Il massone della sedia accanto

E poi in autobus, in mezzo alla calca di turisti e di bagnanti che tornano dal mare, monta una coppia di mezz’età distintissima, evidentemente reduci da una cerimonia, lei avviluppata in un vestito di colore incerto fra il sabbietta lettiera da gatto e il rosa confetto andato a male, pieno di svolazzi di voile, che fa tanto comunione della nipote, lui con addosso un serissimo gessato blu. Ma al collo, invece della cravatta, in bella mostra, un medaglione verde e rosso con sopra in oro impressi compasso e clessidra. Se ne stanno lì, seduti, tranquilli, aspettando di scendere alla tua fermata, e tu che li guardi ti domandi per caso se, una volta scesi loro, non salirà per caso lui:

(questa, contrariamente al solito, non è una storia inventata. Mi è capitato sul serio, meno di mezz’ora fa.)

6 pensieri su “Il massone della sedia accanto

  1. Incontro inquietante un tantino…
    Comunque in Brasile, l’edificio principale sulla paizza della città dove stavo, di fronte al palazzo di giustizia, aveva proprio quei simboli alti 8 metri, era la sede della loggia della città, e la massoneria era considerata un’associazione importante e positiva ed onorevole per lo sviluppo del paese.
    Paese che vai…

    Anonimo SQ

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  2. In questo paese dove il 70% è analfabeta di ritorno è più probabile che uno indossi un simbolo massonico senza neppure sapere di cosa si tratti e che gruppo d’interesse rappresenti.
    O che lo abbiano turlupinato facendolo Maestro del Grande Oriente dopo avergli fatto sganciare un paccozzo di euro.
    D’altra parte, a me, l’idea che il Gran Maestro, gia venditore di materassi, abbia preso tutti per i fondelli per anni, mi è sempre sembrata l’ipotesi più probabile.

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  3. I massoni, quelli pericolosi tipo P2, tendo ad escludere che vadano in autobus. Ci sono molti massoni che credono veramente ed in buona fede agli ideali della massoneria. Ne conosco personalmente e sono impegnati in campo sociale e culturale. Sono un po’ strani, ma… e poi ci sono gli altri…

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  4. Ne conosco personalmente qualcuno della loggia di Venezia. Ma ne conosce più di uno anche la padrona di casa, pure se forse inconsapevolmente. Ci sono quelli legati al vecchio partito Repubblicano, quello di La Malfa per capirci, che hanno utilizzato il tramite della massoneria per occupare tutto l’occupabile (Casinò, Consorzio Venezia Nuova, Fondazione Cassa di Risparmio, Camera di Commercio, Veneto Agricoltura, Veneto Sviluppo, Il Gazzettino, ecc.). Ci sono altri, invece, che lo fanno perché rimasti sinceramente impigliati da quell’esoterismo che costituisce ancor oggi l’ossatura ideologica di fondo della setta.
    La più bella e veritiera descrizione del massone rimane pur sempre quella che ne dà Leone Tolstoj col suo Pierre Bezuchov di “Guerra e pace”.

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