrona di casa (non c’è nulla di male in questo, per carità), sia sospettosa e non si sciolga subito in lacrime nel caso ricevesse una telefonata da parte di qualcuno che, imitandone la voce, si presenta come Galatea.
    Voglio dire, cerchi di non fare la fine di Paolo Brosio.

    Mi piace

  3. Il commento era dislessico.
    Rifomulo, scusate.

    Galatea (…) Sei.. Sei…sei… Sei tutto.

    Sig.ra Ornella, adesso che ha reso pubblica la sua passione per la padrona di casa (non c’è nulla di male in questo, per carità), sia sospettosa e non si sciolga subito in lacrime nel caso ricevesse una telefonata da parte di Galatea. Potrebbe trattarsi di qualcuno che, imitandone la voce, si spaccia per l’oggetto della sua ammirazione.
    Voglio dire, cerchi di non fare la fine di Paolo Brosio.

    Mi piace

  4. Marcoz, sei maschio? Perché ti colpisce così tanto che una donna (me) possa, in un momento di gioia, cercare di fare arrivare un pensiero di gioia e di gratitudine verso un’altra donna che in quel momento le ha sollevato l’umore?
    È così disdicevole mostrare la gioia? Non mi aspettavo nulla da Galatea, neanche una risposta. Figuriamoci una telefonata mistica!
    Abituati alle donne che sanno riconoscere il valore di altre donne!
    Tra voi maschi non è in uso. Peccato… mortale 😉

    Mi piace

  5. “Perché ti colpisce così tanto che una donna (…) verso un’altra donna”
    “Abituati alle donne che sanno riconoscere il valore di altre donne!”
    “Tra voi maschi non è in uso”

    Gentile Ornella, ha per caso avuto di recente qualche impegnativa, aspra discussione sul rapporto uomo/donna, sulla parità dei sessi o su qualcosa di analogo? Glielo chiedo perché la vedo ancora un po’ su di giri.
    L’espressione colma di fervore «Galatea (…) Sei.. Sei…sei… Sei tutto.» l’avrei notata anche se fosse stata rivolta da una donna a un uomo o da un uomo a un altro uomo o da un uomo a una donna.
    Non capisco perché farne una questione di genere.

    “Non mi aspettavo nulla da Galatea, neanche una risposta. Figuriamoci una telefonata mistica!”
    Ah, davvero?

    Mi piace

  6. Ops… Le ho dato del “tu”. La ringrazio vivamente per l’attenzione e la considerazione verso le mie banali parole, ma Le assicuro che non merito assolutamente la Sua attenzione.
    Faccia buoni sogni.

    Mi piace

  7. Non la prenda a male: il mio è un lei ludico, mica un modo per esprimere distacco.
    Buonanotte altrettanto a lei, dunque, e sia serena, Ornella: essere donna non è poi così grave.

    Mi piace

  8. Per la verità, io penso che essere donna non sia affatto grave. Tuttavia, ho avuto l’impressione che Ornella non fosse esattamente di questo avviso e ho cercato di spronarla a fare un piccolo passo nella direzione giusta. Si sa che per uscire da certi stati mentali ci vuole gradualità.

    Mi piace

  9. Noi italiani siamo flessibili
    Ci incacchiamo per 12 persone assassinate per delle vignette e siamo stati per la maggior parte zitti quando gli israeliani hanno massacrato 2200 civili
    Indignazione a comando, verrebbe da dire..

    Mi piace

I commenti sono chiusi.