La nebbia la domenica mattina

La nebbia arriva così: zac zac zac e avvolge tutto. Come una gigantesca carta da pacchi, come un Christo velocissimo ed all’ennesima potenza, imballa ogni cosa: alberi, case, il paesaggio in blocco.

C’è sempre lo stupore della prima nebbia. Puoi esserci abituata quanto vuoi, ma ti sorprende. Quell’essere circondata da cose che non riconosci più e non senti più tue perché diverse ed indefinite. Il senso di spiazzamento che dà perdere i contorni ed i confini.

Non so se mi piace la nebbia, non l’ho mai capito. Mi affascina quel suo sfilacciarsi come lo zucchero filato, appiccicarsi alle cose e deformarle, renderle sfumate; il suo costringerti ad esercitare la memoria e la fantasia per ricostruire la mappa delle tue abitudini, fatta di strade note e di angoli conosciuti. Mi piace il suo pervadere tutto, per cui il dentro e il fuori si confondono nell’umidore ghiaccio di un’acqua che non è acqua, è vapore. Mi piacciono le gocce che fanno le equilibriste sulle ragnatele, sospese nel nulla.

Chi come me ama i contorni certi, si fa sempre sorprendere ed affascinare da ciò che certo non è, da ciò che non è conforme, da ciò che è imprevisto. Dalla nebbia, che è questo mare di possibilità, sospeso nel nulla, e spesso, come le possibilità, svanisce, subito subito, nel niente.

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9 pensieri su “La nebbia la domenica mattina

  1. Qui a Roma la vediamo talmente poco che diventa una curiosità, ma credo che a viverci non dev’essere così bella. Quella che è molto bella invece è la tua metafora!

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  2. Da chi ha vuto giornate in cui davvero non aveva idea di che direzione prendere e si è ritrovato in una densa nebbia, metaforica e no, quasi quotidiana, ti dico che no, non amo affatto la nebbia, il trovarmici in mezzo, mi opprime anche il paessagio, forse sopravvivo a quello dall’alto, dove tutto spunta da questo latte denso come risposte.
    Credo di essere, come te, un’ amante dei contorni netti.

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  3. Abito dove la nanna si fa largo raramente, e comunque non è mai troppo fitta. La prima volta che la vidi in tutta la sua forza, a Vicenza, ne rimasi veramente impressionato. C’era la veranda dell’Hotel, e oltre solo bianco. Un fitto muro di fumo inodore e bianco!

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  4. sono emozionata, confusa, entusiasta ….
    che splendida donna sei!
    tutta la mia più sincera stima e ammirazione … e un abbraccio, grande.

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