La besciamella e la filosofia

Ci sono i giorni in cui decidi di fare il pasticcio per pranzo, e quindi devi preparare la besciamella. E quelli in cui, anche se l’hai fatta milioni di volte, ti riesce con i grumi.

Ci sono molti modi di affrontare un incidente del genere, e sono indicativi del carattere di una persona.

Io, per esempio, ho un approccio scientifico-empirico-razionalista: lo tratto come un esperimento mal riuscito. Per cui quando si aggruma, valuto cosa ho variato rispetto alle volte in cui i grumi non li ha fatti. Quindi penso se la temperatura del burro era diversa, o ho versato il latte troppo freddo, o l’umido ha influenzato il comportamento della farina. E’ una reazione chimica, la besciamella, e se si parte da questo punto di vista, i grumi devono essere razionalmente spiegabili perché i risultati variano solo se cambiamo le condizioni di partenza o qualcosa nell’esecuzione.

C’è chi ha un approccio religioso-mistico, vale a dire che comincia a tirare accidenti contro il destino o gli dei che hanno complottato contro di lui, e la besciamella non è venuta per quello. Si tirano in ballo i concetti di Fato e di invidia degli dei, oppure un misterioso disegno intelligente per cui la besciamella oggi non doveva riuscire, e forse tu non lo sai, ma Dio sa il perché, ed è comunque meglio così.

C’è chi ha un approccio da comunista vecchio stampo, per cui se la besciamella non riesce deve essere un complotto dei capitalisti e del mercato, che non fa più le farine ed il latte di una volta, o ha così massacrato le radici culturali del proletariato per cui si è persa la coscienza di come seguire bene le ricette di nonna, e la besciamella non viene più.

C’è chi è ambientalista, ed ecologista, e quindi la besciamella non si deve proprio provare a fare, perché le mucche soffrono per darci il latte ed il burro, e la farina poi, come si fa a capire la sofferenza del grano schiacciato?

C’è chi ha un approccio filosofico, per cui la besciamella è venuta male, ma non è neppure certo che esista, in fondo.

C’è chi è neoliberista convinto, per cui se la besciamella non è venuta è perché non sei abbastanza bravo e meritevole, e quindi la giusta punizione è che ti venga un pasticcio da schifo, così la prossima volta lo compri da chi lo sa fare bene, e l’economia gira, eh.

Comunque io la besciamella con i grumi l’ho assaggiata, e nonostante in grumi non è male. Quindi empiricamente me ne farò una ragione, e la userò lo stesso per il pasticcio. Buon appetito, eh.

8 pensieri su “La besciamella e la filosofia

  1. E tutto ciò è quasi una parabola zen: perché il saggio (la saggia, in questo caso) deplora di non avere fatto la migliore delle besciamelle possibili. E poi usa quel che ha, e non per questo lo sformato riesce male 🙂
    (Buon appetito)

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