Il gesto politico di pagare quanto dovuto a chi lavora

Davide Faraone, che se non lo sapete è sottosegretario e si occupa di Istruzione, ha mandato nei giorni scorsi un comunicato stampa trionfale per annunciare una sua vittoria: è riuscito a far aggiungere al bilancio 64 milioni di euro per pagare le supplenze già effettuate dai docenti precari.

Il corsivo è mio. Chiarisco, se non fosse già abbastanza comprensibile. I 64 milioni servono a pagare gli stipendi di quei docenti precari che sono già andati nelle scuole a fare delle ore di supplenza.

Il sottosegretario Faraone gongola per questa cosa: “Si tratta – afferma Faraone – di un gesto politico di grande rilevanza. È un chiaro segnale che questo governo sta investendo molto nella scuola e non intende penalizzare chi, come i docenti e il personale ausiliario tecnico e amministrativo, lavora ogni giorno per il funzionamento dei nostri istituti”.

Cioè spiegatemi, perché non riesco a capire bene: lo straordinario segnale che il Governo Renzi ha intenzione di “investire nella scuola” è comprovato dal fatto che ha stanziato dei soldi per pagare gente che ha regolarmente lavorato e che quindi ha regolarmente diritto che gli sia versato il corrispettivo in denaro per una prestazione. Non gli sta facendo una carità. Sta semplicemente pagando un debito, per altro con molti mesi di ritardo.

Quando uno va al supermercato e paga il conto alla cassa per quanto compra, fa forse uno straordinario gesto politico di grande rilevanza? Quando si rivolge ad un avvocato, o a un commercialista, e questo gli presenta la parcella, saldare quanto dovuto è uno straordinario gesto politico di grande rilevanza? Quando uno assume un operaio nella sua azienda, pagargli regolarmente lo stipendio è un gesto politico di grande rilevanza? E quando in imprenditore porta a termine una commessa, se il cliente lo paga fa un gesto politico di grande rilevanza?
A questo punto, pare di capire, sì. Evidentemente viviamo in un paese dove pagare quanto dovuto a chi ha lavorato per te non è un obbligo, ma una gentile concessione, e anche una eccezione, tanto da dover essere segnalata con apposito comunicato stampa.

Proporrei a questo punto di sospendere per alcuni anni l’erogazione a Faraone di qualsiasi compenso per il lavoro che svolge. Poi, quando pare a noi, i soldi glieli diamo, per carità. Quando vorremo fare un gesto politico di grande rilevanza.

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11 pensieri su “Il gesto politico di pagare quanto dovuto a chi lavora

  1. La cosa più tragica è che Faraone (e molti altri) è indagato per peculato per uso illecito di fondi destinati al partito che invece sono stati sperperati per acquisto di gioielli, scarpe borse ecc.. In totale si parla di 10 milioni di euro. Ma alla fine di cosa ci lamentiamo? Faraone e il suo capo sono il frutto di una scelta, una scelta fatta da quel 40 % di italiani che del futuro (e presente) di questo paese non gliene frega proprio un bel niente.

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  2. Con un minimo di informazione in più, ci si sarebbe accorti che “il gesto politico” è (tralascio il tecnicismo su come funzionano i bilanci della P.A.) l’aver ottenuto di finanziare subito quei compensi che normalmente avrebbero atteso fino a riapertura dei bilanci, quindi Febbraio/Marzo (l’anno scorso, se ben ricordo, in alcuni casi fino a Luglio 😦 ).

    Che non sarà granché, ma è comunque più di quanto si sia fatto negli anni passati.
    Per amor di verità, eh, poi che giocare a “sputtana il renziano” sia più divertente non discuto.

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  3. Egregio “latanadibrontolo” se qualcuno qui avesse voluto veramente sputtanare il renziano, avrebbe sicuramente fatto riferimento agli incontri tra Faraone e i boss di quartiere successivamente condannati per mafia. Gli incontri risalgono alle elezioni in Sicilia del 2008, esistono interviste scoinvolgenti in cui Faraone dichiara: “Si è vero ho incontrato questi boss, ma non sapevo chi erano e non avrei potuto sapere che poi sarebbero stati condannati per mafia”.

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  4. 😀 oh ecco, queste cose bisogna dirle, e dirle così è un buon modo.
    Credo che seppellirli con una risata sia la nostra migliore opzione.

    (“sputtana il renziano”? Ma non se lo fanno ampiamente già da soli?!
    Scusa latana, ma lasciaci almeno il diritto di ridere di questi……….. riempi pure tu i puntini. Ogni lettore che passi di qui è libero di metterci quel che crede in quei puntini, però. Al massimo ricordandosi che il Buddha sembra aver detto “mandare insulti e maledizioni è come ingoiare un bicchiere di veleno sperando che il malcapitato muoia” 😀 )

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  5. Ahimé, sono parecchi anni che pagare il precario, anche se di fatto dovrebbe essere un atto dovuto e non un gesto politico di grande rilevanza, viene fatto in ritardo e con tecniche contabili talvolta creative. Per “parecchi anni” intendo almeno venti.
    A tal proposito vorrei ricordare la felice parentesi che ha rappresentato a tal proposito il ministero Moratti. Non è stato un gran periodo per la scuola, davvero no; ma, non so come, in quegli anni gli annuali venivano pagati di mese in mese regolarmente, come se fossero normali lavoratori e non miserabili mendicanti all’uscio della chiesa. Purtroppo è vero che possiamo già rallegrarci che quest’anno il problema sia stato affrontato un po’ prima.
    Faraone però mi sembra che abbia un certo talento per le frasi disgraziate: bastava dire che era da parte del governo “un gesto di responsabilità” ed evitare di straparlare su quanto il governo in questione vuol fare per la scuola, – che qua non si è visto ancora uno spicciolo – e non ci sarebbe stato (quasi) niente da ridire, stante che le storture ormai sono tali e tante che non si può ragionevolmente sperare di rimediarle tutte in cinque giorni, e nemmeno in un anno.

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  6. in effetti i soldi sono arrivati un po’ prima del previsto, meno male, visto il rischio serio negli anni a venire di non pagare nessuno, compresi i non precari

    come piccolo imprenditore so quanto è duro aspettare dalla pubblica amministrazione i pagamenti, per cui anche se son soldi che ti devono, quando arrivano, seppure con ritardo biblico, hai la sensazione dello scampato pericolo

    ne vedremo delle belle, speriamo di non trovarci a rimpiangere renzi, con tutti i suoi difetti

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  7. Lo vogliamo dire? Lo dico: in quasi tutti i paesi europei si è fatta una legge per cui la pubblica amministrazione deve saldare i suoi debiti entro 30-60 giorni. Questo perché in Europa, la maledetta Europa, pagare in ritardo da parte del pubblico è considerato sintomo di un paese arretrato economicamente. Chi glielo spiega a Faraone, che ci sono paesi più poveri del nostro che pagano a 30-60 giorni? Chiaramente la PA italiana è quella che paga più in ritardo in tutta Europa, poco distante c’è solo la Grecia.

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  8. Certo che i renzisti si arrabbiano quando si fa notare come le mirabolanti dichiarazioni servano a nascondere cose assolutamente banali e che sarebbero un atto dovuto. Come pagare chi lavora rapidamente. Sono perfettamente in sintonia con quanto dice Murasaki.

    Direi che hanno imparato la lezione dagli agenti di Publitalia ’80….

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