Alcune idee favolose per la #buonascuola di Renzi

Inglese: per ridurre le spese ed ottenere che i ragazzi dell’era Renzi possano finalmente imparare l’inglese che serve davvero, saranno abolite grammatica ed esercizi. L’ora di inglese si limiterà a coretti che gridano “Cool” ad ogni uscita del Premier Renzi, mentre lo stesso Premier commenterà alzando il pollice come Fonzie e dicendo “Oh yeahhh!”

Alternanza scuola-lavoro: la novità della riforma Renzi consiste nel fatto che le precedenti riforme la prevedevano per gli alunni, la riforma Renzi invece per i docenti: i docenti infatti la mattina staranno a scuola, in classe, e al pomeriggio lavoreranno sempre a scuola, a fare qualsiasi altra cosa, nella speranza di riuscire a conquistare la simpatia del Preside e potersi guadagnare così i sospirati 60 euro di aumento dopo tre anni. Durante la notte potranno invece lavorare a casa per preparare le lezioni del giorno successivo. Così il cerchio si chiuderà e l’alternanza scuola-lavoro sarà perfetta.

Licei: saranno ridotti a quattro anni. Anzi, anche a tre. Ma guardando meglio, di sicuro, con l’apporto degli esperti, si riuscirà a ridurli a due. Anche ad uno, volendo. E’ solo questione di organizzarsi un po’. Entrati a regime, i nuovi licei potrebbero addirittura prevedere un giorno solo di scuola: quello in cui ti consegnano l’attestato che hai frequentato il liceo e poi ti spediscono fuori a cercarti un’occupazione.

Precari: verranno assunti tutti e 150mila. Messi a consegnare il diploma alla fine dell’unico giorno di liceo ormai superstite e poi prontamente licenziati come personale in esubero.

Internet: data l’assenza o la scarsità di collegamenti wifi nelle scuole, la rete scolastica sarà creata sfruttando il genio italico che ci contraddistingue: fra un’aula e l’altra ci saranno bicchierini di carta collegati con lo spago da pacchi, attraverso i quali si potrà comunicare a fare lezioni persino senza Skype o altre diavolerie tecnologiche. Per il tablet, in omaggio alla grande tradizione autoctona degli antichi romani, si provvederà a dotare le classi di tavolette di cera. Che per altro sono pure riutilizzabili ed ecologiche, il che potrà conquistare le simpatie di Verdi e Grillini.

Materie inutili: nell’ottica del risparmio e dell’ottimizzazione delle risorse dovranno essere abolite tutte le materie inutili: Greco, Latino e Storia dell’Arte (siamo un paese dove non si rischia mai di incontrare un resto antico o un ‘opera d’arte); Geometria e Matematica (andiamo, suvvia, voi conoscete davvero qualcuno che campa calcolando l’area di un triangolo o con i logaritmi?); Geografia (ci sono i navigatori satellitari, eccheccaspita!); Storia (Chi era Napoleone? conoscete qualcuno che si sia mai posto davvero questa domanda?); Italiano (Ebbasta con questa cultura umanistica!).

Scuole aperte: le scuole saranno aperte fino alle 22, il sabato e la domenica e anche nei mesi di luglio ed agosto. Vi si potranno depositare i figli e andarli a riprendere quando si vuole. Dato che però non ci sarà personale a sufficienza per coprire la sorveglianza, né saranno garantiti, per motivi di tagli al budget, nè il riscaldamento d’inverno né l’aria condizionata d’estate, né tantomeno il servizio mensa, il genitore dovrà fare la massima attenzione nel recuperare il pargolo, verificando che si tratti proprio di quello suo, e lo dovrà lasciare a scuola con un kit di sopravvivenza, comprendente acqua, cibo, medicine, abiti di ricambio e carta igienica. Eventuali armi saranno da considerarsi facoltative e a carico della famiglia d’origine. Queste condizioni garantiranno una scuola di sopravvivenza gratuita e tempreranno una nuova generazione di italiani non bamboccioni, per giunta velocissimi nello scappare all’estero non appena gliene verrà data la possibilità.

7 pensieri su “Alcune idee favolose per la #buonascuola di Renzi

  1. nell’estate del 1968 o giù di lì facevo l’esame di terza media; siccome c’era uno sciopero a oltranza, ci fecero fare a metà luglio solo il tema d’italiano, e niente matematica e latino, e gli orali in fretta e furia; i problemi erano due: non invalidare l’anno e il periodo delle vacanze al mare incombente; da allora non c’è anno in cui io non abbia sentito dire che la scuola era da riformare e che era allo sfacelo, per cui io sono convinto che la scuola sia in realtà indistruttibile ma sia come il saccone nelle paletre dei pugili: un po’ di pugni, un po’ di sudore, poi tutti a far la doccia allegri, tanto non cambia niente, anzi, per fortuna che non cambia niente; dopo 46 anni che sento alti lai provenire dal mondo della scuola, non ci faccio più caso, perchè soltanto il silenzio mi farebbe paura, segno di qualche improvvisa e sciagurata epidemia tipo ebola; non se ne puo’ più

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  2. In effetti la sostanza è questa: tra la visione della scuola di Renzi, che si riassume nell’insignificante #labuonascuola, e quella dei suoi predecessori non vi è alcuna differenza sostanziale.

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  3. Mi piacerebbe poter dire a Renzi che la buona scuola è innanzitutto la scuola ben pulita , arieggiata, illuminata e fresca, anche nelle giornate assolate di maggio giugno. Ma penso che sia come chiedere la luna.

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  4. Perché Amavita lo definisci patetico? Possibile che non si capisca che dietro i lustrini di questa riforma dal bel sito internet colorato, dai democratici forum, dalle superimmissioni (500 milioni saranno tolti proprio alla scuola per essere dirottati nelle assunzioni) c’è il colpo di grazia che nemmeno l’agghiacciante Gelmini aveva osato infliggere?

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