Il sole ventenne

Ogni giorno. L’ho osservato per due mesi, ormai. Salvo rare eccezioni, il sole fa così, quest’estate: non si fa vedere per tutto il giorno, mandandoci vagonate di nuvole, e cieli grigetti, bizzosi e freddini. Poi alle cinque, meglio cinque e mezza, finalmente fa capolino, carezza i tetti, bacia chi va a prendere l’aperitivo, fa ciao ciao alla pianura e poi tramonta con grandi spruzzate di rosso qua e là, come se volesse un red carpet per una serata speciale altrove.

E’ una estate strana, questa con il sole part time, che arriva tardi, si ferma poco, compare e scompare velocemente come un ventenne che passa dai genitori un attimo per poi scomparire risucchiato dalle vacanze con gli amici o la discoteca. E noi, come i genitori apprensivi, siamo lì che spiamo le sue mosse, lo attendiamo, ci preoccupiamo di dove possa mai essere finito, con chi, e se mai tornerà. Mandasse almeno un sms, disgraziato, invece di farci tanto impensierire. Ma niente, quando torna a farsi vedere è proprio come i ventenni con i genitori, ti guarda un po’ stupito un po’ sbruffone, con quell’aria a metà fra il “Che cazzo vuoi?” e il “Ma non sarai mica così scemo da esserti preoccupato?”.

E noi qui, patetici, pieni di ansie, a chiederci se non è meglio che gli regaliamo un telefonino nuovo e una ricarica prepagata, che almeno con quella chiama, si fa sentire, almeno avverte, chissà.

6 pensieri su “Il sole ventenne

  1. La Terra (ma sopratutto il Sole) tengono in non cale le smanie di bagni agostani di quei moscerini a due gambe e infradito.
    La supponenza degli umani che quello che hanno visto nei loro 30/40 anni, più i 60/70 dei loro genitori, sia un bell”immutabile quadro è fanciullesca e patologica.
    Sembra quella di chi crede che la sua fabbrica o il suo lavoro esisterà per sempre o almeno nello stesso posto.
    Illusioni! Come quelli che emigrano in Italia, da dove la gente sta andando via, o come quelli che intraprendono oggi degli studi che la tecnologia farà sparire nei prossimi 10 anni.
    Dicono che una parte del nord del mondo va verso una glaciazione, il che significa pochi bagni di agosto e bollette del gas salate d’inverno.
    A meno di non fare come quei furboni dei vikingi che si trasferirono nel calduccio siciliano.

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  2. in effetti l’estate sembra un po’ strana, ma se non hai intenzione di andare al mare… ‘sti c@#%&!
    cioè, voglio dire: stamattina alle 7 c’erano 15 gradi scarsi, quindi ho fatto una leggera colazione, sono uscito a correre. è ststo bellissimo, un dolce alternarsi di sole tiepido, parti all’ombra decisamente fresche… ho corso 21 km, non ci riuscivo da 2 mesi, ero costretto ad accorciare gli allenamenti per il caldo
    e quelle poche volte che ho dovuto correre il pomeriggio c’erano 25-30 gradi e ho sperato che il sole fosse meno “agostano”…
    io non ci provo neanche a interagire col sole… sopporto le sue bizze e cerco di conviverci (un po’ quello che faccio con mia moglie, eheheh…)

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  3. Io non sopporto il caldo torrido, ma, sinceramente, quest’estate non estate non mi piace: non è naturale, ecco. A luglio ho dovuto dormire con la coperta di lana, la sera indosso un giubbotto di ecopelle che avrei pensato di tirare fuori solo verso ottobre… ma, d’altra parte, non tutte le stagioni sono uguali, così come i giorni. Un mio compaesano, abbastanza vecchio da essere definito saggio, ricorda di estati così “fredde” in passato, per cui non è un’anomalia rara. Per fortuna. 🙂

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