Debito pubblico e debito cognitivo

L’Italia è quel paese meraviglioso dove due nel genitori, l’altro giorno, si sono presentati all’anagrafe per registrare la nascita della loro creatura, ma, con l’appoggio di una associazione di consumatori, hanno fatto martiri i poveri impiegati, pretendendo che il nome della piccina venisse registrato su un foglio a parte e non con le lettere maiuscole, convinti in questo modo di evitare che la figlia “divenisse proprietà dello Stato” e potesse così evitare il debito pubblico.
Quando è evidente che il problema non è il debito pubblico, in italia, ma semmai quello cognitivo.

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8 pensieri su “Debito pubblico e debito cognitivo

  1. E siamo appena all’inizio. Una volta un ignorante sapeva di essere ignorante, adesso legge Internet e si convince che tutto gli è stato nascosto per anni. Tipo i corsi di tecniche mnemoniche “che la scuola non vuole che tu impari” 😛

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  2. Mi sorprende che un’associazione di consumatori abbia assecondato la richiesta della coppia. Anche se “non mi piace lo stile” voglio sperare che sia stata una provocazione atta a far uscire un problema più serio. Non fosse così la cosa si fa preoccupante.

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  3. A parte la bufala, non è poi detto che se il livello medio del QI nazionale fosse notevolmente superiore a 100, le cose andrebbero meglio.
    Com’è noto, infatti, nei sistemi caotici, il tutto non equivale mai alla semplice somma delle parti.

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