I neo papà discriminati da Renzi

Ho un problema tecnico con il bonus di Renzi promesso alle neo mamme. Che non sta nel fatto che è l’ennesima promessa, e nemmeno che 80 euro al mese per un bebè sono una goccia nel mare.
È che non capisco perché il bonus lo ha promesso solo alle neo mamme.
Mi risultava che i figli si facessero in due, e quindi per ogni neo mamma ci sarà un neo papà. Che però non viene ritenuto responsabile del figlio, oppure non viene ritenuto abbastanza responsabile per dargli 80 euro per il figlio. Hai visto mai che se li vada a giocare alle corse, o li spenda per comprare le sigarette. Mentre la mamma no, la mamma è sempre le mamma: è santa, è brava, e poi il figlio è suo, il padre è uno spermatozoo che si è montato la testa.
Non avrei mai creduto di dovermi incazzare con Renzi per una faccenda ci così smaccata discriminazione. Nei confronti dei poveri uomini e papà, poi.

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23 pensieri su “I neo papà discriminati da Renzi

  1. Un papà non viene licenziato o perde il lavoro o si deve fare a casa dai 6 ai 12 mesi perchè incinta o perchè allatta. In un mondo del lavoro declinato al maschile la proposta di Renzi è un piccolo aiuto economico. Ed è vero i figli si fanno in due, ma chi li cresce (e tutte le rotture d palle annesse e connesse) è soprattutto la mamma, almeno dal punto di vista pratico, non tanto affettivo.

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  2. No, Laura, trovo l’impostazione della cosa inammissibile: o si dà ad entrambi i genitori (eventualmente alla sola madre se risulta single o non ha rivelato il nome del padre) o non ha senso e per di piu perpetua lo stereotipo che il figlio è della madre e il padre puo anche fregarsene.

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  3. Dare 80 euro al padre? E per cosa? Per una non meglio identificabile parità di diritti?
    Quella “parità di diritti” che uno zilione di padri non vede nemmeno col binocolo se la coppia si separa? Sono ben altri i diritti che sono negati a un padre…

    Nota a margine: 80 euro al mese non sono affatto una goccia, come si sostiene qui… con quei soldi, a Milano, ci paghi due abbonamenti mensili ai mezzi pubblici, di più se parliamo di studenti. Così, tanto per dire.

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  4. *Sembra* una polemica forzata proprio perché essere papà o mamma non è la stessa cosa né per la legge né per la società. Al di là delle necessità biologiche (gestazione, parto, allattamento) che richiedono tempi di sospensione dal lavoro diversi, tutto il resto non ha ragione di essere diverso fra i genitori. Anche la sospensione del lavoro potrebbe essere obbligatoria per gli uomini, magari dopo il primo anno di età e/o nelle fasi finali della gestazione. Si eliminerebbero così molte discriminazioni sul lavoro.

    Se gli 80 euro sono per la nascita del figlio, i figli si fanno in due.

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  5. Mah, io non direi che stavolta ti sei “dovuta incazzare” con Renzi per una questione di discriminazione: tu con Renzi ci sei felicemente incazzata da quando esiste e, si direbbe, per la sua stessa esistenza. E’ proprio una questione di pelle, e si vede.

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  6. A parte che Renzi ti da ai nervi per partito preso se avessi ascolatato le sue parole ha detto letteralmente madre o padre chi dei due ne fa domanda. Mi sembra che l’importante è che entrino in casa

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  7. Sono molto d’accordo con quanto scrivi. Premesso che a me Renzi (scusami!) piace, perché ha scosso la sinistra dalla sindrome dell’elefante e perché parla di ottimismo e investimenti senza per lanciarsi in battute da osteria e barzellette sui froci anzi si spera che farà finalmente andare avanti il progetto sulle coppie di fatto – vedo bene l’opportunismo di rivolgersi a un elettorato immaturo e profondamente sessista, come dimostrano parte dei commenti qui sopra.

    Evidentemente per la maggior parte delle persone in Italia i figli appartengono alle madri, con onori e oneri.
    Mi dispiace notare che più di qualche volta sono proprio le donne a difendere con le unghie una specie di privilegio nel curare i figli come se fosse l’unico territorio in cui la donna può dirsi “regina”, notavo in una discussione via FB proprio una signora che si lamentava dei matrimoni gay come l’anticamera della eliminazione delle donne dall’unica opportunità di sentirsi speciali e considerate.
    Però, troppi padri non si accorgono di quanto perdono delegando alla moglie la cura dei figli e trasformandosi di fatto in bancomat ambulanti. Tranne quando appunto la coppia si separa, perché allora devono rivendicare la patria potestà, o spariscono oppure cercano di rosicchiare alla moglie del tempo – dando la sgradevole impressione di fare tutto come se fosse un dispetto alla moglie, piuttosto che un favore ai figli.

    Detto questo, a mio modesto parere 80€/mese non sono affatto una goccia nel mare ed era ora che se ne discutesse dopo ANNI in cui non è mai stato previsto nessun contributo per chi fa figli. Altri paesi europei prevedono degli assegni famigliari che si aggirano intorno ai 100€, per cui sempre lì siamo. L’importante è che non siano una tantum come il famoso bonus-bebè berlusconiano, e soprattutto che non siano a tempo, come il famoso bonus-bebè berlusconiano che poi le famiglie sono state chiamate a restituire !!!

    Poi si arriverà anche a rendersi conto che le giovani donne di oggi non potranno contare su una generazione di genitori pensionati-baby che possono fare i nonni a tempo pieno. E finalmente si inizierà anche da noi a finanziare gli asili nido.

    Scusami la lunghezza, si sarà capito che il tema mi accalora.

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  8. L’ideale sarebbe… non fare figli. Non mi date della ridicola per favore: molti hanno detto che la natura funziona male, ma finché è Leopardi a farlo va tutto bene: un po’ perché era storpio (così dicono le malelingue della vulgata) e quindi non lo si contraddice per pietà, un pò perché è uno di quei morti tanto rinomati, che sembra quasi un insulto all’umana cultura contraddirli. Infine, al giorno d’oggi suona anche un tipo a posto: anticlericale al punto giusto, abbastanza morto da non offendere nessuno e per giunta melanconico e vagamente emo. Detto questo, probabilmente, dirsi leopardiani fa figo. Ma chissà se le implicazioni profonde del suo pensiero suonerebbero altrettanto fighe? ebbene, lui mi darebbe ragione: smettiamola… di … fare… figli. Sembra forse una cattiva idea… individualista, tristemente egoistica e vile. Se fossi su un palco non mi verrebbe difficile immaginare di ricevere una cascata di pomodori addosso da un momento all’altro. Però è davvero così: avere bambini non ha senso. La vita è tanto breve, Paolino, disse una volta un avvocato chiacchierone e antipatico. E sopratutto, aggiungo io: è UNA.. una sola, almeno per quanto ne sappiamo… o qualcuno di voi crede al paradiso? Ebbene sperare è sempre un brutto errore, figuriamoci credere in una speranza… E poi non siamo mica gatti: loro hanno altre otto vite per reinventarsi, noi no. Detto questo è importante leggere, istruirsi e poter condurre una vita il più possibile ricca, schivando i sacrifici e il dolore. Partorire… a che pro? Per una donna non è salutare: rischia di morirci di parto, e chissà cos’altro. In termini pratici un figlio significa per noi: un anno orrendo di sofferenze garantito, tant’è che non capisco come ci sia tanta gente al mondo. E quanto alla filosofia: alla natura importa poco che fine fa la salute della madre… l’importante è riprodursi e generare nuova carne da macello, da far rientrare nel ciclo orrendo e inutile di generazione e morte. E che dire della vita quotidiana e lavorativa? la donna madre non è tutelata nel lavoro e, a quanto sento, nemmeno il padre. I soldi non bastano per noi stessi figurarsi per una creaturina a cui per amore si vorranno destinare i maggiori comfort! Detto questo, davvero, proprio non conviene, è un pessimo investimento, da cui ricavi solo sacrifici. In Italia dopo che le donne hanno ricevuto il graditissimo onere del lavoro (per fortuna!), sono tenute ad essere mogli, mamme e lavoratrici. Questo significa tripla fatica: perché, ahimé!, Per quanto si voglia riconoscere la parità, la verità è una sola: tendenzialmente le mamme stirano, cucinano, rifanno i letti, accudiscono i figli e lavorano. I padri lavorano e al massimo fanno la spesa. Questo innegabilmente accade in Italia in molte famiglie e la colpa è naturalmente delle donne stesse che lo accettano. Forse fare figli fuori dall’Italia, in posti come la Germania, la Svezia, la Finlandia, la Svizzera conviene un po’ di più: maggiori diritti per le mamme e per i papà, migliore distribuzione del lavoro. Ma ripeto: evitiamo di complicarci ancor di più la vita con i figli e scorre tutto meglio. Certo, poi, non suona nemmeno piacevole scoprire a cinquant’anni di avere dovuto per anni seguire il rito inutile delle mestruazioni, con umore sottoterra e sgradevoli perdite nei Paesi Bassi, ma che vuoi farci? ogni scelta ai suoi pro e contro. 😦

    ps. Galatea, scrivi divinamente!

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  9. @ Blue
    premesso che per me una donna che decide di non fare figli ha il mio sincero e profondo rispetto, hai scritto un commento che mi sembra davvero molto triste, se non proprio depresso. Fare figli ha senso? No. Non ne ha di più di quanto uno possa avere voglia di fare l’amore, semplicemente è una cosa che desideri. Certo le due cose sono sganciate e oggi si può desiderare di far l’amore senza fare figli, ma si può anche desiderare di avere un figlio – a prescindere dal far l’amore. Leopardi incolpava la natura matrigna, i buddisti incolpano i desideri umani, ma una vita completamente priva di desiderio mi sembra un mondo senza musica. Se non l’hai già visto, un bel film che dipinge un mondo dove non nascono bambini è “Children of Men”.

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  10. Per mia esperienza, e rispondendo a tutti coloro che rivendicano una persistente differenza tra ciò che fa la madre e ciò che fa il papà dopo la nascita di un figlio, mi viene da dire: dovete vivere in un mondo felice. Nel mio mondo, i genitori sono costretti a correre e correre e nessuno dei due può permettersi di fare poco o di meno. Io, per parte mia, ho goduto dell’astensione per allattamento e poi del congedo parentale perché mia moglie aveva molto lavoro. Poi, quando, negli ultimi anni, i suoi impegni sono calati, io ho ripreso a lavorare di più. A tutti i papà che collaborano poco, invece, non saprei cosa dire: alla sera, sfinito, quando i 2 sono a letto, io mi sento felice come un muratore che ha tirato su il suo muro a piombo. Per finire, credo che nel commento di Blue ci fosse del sarcasmo e una certa disillusione; così non fosse, mi spiacerebbe per lei. Saluti.

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  11. Io penso che 80€ intanto sono una cosa buona…. dopo secoli di fare niente e discutere soltanto senza prendere decisioni…beh, mi pare interessante.
    Penso inoltre che la diatriba su chi darli sia inutile, perchè in un modo o in un altro sono soldi che devi spendere per tuo figlio e non per te; poco importa chi li riceva.
    Infine, nel pieno rispetto delle pari opportunità, trovo ridicolo coloro che pensano che il ruolo della donna come genitore sia preferenziale rispetto a quello dell’uomo, o viceversa. Sicuramente è diverso: mica si vede in giro un padre allattare al seno o partorire. Però penso che entrambi sono necessari alla crescita del bambino, entrambi possono (se vogliono) contribuire in maniera notevole, entrambi hanno pari diritti e doveri, non solo affettivi ed economici.
    La legge semmai dovrebbe garantire più diritti ai padri separati, non maltrattandoli economicamente ed affettivamente.

    PS: io sono un padre di due bimbe (si, in casa mia le donne abbondano), ma lavo tanquillamente i piatti, do le poppate e cambio i pannolini, preparo la cena e imbocco, cose che fa anche mia moglie. Svolgiamo i compiti domestici entambi con naturalezza. L’idea di sentirmi solo un bancomat o un autista mi rattrista; mi piace essere considerato essenziale e importante.

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  12. Non sono d’accordo con questa misura populista, paternalista e autoritaria. Se una donna si vuole fare fecondare non sarò certo io a dire di no, ma perché poi deve essere premiata con del denaro preso ad altre persone che magari preferivano destinare ad altro scopo? Ora anche chi è contrario alla proliferazione, non sappiamo perché, si trova costretto a finanziare la proliferazione. Supponiamo che io sia seguace di una religione che promuove l’autoestinzione della specie homo sapiens attraverso la non proliferazione, non sarebbe grottesco che mi si prenda del denaro per finanziare donne gravide?
    Riguardo alla questione del neo-papà, in effetti potrebbe essere scappato in località tropicale, quindi nel dubbio capisco che ci si limiti a finanziare le neo-mamme e se poi il padre è rimasto nei paraggi potranno sempre dividersi il malloppo per comprare delle gallette e della gazzosa da consumare tutti insieme allegramente, alla facciazza del religioso no proliferation a cui hanno estorto il denaro.

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  13. @procellaria

    ragioni con chiarezza, e con chiarezza ti esprimi, un plauso, ma non sono d’accordo sul ragionamento

    non so quanti anni hai ma il tuo ragionamento è carente in prospettiva; quando sarai vecchio (o vecchia, non so) sarà necessario che vi siano dei giovani che lavorano e pagano i contributi per la tua pensione, per cui è assolutamente necessario un certo equilibrio demografico che, allo stato delle cose, non c’è

    inoltre, la misura redistributiva, per quanto modesta, aiuta anche il moribondo mercato interno, fondamentale perchè si crei il reddito complessivo e il gettito fiscale per far sopravvivere il walfare state

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  14. @diegod56

    in effetti io sono contrario all’esistenza di un sistema pensionistico gestito dallo Stato. Lo Stato mi costringe a privarmi ora di una parte delle mie ricchezze promettendomi che me li terrà da parte per quando sarò vecchio, forse non credendo che io sia abbastanza lungimirante da pensare al mio futuro. Come è gentile e premuroso, mi tratta come un delicato pargolo, crede che consumerò tutto in caramelle e videogiochi e quindi si preoccupa per me. O forse sta mettendo in atto un sistema Ponzi legalizzato?

    Sono anche contrario a ogni redistribuzione forzata delle ricchezze, sia perché è una violenza (secondo logica se prendi ricchezze a chi non te le vuole dare spontaneamente si tratta di furto) sia perché non raggiunge gli scopi che si prefissa, in quanto disincentiva la produzione di nuova ricchezza. Mi sembra illusorio credere che la redistribuzione delle ricchezze possa giovare al mercato interno, perché se A aveva 80 euro e li prendo per darli a B, quello che può spendere ora B non lo può più spendere A. Nella migliore delle ipotesi è un gioco a somma zero. In realtà però sto facendo dei danni prendendo ad A, perché lo sto spingendo a occultare le sue ricchezze in modo che sfuggano al meccanismo di redistribuzione, ricchezze che più difficilmente entreranno nel mercato, e sto facendo credere a B che non dovrà spingere al massimo le sue competenze e il suo impegno per produrre nuove ricchezze, perché crederà (si illuderà?) di poter sempre contare sul conforto del padre padrone Stato (che invece ovviamente pensa per sé).
    Capisco che la redistribuzione delle ricchezze possa apparire in qualche modo “giusta”, ma questa visione è conseguenza di un approccio medioevale all’economia. In un’economia statica, dove la ricchezza totale è costante, chi ha molte ricchezze è perché in un modo o nell’altro sta privando di ricchezze gli altri, quindi può sembrare giusto che questo rinunci a una parte da donarne agli altri.
    Questo approccio è lo stesso che ha ispirato la morale pauperista che c’è nel Vangelo e che motiva il grande astio, veramente rabbioso, che c’è in Italia nei confronti di chi è ricco.
    Solo che noi non viviamo in un mondo in cui la ricchezza è costante, non esiste nessun principio di conservazione della ricchezza e anzi le ricchezze si possono creare e distruggere a velocità clamorose, questo dovrebbe ormai essere evidente a tutti da quando è in corso la rivoluzione scientifica.

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  15. grazie per la considerazione; qui siamo ospiti, ne riscriveremo altrove, se capitasse, anche se non è il mio argomento preferito

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