Stampanti 3d, man in black e batcaverne: il fantastico immaginario politico di Beppe Grillo

Questo articolo è su Beppe Grillo, ma la politica non c’entra, se non di striscio. E’ un post che analizza l’immaginario di Grillo, quel sostrato che è nella sua testa ed emerge, spesso involontariamente, suggerendogli battute e paragoni.

Ognuno ha dentro la zucca l’immaginario che si ritrova, c’è poco da fare. Quello Berlusconiano era un immaginario fermo agli anni ’50, con qualche pennellata da film di Vanzina: era fatto di imprenditori che hanno “segretarie carine”, di disoccupate che per “sistemarsi” possono sempre sposare il figlio del padrone, e anche la Minetti vestita da suora che fa la lap dance, in fondo, era una citazione, per quanto decaduta, della Ekberg cardinalizia di Fellini.

L’immaginario di Grillo, ammettiamolo, è un pelino più moderno: arriviamo agli anni ’70, almeno. Deriva direttamente, è chiaro, da fumetti e film di fantascienza, o meglio telefilm. Non si spiega altrimenti la scemenza che va ripetendo da giorni, quella sulle stampanti 3d, che in America (ah, i mitici States!) sarebbero già diffusissimi, e che in un prossimo futuro saranno disponibili a casa di ciascuno di noi, per stampare, senza intermediazioni industriali, una automobile o una dentiera. E’ il replicatore di Star Trek, sta roba, quello a cui il capitano Kirk sconfortato ordina manicaretti terrestri in mezzo allo spazio più buio. Non ha ancora detto che in America, in ogni comune, è già a disposizione dei cittadini il teletrasporto. Dategli tempo, però: in fondo la campagna elettorale dura ancora qualche giorno.

Ma non sono solo le stampanti 3d le protagoniste del fantastico mondo immaginario di Beppe. Un passettino dopo vediamo apparire persino i mitici “Men in Black”. Data la situazione italica, non sono a caccia di alieni, ma di quattrini, che sono cose ben più difficili da trovare, del resto, di questi tempi. Nel meraviglioso universo parallelo di Beppe, infatti, in Men in Black ci sono, ma  sono i rappresentanti della Blackrock (nomina sunt omina, come è noto), società di investimenti internazionali. Sono barricati da mesi “sotto gli Uffizi” a Firenze, a schedare ed inventariare il nostro patrimonio artistico per poi metterlo in vendita al miglior offerente.

Qui la vertigine prende l’amante di fumetti per il frullato di commistioni: abbiamo i Men in Black che sono emissari oscuri ma di una multinazionale cattiva tipo Spectre chiusi in una specie di Batcaverna sotterranea a fare inventari di opere d’arte: il pathos è evidente, la costruzione narrativa perfetta: resta solo da capire se a sventare il piano interverrà Wolverine, James Bond o Indiana Jones, ma questo, siamo sinceri, è solo un particolare.

Ammettiamolo, il fantastico mondo di Beppe è affascinante come un episodio di XMen, e poco importa che la realtà non collabori o smentisca i suoi sogni. A tutt’oggi non si hanno notizia di stampanti 3d che producano beni di consumo per i cittadini nei comuni americani, o anche altrove. E soprattutto il Polo Museale Fiorentino ha stamane recisamente smentito che nei suoi sotterranei ci siano inviati di multinazionali cattive che fanno inventari: non solo perché i beni custoditi agli Uffizi sono per loro natura inalienabili, ma soprattutto, come si fa notare con sottile perfidia tutta fiorentina, i beni eventualmente da inventariare sarebbero al piano nobile, non esistendo sotterranei.

Che cattivi. Gli hanno smontato persino la Batcaverna, oh.

28 pensieri su “Stampanti 3d, man in black e batcaverne: il fantastico immaginario politico di Beppe Grillo

  1. Post molto bello. Sono d’accordo in special modo con l’incipit:
    Questo articolo è su Beppe Grillo, ma la politica non c’entra, se non di striscio.
    Ecco, credo che LA POLITICA non c’entri nulla con Grillo.

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  2. @unoacaso: la cosa più divertente sono i commentatori che intimano di accendere i neuroni senza accorgersi che con il loro commento hanno dimostrato di non avere capito una cippa di quanto è scritto nel post. Ciao, eh.

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  3. Non ho più le palle per stare ad ascoltare ‘sta gente delirante che spara raffiche di cazzate senza capo né coda. E non solo Grillo, purtroppo.
    Se vogliamo distruggere il paese, così come si demolirebbe un edificio pericolante per ricostruirne uno di nuovo, allora siamo nel giusto a votare per lui. Facendo però attenzione al fatto che si tratterà d’una scelta priva di via d’uscita, aperta su mille possibili scenari. La cosa può anche andarmi bene, ma non costringetemi a sentire la caterva di boiate che uscivano da quella bocca.
    L’altra sera ho resistito due o tre minuti.
    Poi, mi sono cercato un bel pornazzo, di quelli “vintage” – adatti alla mia età – con tanto di bonone ultra maggiorate in minigonne inguinali senza neppure le mutandine per sotto. Se non altro, s’è trattato senz’ombra di dubbio d’un messaggio più sensato e intelligente di quello che ci propinava il comico genovese.

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  4. Nelle città americane sicuramente non ci sono centri che stampano beni di consumo ma è vero invece che sono molto diffusi i centri di rapid prototyping conto terzi, una specie di copisterie che invece di stampare fotocopie realizzano oggetti 3D, e questi centri esistono da decenni (un progetto cui ho partecipato come marketing, a Napoli nel 2001, era stato fatto su una macchina importata dagli USA nel 1999); e i centri di rapid prototyping esistono perché la stampa 3D è sempre stata molto costosa ( http://digitalvizir.it/stampa-in-3d-anche-il-metallo/ )per cui avere uno stereolitografo casa era possibile solo per aziende molto grandi come nel settore auto, elettronica e avio dove se ne fa un uso intenso.
    Purtroppo le uscite di Grillo sono dovute molto a una certa comunicazione a “pane e castagne” fatta da una mafietta “digitale” che da un po’ di tempo imperversa in questo sfortunato paese che invece avrebbe bisogno di una classe intellettuale che adempisse alla sua missione di educazione della classe dirigente su cosa sta accadendo nel mondo e su cosa prospetticamente puó avvenire.

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  5. per lector e diego56:
    sono un po’ in collera con Voi due.
    Vedete i pornazzi vintage e non mi avvisate.
    Infami, state bene.
    Ghino La Ganga

    per uno a caso:
    Con Te, poi, si passa da una delusione all’altra.
    Ero convinto la stampante 3D avrebbe almeno sostituito le bambole gonfiabili.
    Invece niente, razza di scioperato.
    Stai bene.
    Ghino La Ganga

    P.s.: Inchino e baciamano alla Padrona di casa, ovviamente.

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  6. @–>Diego

    Confidenzialmente, vecchio mio, mica l’ho guardato il porno.
    Figurati, sai quante mattarellate sulla testa prendo da mia moglie se mi becca mentre spornazzo alla tv!
    O, quanto meno, mi costringe ad andare di corsa dallo psicologo. Le donne, per certe cose, sono di un’intransigenza senz’appello. Non si rendono conto che la nostra senilità merita anche un po’ di compassione.
    Era solo un espediente narrativo.

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  7. @–>Ghino

    Vale quel che ho detto a Diego.
    Dunque, non ti crucciare. Se ci scappa l’occasione (Donna Lector permettendo), verrà senz’altro condivisa.

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  8. @–>Diego

    E scrive pure in maniera molto simile. L’ho sposata anche per quello.
    Quando ho letto per la prima volta un suo compito d’italiano (si parla del 1981) le ho detto che era la prima volta che incontravo una donna che aveva la mia totale e incondizionata approvazione critica.
    Lo vedi poi come va a finire a sbilanciarsi troppo.

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  9. @lector, Diego e Ghino: come al solito, voi uomini capite poco. A noi donne non dan fastidio il porno, è che voi ve li vedete da soli, di nascosto, e manco prendete un po’ di ispirazione per aggiornarvi… 😛

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  10. Ehm… è verissimo che in Italia abbiamo un grosso problema di catalogazione dei beni culturali, ma nutro il sospetto che non riguardi i quadri degli Uffizi, ampiamente catalogati dalla notte dei tempi
    (Se sbaglio, non disilludetemi, VI PREGO!)

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  11. va tutto bene, ma è Wolverine e non Wolferine e il replicatore lo usava il Capitano Picard, l’Enterprise di Kirk purtroppo non ne era ancora dotata 🙂

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  12. @Galatea:
    ma che di nascosto.
    Sempre guardato alla luce del sole.
    Sono gli altri che lo guardano di nascosto, e non mi invitano.
    Oh.
    A deprimermi di più, poi, ci si mettono gli inutili Cannedcat e Uno a caso, con quelle cazzo di stampanti 3D che manco servono a fare una donna.
    Mortacci loro.
    Stiano bene i lettori, inchino e baciamano alla Padrona di casa.
    Ghino La Ganga

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  13. Una donna intera, per il momento, no!
    Ma stanno peró utilizzando il 3D per stampare organi umani.
    Cuori di riserva, fegati nuovi di zecca, seni perfetti senza silicone e poi, un giorno, un corpo sano e giovane, senza cervello, su cui trapiantare il nostro.

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  14. con una signora, anche se l’hai sposata, non si discorre mai di certi argomenti

    il mondo maschile e quello femminile debbono rispettarsi, in specie quello maschile deve rispetto a quello femminile, ma non debbono mescolarsi

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  15. @–>Diego

    Hai perfettamente ragione. Uomo e donna sono due visioni del mondo differenti che si confrontano; complementari ma non concorrenti, nell’origine etimologica del termine.

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  16. buon lector, ci criticheranno e penseranno che io e te siamo «sessisti», e invece è che abbiamo un bel po’ di anni sulla groppa, e le cose le capisci vivendo

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  17. Lector, lei trascura il dettaglio più impressionante del porno vintage. Altro che minigonne inguinali, IL PELO!

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