Renzi e il gioco delle tre carte

Non essendo una grande esperta di economia, può darsi che mi sfuggano le sottili implicazioni delle meravigliose proposte renziane, che dovrebbero rivoltare il paese come un calzino.

Per esempio, a noi insegnanti promette di premiarci per i nostri “meriti”, che però non è chiaro in cosa consistano secondo lui. A leggere le proposte di riforma della scuola, ci si accorge infatti che si chiede ai docenti di prendere in pratica per tre anni una serie di incarichi extra che con l’insegnamento in classe di per sé non c’entrano nulla, ma risolvono semmai una serie di grane burocratiche all’interno della scuola, tipo organizzare gli orari dei consigli di classe, i collegi docenti, fare i vicepresidi, supplire gli assenti e altre amenità. Poi, alla fine dei tre anni, dopo esserti ammazzato di lavoro in più gratis e aver per questo sacrificato forzosamente il tempo che avresti potuto dedicare a correggere i compiti dei tuoi alunni e preparare lezioni, se stai simpatico al tuo Dirigente, può essere che ti meriti i famosi 60 euro di aumento, che comunque saranno meno di quello che ti sarebbe comunque spettato prima.

Stessa cosa per questa faccenda del TFR. Sarebbero già soldi tuoi, da ritirare quanto vai in pensione. Invece te li mettono in busta paga, sperando che così tu abbia l’impressione di essere più ricco e ricominci a spendere. Il problema è che non sei più ricco, e quei soldi che spendi ora ti verranno a mancare quando andrai in pensione, e sarà un dramma, visto che le pensioni con il contributivo saranno già miserelle di per sé.

Ora, lo ammetto, io, come ho confessato, non sono molto ferrata in economia. Ma a me sta roba più che un progetto economico serio di rilancio del Paese sembra il gioco delle tre carte al baracchino della fiera di paese. Ci manca solo l’annuncio a gran voce:  «Venghino, signori, venghino, più gente entra, più bestie si vedono!» Ma probabilmente Renzi lo farà. In inglese, ovviamente.

Advertisements

6 pensieri su “Renzi e il gioco delle tre carte

  1. Il gioco delle tre carte, non sul tavolo della scuola soltanto o del TFR, che già sono due tavoli e diversi, ma siccome non c’è due senza tre, ecco pure il tavolo delle tasse (vere e proprie patrimoniali) sulla casa.

    Mi piace

  2. Leggere le proposte di renzi in economia mi sembra essere ritornato a quelle di Tremonti con la finanza creativa, dove il banco vince sempre e i gonzi, ovvero gli italiani, perdono regolarmente.

    Mi piace

  3. Io lavoro in altro ambito, ma ti dirò che di gente che fa il lavoro extra, anche quando legittimo, mi fa tanta pena: se ne ha davvero bisogno perché ne ha bisogno (ma almeno è rispettabile) se non ne ha bisogno peggio ancora, perché è malato.
    Diverso invece il discorso del TFR per il quale ti percepisco molto disincantata : non so se sia già passata la proposta o se sia soltanto probabile che passi, ma non la trovo disdicevole: in fondo quando ero precario, nei casi in cui avevo lavorato più di un anno in uno stesso ente, la liquidazione l’ho chiesta ed ottenuta, pur non avendone tutto questo gran bisogno. Per il semplice motivo che di certo c’è solo il presente . Cosa c’è di male nel chiedere la busta paga ingrassata della rata di TFR ? Al di la del fatto che per motivi miei dubito che andrò in pensione, di resistere ….non dico quanti anni perché ci sto male, se questa cosa passa io potrei anche decidere di farmi dare adesso il denaro , rinunciando al TFR: la cosa più importante è convogliare la fetta di torta mensile in più in un fondo di accantonamento, senza pensare di essere più ricco per il numero più alto in busta paga, e senza cambiare tenore di vita. Oltretutto ci avete mai pensato all’ipotesi che i governi venturi ci tolgano la liquidazione ?

    Mi piace

I commenti sono chiusi.